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Deus charitas ? No, Deus caritas !!! Eu-angélo ? No, Van-gélo - Inferno !!!

PAPA RATZINGER RITORNA SUL TEMA DELL’INFERNO. "L’Inferno esiste ed è eterno, anche se non ne parla quasi più nessuno" - a c. di pfls

Giusto : siamo nel 2008 dopo la nascita (Giuseppe e Maria) di Gesù Cristo ("I.ch.th.u.s") e non nel 2008 dei Faraoni e della morte ("ictus") !!! La "tragedia" è finita ed è iniziata la "Divina Commedia" !!!
vendredi 8 février 2008 par Maria Paola Falchinelli
[...] Su questo insegnamento si è sempre mosso il teologo Joseph Ratzinger, sia da vescovo che da cardinale. In perfetta sintonia con papa Wojtyla, che durante il suo lungo pontificato in più occasioni ha invitato i cattolici "a pregare Dio perché nessuno sia o vada all’Inferno", spiegando che al luogo della dannazione eterna sono destinati coloro i quali "usano male la libertà offerta loro da Dio". Ma uno dei più grandi teologi del secolo scorso, Urs Hans von Balthasar, ha teorizzato che (...)

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> PAPA RATZINGER RITORNA SUL TEMA DELL’INFERNO. ----- Ma dove diavolo è finito Satana ? (di Lorenzo Fazzini).

mercredi 3 mars 2010

MAGISTERO DI BENEDETTO XVI : DEUS CARITAS EST, 2006 : L’errore più grande (un "diabolico" perseverare nell’errore da duemila anni !!!) è quello di continuare a "pontificare" sull’Amore, come "Caritas" senza acca !!!

GESU’ "CRISTO", GESU’ DI NAZARET. MA CHI ERA COSTUI ?! CERTAMENTE IL FIGLIO DELL’AMORE ("CHARITAS") DI GIUSEPPE E DI MARIA !!! NON IL FIGLIO DEL "DIO" ("CARITAS") DELLA CHIESA AF-FARAONICA E COSTANTINIANA !!!


Ma dove diavolo è finito Satana ?

-  Testimonianze di esorcisti, confessioni di ex posseduti, saggi di demonologia : in libreria torna l’interesse per Belzebù.
-  Ma quale spazio ha il Principe del Male nella teologia e nella predicazione ?
-  Parlano gli esperti : « Serve equilibrio, evitiamo censure nelle omelie e non enfatizziamo la paura »

-  Fiori : « Prevale la divulgazione » Biscontin : « Corsi appositi nei seminari » Dianich : « Meglio parlare di Cristo liberatore »

DI LORENZO FAZZINI (Avvenire, 03.03.2010)

Avvertenza : faciloni astenersi da lettura. Perché chi pensa che il diavolo non esista dovrebbe ri­spolverare Charles Baudelaire : « La più grande astuzia del demonio è far cre­dere che egli non esiste ». Ma che fine ha fatto il Maligno nella teologia e nella predicazione ? Tra gli scaffali Belzebù si è - in maniera variegata - ripresentato. Si trovano testimonianze di chi, per missione, si occupa di spiriti maligni. Memorie di un esorcista (Piemme) è il nuovo titolo di padre Gabriele Amorth, intervistato da Marco Tosatti. Matt Ba­glio, cronista americano, ha da poco dato alle stampe Il Rito. Storia vera di un esorcista di oggi (Sperling&Kupfer). Gino Oliosi, esorcista di Verona, ha spiegato Il demonio come essere perso­nale (Fede&Cultura). Io combatto il de­monio gli fa eco don Ferruccio Sutto (Biblioteca dell’Immagine). Sutto affer­ma che in 13 anni ha ricevuto dal Trive­neto 9 mila persone « che ritenevano di essere oggetto di attenzioni da parte di Sata­na ». Recente è l’agghiacciante resoconto A tu per tu con il diavolo. Una famiglia perse­guitata dal ma­ligno (San Pao­lo), opera di due autori anonimi. Più spirituale San Francesco di Sales e la sua lotta contro il diavolo di Gilles Jean­guenin (Paoline). Oggi sono circa 300 gli esorcisti in Italia : al Pontificio Ate­neo Regina Apostolurum di Roma vi è un corso per allontanatori del Principe delle tenebre ; proprio oggi a Palermo si apre un corso per esorcisti in Sicilia.

