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In questo Granel di sabbia, il qual terra ha nome

LA GINESTRA O IL FIORE DEL DESERTO. IL "TESTAMENTO" DI GIACOMO LEOPARDI - a cura di Federico La Sala

E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce (Gv.: III, 19).
venerdì 27 settembre 2019 di Maria Paola Falchinelli
Giacomo Leopardi (Recanati 1798 - Napoli 1837) "filologo ammirato fuori d’Italia / scrittore di filosofia e di poesie altissimo / da paragonare solamente coi greci": cosi’ nella lapide dettata da Pietro Giordani ("perfetta", amava dire il nostro amico Annibale Scarpante, "a cui solo
aggiungeremmo: eroico combattente per la dignita’ umana,
fedele al vero e al giusto, amico della nonviolenza").
LA VIA DI KANT: USCIRE DALLA CAVERNA, E NON RICADERE NELL’ILLUSIONE DI “DIO” (...)

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> LA GINESTRA O IL FIORE DEL DESERTO. IL "TESTAMENTO" DI GIACOMO LEOPARDI ---- Il tempo in etterno. Un "leopardian reggae" di Gian Paolo Bulla

sabato 14 dicembre 2013

Il tempo in etterno (leopardian reggae)

di Gian Paolo Bulla *

-  Di più s’inoscura la notte
-  e disgombra fra le studiate carte:
-  il pensier tuo spoglio contemplo
-  che da malinconia lezione crebbe
-  e opportuna speme.

-  Violento, sdegnoso affanno non mi lascerà,
-  il fiume è limaccioso e spezza
-  gli argini del buon senso;
-  la strada è deserta
-  e la polvere copre le orme.
-  La tua signora è cosi volubile!

-  Vento è ancora nella nostra vita
-  che turbina mentre invochiam sentenza.
-  Tu, insondata passione, non avrai riguardo
-  per la mente che vacilla,
-  tu non cedi a scaltri né a deboli,
-  ma spiri dell’universal possa che rimena ogni cosa.
-  Anche se ci pare illegittima,
-  in qualche rimota parte
-  essa ha il suo sortilegio, la ragione
-  di tanta dolorosa bellezza.
-  In quell’estremo margine sfuma
-  Filli anche il tuo sembiante,
-  nell’eterno aspetto cui amore dassi
-  e celia dolcemente, sanguinando.

-  Se mai di noi qualche forma vaga
-  nell’infinito spazio, oltre la terra
-  chiusa da prossima guerra
-  e dall’egoismo che ci fa vivere;
-  se mai tutto non sarà dimenticato
-  ma avrà ricetto il tuo pensiero
-  che non decade;
-  e io potrò, qual ora si nega,
-  essere del tuo, il tempo in etterno;
-  non sarà privato il gesto cui anelo
-  ma inavvertito e pieno
-  un senso della vita che rimane
-  da un astro a un altro
-  nell’energia che è un tutto
-  e il tutto non è in crisi.
-  Di tal maniera ancora in te agogno.

*

1983-1984


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