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In questo Granel di sabbia, il qual terra ha nome

LA GINESTRA O IL FIORE DEL DESERTO. IL "TESTAMENTO" DI GIACOMO LEOPARDI - a cura di Federico La Sala

E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce (Gv.: III, 19).
venerdì 27 settembre 2019 di Maria Paola Falchinelli
Giacomo Leopardi (Recanati 1798 - Napoli 1837) "filologo ammirato fuori d’Italia / scrittore di filosofia e di poesie altissimo / da paragonare solamente coi greci": cosi’ nella lapide dettata da Pietro Giordani ("perfetta", amava dire il nostro amico Annibale Scarpante, "a cui solo
aggiungeremmo: eroico combattente per la dignita’ umana,
fedele al vero e al giusto, amico della nonviolenza").
LA VIA DI KANT: USCIRE DALLA CAVERNA, E NON RICADERE NELL’ILLUSIONE DI “DIO” (...)

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> LA GINESTRA O IL FIORE DEL DESERTO. ---- Il capolavoro di Hokusai, “La grande onda di Kanagawa”, è con ogni probabilità l’immagine più famosa donata dal Giappone al mondo. Ma l’altro ieri un tremendo tsunami ha trasformato l’immagine dell’onda da orgoglio nazionale in incubo nazionale (The Indipendnt - Sviluppo e ricchezza. Scudo che limita i danni).

martedì 15 marzo 2011


-  Sviluppo e ricchezza.
-  Scudo che limita i danni

-  Nel 1923 un sisma meno potente uccise 140mila persone a Kanto.
-  Rispetto ad allora il Giappone è cresciuto e ha investito enormemente in sicurezza

-  The Independent (l’Unità, 13.03.2011)

Il capolavoro di Hokusai, “La grande onda di Kanagawa”, è con ogni probabilità l’immagine più famosa donata dal Giappone al mondo. Ma l’altro ieri un tremendo tsunami ha trasformato l’immagine dell’onda da orgoglio nazionale in incubo nazionale. Il terremoto più devastante che abbia colpito il Giappone da quando si effettuano le misurazioni della magnitudo dei fenomeni sismici, ha fatto tremare l’arcipelago. La scossa sismica è stata terribile e ha prodotto come conseguenza un colossale tsunami. In queste circostanze l’uomo è istintivamente portato a cercare una spiegazione, qualcosa che possa dare ad un disastro naturale un significato comprensibile all’uomo. Ma è una ricerca vana. L’etica non ha nulla a che vedere con la tettonica a placche. Puramente e semplicemente, alcune zone del pianeta hanno maggiori probabilità di essere colpite da disastri naturali. Ma non tutte le nazioni delle aree a rischio del pianeta sono uguali. Il Giappone è uno dei Paesi più ricchi del mondo.

STORIE TERRIBILI

Nella provincia di Miyagi è stata inghiottita dalle acque una nave con a bordo operai dei cantieri navali e nella stessa provincia è “sparito” un treno pieno di passeggeri. Ma il numero delle vittime non si avvicina nemmeno lontanamente a quello di un ipotetico Paese povero colpito nella zona costiera da un terremoto di magnitudo 8,9. A seguito del terremoto di Haiti del 2010, i quartieri poveri di Port-au-Prince furono sbriciolati e sotto la macerie perirono 200mila persone. La provincia di Sichuan, in Cina, fu colpita nel 2008 da un terremoto che fece 70mila vittime. Una delle ragioni del gran numero di vittime fu il crollo di numerose scuole pubbliche costruite senza accorgimenti anti-sismici per la corruzione dei funzionari statali.

Lo tsunami del 2004 nell’Oceano Indiano fece circa 230.000 morti. L’epicentro del terremoto, di magnitudo 9,1, si trovava al largo della costa occidentale di Sumatra, ma non esisteva alcun sistema per avvertire le altre isole del sud-est asiatico dell’imminente pericolo. La storia dimostra che la ricchezza è importante quando si deve fronteggiare la furia della natura. Il grande sisma che colpì la regione di Kanto, in Giappone, nel 1923, aveva una magnitudo inferiore a quella del sisma dell’altro giorno, eppure provocò la morte di 140.000 persone. La differenza va individuata nel fatto che oggi il Giappone è più ricco e ha investito ingenti risorse in misure di sicurezza.

Nel 1995 un terremoto di magnitudo 6,8 colpì la città di Kobe e fece 6.500 vittime. Il bilancio dei danni fu stimato in qualcosa come il 2,5% del Pil dell’epoca. La risposta ufficiale non fu particolarmente efficace. Oggi le circostanze sono diverse. L’epicentro del terremoto di Kobe era in una zona urbana. Questa volta era in mare aperto. Non di meno la risposta ufficiale appare enormemente migliore. Quattro centrali nucleari si sono spente automaticamente non appena la terra ha cominciato a tremare. E i danni sono inferiori a quelli del 1995 dal momento che il governo ha incrementato gli investimenti per dotare il Paese di strutture ed edifici antisismici. La preparazione e la pianificazione hanno salvato migliaia di vite. Nella nostra disperata ricerca di una spiegazione, questa è probabilmente la sola lezione che possiamo trarre. Quando si tratta di disastri naturali, l’uomo può solo prepararsi ad affrontare al meglio un incubo quando diventa realtà.

*** Traduzione di Carlo Antonio Biscotto


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