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"Le passage du Nord-Ouest" (M. Serres, 1980)."Pietà per il mondo, venga il nuovo sapere"(M. Serres, Distacco, 1986).

MICHEL SERRES: L’ART DES PONTS. HOMO PONTIFEX. Intervista di Louis De Courcy e Guillaume Goubert. Una forte sollecitazione ad uscire dal "neolitico" e, ripartendo dal nostro presente storico, a ri-attivare l’umana (di tutti e di tutte!!!) capacità di "gettare ponti" e a riprendere il cammino "eu-ropeuo"!!! - a cura di Federico La Sala

giovedì 22 marzo 2007 di Maria Paola Falchinelli
[...] Cosa bisognerà dunque inventare per uscire dal vicolo cieco della fame nel mondo, della guerra e delle minacce nucleari e di ogni tipo?
«Data la situazione, bisogna reinventare la scienza politica, la filosofia, insomma l’umanità. Tutto va rivisto perché le condizioni in cui viviamo sono totalmente nuove». [...]
LE "REGOLE DEL GIOCO" DELL’OCCIDENTE E IL DIVENIRE ACCOGLIENTE DELLA MENTE.
IL MONDO COME SCUOLA, LA FACOLTA’ DI GIUDIZIO, LA CREATIVITA’, I NATIVI DIGITALI, E L’ATTIVISMO (...)

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> MICHEL SERRES - l’intelligenza poco ha a che fare con l’anagrafe: "Serres, il computer e San Dionigi" (di Luigi Bruschi)

venerdì 20 maggio 2016

La Città Invisibile

Serres, il computer e San Dionigi

di Luigi Bruschi *

Michel Serres è un filosofo francese molto noto in tutto il mondo. I suoi interessi hanno riguardato la matematica, la storia della scienza, la comunicazione, l’informatica, la politica e l’ecologia. Docente presso l’ Université - I - Panthéon-Sorbonne e presso la Stanford University, viene considerato l’ultimo dei maîtres a penser di Francia.

«Michel Serres è la mente filosofica più fine che esista oggi in Francia» ebbe a dire di lui, in una sua lectio magistralis del 2015, Umberto Eco.

Michel Serres - 85 anni - conferma alla grande questo lusinghiero giudizio con il suo ultimo bellissimo libro dal titolo Il Mancino zoppo. Dal metodo non nasce niente (Bollati Boringhieri, aprile 2016, pp. 285, € 18,00).

Un libro così denso di idee affascinanti che richiederebbe molte pagine solo per darne dei cenni. Mi limiterò pertanto ad un paio di argomenti.

Il primo è quello che illustra in qualche modo il titolo. Secondo Serres l’evoluzione «deriva dagli scarti dell’equilibrio» e sono i personaggi sghembi e magari difettosi a realizzare questi scarti perché per loro è più facile imboccare le biforcazioni.

Non a caso Mosè è balbuziente, Edipo ha i piedi gonfi e discende da Labdaco, «il cui nome significa "zoppo", "asimmetrico", come le due gambette, una più corta e una più lunga, della lettera greca lambda». Efesto «gobbo e deforme, fabbro geniale, che Omero chiama Κυλλοποδίων cioè "Piè-Zoppo" non era mancino, ma avrebbe meritato di esserlo» e molti altri sono gli esempi.

«Per innovare, bisogna uscire dal cammino previsto, biforcare. Innovare significa biforcare. Il mio mancino zoppo è qualcuno che è “biforcato” nel corpo. E’ una metafora, perché non voglio dire che tutti gli innovatori siano mancini o zoppi o tutti e due insieme. Però, per esempio, i miti dell’Antichità sono pieni di zoppi». (intervista a La Stampa, Salone del Libro).

E nel libro possiamo leggere:

«La mutazione presuppone la diversa lettura di un messaggio - un errore? - come se il lettore, mancino, o il trascrittore, zoppo, avesse dato anche segni di strabismo».

La seconda questione (collegata alla prima) di cui voglio parlare è l’entusiasmo di Serres per l’innovazione e per "la mutazione antropolgica indotta dalle tcnologie".

Per magnificare il computer il filosofo ricorre al supplizio di San Dionigi che (come racconta nella Legenda aurea Jacopo da Varagine) decapitato da un centurione romano si china a terra per raccogliere la sua testa e portarla in cima alla collinetta di Montmartre.

«Adesso considerate il computer, lì sul tavolo, di fronte a voi, è sotto le vostre mani: dotato di una memoria colossale, non paragonabile alla mia o alla vostra, fornito di un motore di ricerca che presentifica il ricordo quasi all’istante; ricco di un numero gigantesco di immagini; provvisto, infine, di programmi capaci di risolvere mille calcoli operazioni che né voi né io sapremo portare a buon fine. [...] Le nostre facoltà non sono forse ancora una volta appena salpate, uscite dal corpo, esternalizzate?[1] Eccoci decapitati come il Vescovo di Lutezia: prodotta nel senso forte del termine, la nostra testa rotola davanti a noi, e noi la teniamo tra le mani. Il miracolo previsionale della Legenda aurea ha avuto luogo. Chiamate "Dionigi" la vostra macchina.

Sì, perché quella testa è il nostro computer.

Ancora una volta resto stupito dall’entusiasmo di un pensatore che palesa un’audacia intellettuale insospettabile in un’età così avanzata.

Ennesima dimostrazione che l’intelligenza poco ha a che fare con l’anagrafe.

* [l’Espresso, Verba Woland, 15 mag 2016->http://bruschi.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/05/15/serres-computer-zoppo/] (ripresa parziale).


