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MEMORIA DEL LOGOS. Eu-ropa..... Eu-democrazia ed Eu-angelo!!!

EU-ROPA: TRATTATI DI ROMA. UE!!! RADICI CRISTIANE, NON RADICI "CATTOLICO RATZISTE"!!! IL VATICANO ABUSA DELLA "PAROLA" E NON SA PIU’ PARLAR CHIARO - SOPRATTUTTO CON SE STESSO!!! "CATTOLICESIMO COSTANTINIANO" NON VUOL DIRE "CRISTIANESIMO" e il dio della "Deus caritas" non Ŕ il "Deus CHARITAS" dei nostri Padri e delle nostre Madri Costituenti!!! Il discorso di Giorgio Napolitano a Tubinga (non a Ratisbona) e la Dichiarazione di Berlino (2007) - a cura di pfls

Sollecitazione del presidente della Repubblica a procedere alla ratifica del Trattato di Lisbona.
martedì 12 febbraio 2008 di Maria Paola Falchinelli
NAPOLITANO: CAMERE SCIOLTE RATIFICHINO TRATTATO UE *
TRENTO - Il presidente della Repubblica ritiene che anche a Camere sciolte si possa e si debba procedere alla ratifica del Trattato di Lisbona. Lo ha detto svolgendo la Lectio Magistralis all’UniversitÓ di Trento.
Giorgio Napolitano ha ribadito la necessitÓ "indispensabile" che il nuovo Trattato europeo entri in vigore l’anno prossimo, prima delle elezioni per il Parlamento di Strasburgo. "E’ indispensabile in questo contesto - ha detto - (...)

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> EU-ROPA: TRATTATI DI ROMA. UE!!! RADICI CRISTIANE, NON RADICI "CATTOLICO RATZISTE"!!! IL VATICANO ABUSA DELLA "PAROLA" E NON SA PIU’ PARLAR CHIARO - SOPRATTUTTO CON SE STESSO!!! "CATTOLICESIMO COSTANTINIANO" NON VUOL DIRE "CRISTIANESIMO" e il dio della "Deus caritas" non Ŕ il "Deus CHARITAS" dei nostri Padri e delle nostre Madri!!! Il discorso di Giorgio Napolitano a Tubinga (non a Ratisbona) e la Dichiarazione di Berlino (2007) - a cura di pfls

sabato 23 giugno 2007


-  Il premier critica la Gran Bretagna: "Concezione diversa dell’Europa"
-  Ma per il governo l’intesa ha salvato la "linea rossa" fissata dall’Italia

-  Prodi attacca i paesi euroscettici
-  "Hanno perso lo spirito europeo"
*

BRUXELLES - Romano Prodi lascia Bruxelles all’alba di oggi, con la consapevolezza che l’Europa "esce pi¨ forte" dal passaggio del Consiglio europeo che ha trovato l’accordo sul nuovo trattato. Ma anche con il rammarico di non aver fatto di pi¨. E infatti nel pomeriggio, da Bologna, attacca il gruppo degli euroscettici, che hanno rischiato di far fallire il vertice. E che comunque ne hanno condizionato l’esito: "Molti paesi hanno perduto lo spirito di lavoro comune, hanno perduto lo spirito europeo", commenta il premier.

Certo, a suo giudizio l’Italia Ŕ riuscita a salvaguardare "la linea rossa", al di sotto della quale il summit sarebbe diventato un fallimento. Ma in Prodi resta l’amarezza di aver dovuto fronteggiare un gruppetto di "frenatori", capeggiato dalla Gran Bretagna. Londra "ha portato avanti una concezione diversa di Europa, e questo va detto con chiarezza e onestÓ intellettuale", spiega il presidente del Consiglio. Affermando di non aver cambiato idea sull’allargamento ma anche di non poter pi¨ accettare che vengano frustrate "per troppo tempo le aspettative di quanti desiderano avanzare pi¨ velocemente in un determinato settore, formando una avanguardia di paesi".

Il Professore indica la sua ricetta: se necessario si pu˛ e si deve pensare ad una cooperazione rafforzata, ad una sorta di Europa a due velocitÓ, per completare il processo istituzionale. "Questo sarÓ un punto su cui nei prossimi mesi ci impegneremo fortemente. E riteniamo importante che nel mandato ci siano indicazioni precise per procedere in questa direzione", rimarca indicando i punti irrinunciabili per l’Italia, tra cui la presidenza del Consiglio stabile, una figura istituzionale che rappresenti una unica voce dell’Europa sul piano internazionale, l’estensione del voto a maggioranza qualificata a nuove materie, una personalitÓ giuridica unica.

Da qui a qualche settimana sarÓ aperta una conferenza intergovernativa ed in quella sede il nostro paese "farÓ valere le sue ragioni e la sua visione". Un concetto che viene confermato in pieno anche il vicepremier e ministro degli Esteri Massimo D’Alema: "Dal 2009, e non dal 2017, avremo istituzioni pi¨ forti" e l’Italia ha dato un contributo non irrilevante all’avvio di questo processo", chiosa auspicando la chiusura di un accordo per il nuovo trattato addirittura entro ottobre.

* la Repubblica, 23 giugno 2007


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