C’è chi del demonio si occupa scientifi­camente. Come padre Moreno Fiori, domenicano, specialista in satanismo, il cui ultimo lavoro è Spiritismo, satani­smo, demonologia, edito da Aleph. Ed è Fiori, residente a Cagliari, a dar fuoco alle polveri : « La maggior parte dei libri recenti sulla demonologia non si pos­sano ritenere di rilevante valore scien­tifico e di indiscutibile incidenza teologica ». Co­me mai ? « Molte di que­ste pubblicazioni sono di carattere divulgativo, con uno scarso apparato cri­tico e una bibliografia spesso abborracciata. In alcuni casi poi, per e­sempio il teologo specia­lizzato in demonologia Josè Antonio Fortea, re­dige il suo Trattato di De­monologia più completo al mondo (sic !) senza u­na nota critica né un riferimento al Magistero o ad opere precedenti. Il Trattato è presentato come un ’libro che ci trasporta, in pieno XXI secolo, nell’universo ancestrale della posses­sione diabolica e ci insegna come af­frontare e sconfiggere la parte più tene­brosa della Creazione’. Come ritenere un’opera simile un trattato scientifico ? ».

Ma parlare del diavolo « fa male » alla fede ? « Le pubblicazioni divulgative sul diavolo, demoni, possessioni ed e- sorcismi, possono fuorviare i lettori meno attenti e più semplici dal deposi­tum fidei tramandato dal Magistero. Alcuni scritti contengono affermazioni contrarie alla dottrina della Chiesa : ad esempio la negazione dell’essere per­sonale del diavolo, l’esasperazione del suo potere sull’uomo e nel mondo in­sinuano, con tale pandemonismo, per­niciose credenze superstiziose che in­generano paure ».

Colpa del silenzio dal pulpito ? Ovvero : quale prete parla del diavolo in un’o­melia ? « È vero, non si affronta questo tema che crea imbaraz­zo. Oppure lo si approc­cia in maniera retrò, non più consona al nostro tempo ». Don Chino Bi­scontin, docente di omi­letica alla Facoltà teolo­gica del Triveneto, è e­splicito nel mettere in guardia da due estremi : « Negare l’esistenza del diavolo a causa della dif­ficoltà postmoderna di pensarlo. Ed evitare una religione dualista per cui vi è una divinità maggiore, Dio, e una minore, il diavolo, con la sua autono­mia. E invece il maligno, dopo la resur­rezione di Cristo, non possiede l’auto­nomia di prima ». Ma perché parlare di più del Maligno ? « Per un guadagno : si possono sgravare le spalle degli uomini dalla responsabilità del male del mon­do ».

Don Biscontin suggerisce un’idea : « Nell’iter teologico di formazione dei futuri preti l’insegnamento sul diavolo andrebbe reso autonomo, mentre oggi è inserito nell’antropologia teologica. Così i predicatori di domani eviteran­no di dire fesserie ». Ma in una predica come spiegare che il diavolo opera ? « Quando si sente di adulti che schia­vizzano i bambini come soldati in Afri­ca, se si pensa alla violenza gratuita della guerra nei Balcani, in questo vedo il diavolo in azione come una forza più grande degli uomini ». Don Severino Dianich, tra i più noti teologi italiani, evidenza che « a livello teologico oggi la presentazione sul dia­volo è corretta. Invece è squilibrata nell’opinione pubblica, dove tale inte­resse è cresciuto molto : esorcismi, eso­terismo e mistero ag­grovigliano molte per­sone, e questo è un se­rio problema ». Dianich boccia l’ipotesi di corsi teologici ad hoc sul dia­volo : « Si darebbe un’importanza sproporzionata a questo te­ma ».

Secondo don Dia­nich sono due le neces­sità impellenti : « Un’in­terpretazione teologica che butti acqua sul fuo­co : bisogna parlare più di Dio che in Cristo ci ha liberati dal diavolo ». E poi ? « È necessaria u­na certa critica a questa tendenza esoterica, che alla fine è un dato gno­stico : rappresenta un allontanamento dalla cristologia storica del fatto-Gesù ».


IL MAGISTERO

IL MALIGNO SECONDO TRE PAPI

Gli ultimi pontefici hanno affrontato il tema di Satana, non disdegnando affermazioni politicamente scorrette in una società dove il male viene reso impalpabile.
-  Paolo VI nel 1972 pronunciò parole molto precise : « Il male non è più solo una deficienza, ma un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore ».
-  Giovanni Paolo II dedicò alcune catechesi all’aldilà nel luglio 1999 e disse : « L’inferno è il rifiuto definitivo di Dio ».
-  Mentre da teologo Joseph Ratzinger descriveva così Satana : « È un essere personale al modo della non­persona ».
-  E divenuto Papa, dialogando coi parroci di Roma nel 2009, ha affermato : « Questo sarebbe l’inferno : coloro che non hanno più in se stessi un minimo di capacità di amare ». (L. Fazz.)


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