MICHEL SERRES

-  "Il mancino zoppo. Dal metodo non nasce niente".

Indice

Premessa - Pensare, inventare - Il viaggio e l’itinerario

Tempo

I. Le cose del mondo
-  Quattro regole universali - Informazione, novità

II. Viventi, idoli, idee

-  Figure di flora e di fauna - Trasformazioni - I feticci - Imitare o trasformarsi - L’ego di questo cogito - Pensare costruendosi - Un albero della conoscenza - Idea o figura? - Un esempio di questo processo: il vulcano greco - Sfolgorii della bellezza

III. Il corpo inventivo

-  Le età del corpo - La durata del pensiero - La storia o l’oblio - Emergenza di personaggi annunciatori - Emergenza: scoperta - Emergenza: l’acqua trasformata in vino - Emergenza: incarnazione

Figure e movimenti

IV. Personaggi
-  Esplosione di mille personaggi - La filosofia produce personaggi - Il pastore che guida molteplicità fluttuanti - Molteplicità - Prime figure dolci

V. Messaggeri

-  Di ritorno al Grande Racconto - Altri personaggi - Doppio peso della figura - Apertura politica? - Inviare o esternalizzare - Angeli messaggeri - L’ego del nuovo cogito - I miei tre giri del mondo

VI. Levare gli ormeggi

-  Macchine semplici e macchine a vapore - San Dionigi decollato - Pensare, inventare - I personaggi emergono alla fine dell’analisi - Cogito, cogitamus - Pensare, inventare, ossia produrre - Delle interferenze - Ritorno ai feticci

VII. Il mancino zoppo

-  I suoi scarti dall’equilibrio producono movimento - Lo schema corrispondente - La deviazione - Modello generale - I modelli migliori - Pensare o pesare - La nostra essenziale debolezza - Chiasmo, rottura di simmetria - Un elogio della distrazione - Essere-nel-mondo - Invenzione x: corpo e anima - La rete - Banalità - Il sesto senso, la propriocezione - La più antica metamorfosi - Sostanza e sostituzione - Di nuovo, degli inviati - Serendipità contro metodo - Ambo: variazioni attorno al punto vernale - Il ramo delle confluenze - La confusione dimostrata - Tempio e tenda - Cattedrale - Deviazione per Città del Messico - Il passo della temporalità - Novità

Spazi e campi

VIII. Traversate

-  Il feticcio attraversa più regioni - La filosofia come traversata - Analisi triviale - Una legge dei tre stadi - L’inviante e l’inviato - Dualità della decisione - Dalla marineria al governo e alla teologia - Nave e governo - L’inviato, il deviato o il vagabondo - Le proposizioni indicizzano le geodetiche della Pantopia

IX. Tra

-  La tempesta di Giorgione - Lo spazio del pensiero si situa "tra" - Carpaccio, Sacra Conversazione - Questo non è uno scenario - Rivali di Goya - Spazio di comunicazione: energia, topologia - Delle cose, prima di tutto - Denaro e quasi oggetti - Utopia dello stadio: il pallone - Chimica delle catalisi - Dei viventi - Gli umani - Scienze cognitive primitive - Per vedere il sapere - Invenzione della pietra filosofale - Mi-lieu e milieu - Anassimandro e lo spazio indefinito - Le matematiche - Fisica e chimica - I voli spaziali abitati - Il messaggero diventa il messaggio - Corpi - Da capo: una favola alla rovescia - Esitazione tra presenziale e virtuale - Annunciazione, Visitazione, nozze di Cana - Religione

X. Serre

-  Serre - Topologia aperta-chiusa di questo spazio - Porte, pori, passi, ponti, porti - Dell’amore e dell’odio - Abitare, ancora - Ancora l’amore

Potenze

XI. Preposizioni
-  Eureka!

XII. Elogio del virtuale

-  Il quadrato modale: del dolce e del virtuale - La virtù del virtuale - Breve racconto della mano: come pervenne al dolce - Come il dolce perviene alla blocca e al corpo - Non definire la vita - Dei personaggi possibili - Rivalsa del virtuale - Morale della storia - L’impotente - Che cos’è la letteratura - Il ritorno del Terzo Istruito

XIII. Capitale

-  Gli strumenti musicali capitalizzano dei possibili - Che cos’è un artefatto? - Progresso: da una finalità ristretta a fanalità generalizzate - Avatar degli artefatti - Apertura delle finalità - Riassunto in tre stadi - Il possibile come capitale - Ed ecco il capitale - La caverna inondata di luce - La notte delle luci e delle molteplicità - Dalle rivoluzioni per rotazione a un Universo in espansione - Materia e specchi

Elogio dell’attuale

XIV. Fine della rivoluzione industriale

-  Fine delle età dure - Conseguenze culturali - Professioni - Della libertà banale

XV. Condizioni dolci del pensiero

-  Pace - Anonimati dolci - Omnes in unum: scienze dolci e dure - Favola dell’abete e dell’acero globoso - Hermes e la pace - La distruzione uccide la concentrazione - Effetti sociopolitici: la fine della Tour Eiffel - Le Pollicine travolgono gli augusti - Degli individui invisibili in massa - Il prezzo del capo - Ancora spazi - Variazione formale sulla questione - Utopia - Sociologia dolce - Secondo capovolgimento di questo libro - Perdita dei punti di riferimento - Variazione erudita sulla questione - Un altro pastore: un’etica individuale - L’invisibilità per ciascuno - Dalla morale al diritto: un’altra foresta

XVI. Questo dissolverà quello

-  La fluidità - Uccelli volano - Vecchio elogio dei solidi - Questo dissolverà quello

Invio

-  Progetto di una filosofia della storia


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