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Emergenza culturale e politica...

MA COME PENSA E PARLA CARUSO?! MA COME PENSANO E PARLANO LE ISTITUZIONI?! E COME PENSANO GLI ITALIANI E LE ITALIANE?! CECITA’ E SORDITA’: ITALIA o "Forza Italia"?!! E’ LA STESSA COSA?!! IL "BUFFONE" A "BERTINOTTI", COME A "BERLUSCONI", E’ UNA FORTE DENUNCIA DEL NARCISISMO E DELLA CRISI DELLE ISTITUZIONI - non un’offesa alle persone!!! Sveglia!!! Per la difesa della Costituzione, e per il dialogo, quello vero!!! - a cura di pfls

ITALIA: Presidente, Napolitano. Forza... ITALIA: Presidente, Berlusconi.
venerdì 10 agosto 2007 di Maria Paola Falchinelli
[...] Seppellire sotto cartelli e striscioni l’ex subcomandante non è stato facile per tutti, però. «Abbiamo discusso e valutato - racconta Dario -. E abbiamo scelto di usare l’arma dell’ironia». E c’è chi, come Aurora, ammette: «Non mi fa piacere contestare Bertinotti, ma qui non abbiamo amici o non amici. C’è soltanto chi è sulle nostre posizioni e chi non lo è». E Bertinotti in questo momento è lontano anni-luce dagli studenti dell’estrema sinistra, quelli dei collettivi e quelli della (...)

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> MA COME PENSANO LE ISTITUZIONI?! E COME PENSANO GLI ITALIANI E LE ITALIANE?! CECITA’ E SORDITA’: ITALIA o "Forza Italia"?!! E’ LA STESSA COSA?!! IL "BUFFONE" A "BERTINOTTI", COME A "BERLUSCONI", E’ UNA FORTE DENUNCIA DEL NARCISISMO E DELLA CRISI DELLE ISTITUZIONI - non un’offesa alle persone!!! Sveglia!!! Per la difesa della Costituzione, e per il dialogo!!! - a cura di pfls

domenica 22 luglio 2007


-  Unipol, il gip Forleo sotto tiro
-  Sale la tensione con il Parlamento

Bertinotti e Marini irritati, Violante attacca: «E’ l’ora di capire cosa accade a Milano»

di ANTONELLA RAMPINO (La Stampa, 22/7/2007 - 7:15)

ROMA Non si entra nel merito della perentorietà con la quale il gip Valentina Forleo ha chiamato in causa in un «disegno criminoso» gli alti vertici dei diesse nella tentata scalata di Unipol a Bnl, ma di certo i presidenti di Camera e Senato non hanno gradito di ritrovarsi sui giornali atti che chiamano in causa il Parlamento.

Franco Marini e Fausto Bertinotti si sono sentiti più volte ieri al telefono, e poi hanno deciso di lasciar trapelare il loro disappunto. Da Palazzo Madama si fa notare che a quarantott’ore dalle notizie riportate da tutti i media ancora non è giunto dal Tribunale di Milano un atto ufficiale che consenta l’avvio della procedura prevista. Bertinotti ha fatto dettare una nota piuttosto dura, «costituisce un problema la diffusione di notizie riguardanti il rapporto tra magistratura e Parlamento». «Non esprimo valutazioni finché non avrò visto gli atti», dice irritato Carlo Giovanardi, il presidente della Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio.

In casa diessina c’è un’ovvia tensione. Che potrebbe salire, e di quanto dipenderà dall’atteggiamento degli alleati. Arturo Parisi, che per primo attaccò la commistione tra politica e affari, ieri valutava che, per carità, «guardare dal buco della serratura delle intercettazioni è scorretto e inutile», anche perché «quel che c’è da vedere era già sotto gli occhi di tutti». E però «la malattia che dobbiamo combattere non è esclusiva dell’Italia e neppure della politica, ma nella politica italiana: si chiama berlusconismo. Una malattia che in emulazione con l’azione di Berlusconi, con l’alibi di difendersi da lui, e talvolta addirittura in cooperazione con lui, ha aggredito la nostra democrazia».

Non dice di più il ministro della Difesa, ma a chi si riferisce è chiaro: a D’Alema e ai «dalemoni». Quando invece i diesse si sono al momento chiusi nel recinto della difesa «tecnica», Anna Finocchiaro nota che «c’è un esercizio abusivo del potere perché Clementina Forleo è un gip e non un pm, dunque non può esercitare l’azione penale», non può sostenere che c’è «un disegno criminoso». E tuttavia, c’è da notare, Clementina Forleo ha motivato la richiesta di poter mantenere agli atti, e non distruggere come prevede la legge Boato del 2003, il testo di intercettazioni che ritiene penalmente rilevanti. E questo, secondo Ignazio La Russa di An, che da presidente della Giunta per le autorizzazioni si è occupato in precedenti legislature dei casi Previti e Dell’Utri, «non è di per sé uno scandalo». Il fatto, dice, è che «ci si chiede una cosa ridicola: il danno alla reputazione dei politici è già fatto, e il gip vuole dal Parlamento il permesso di non distruggere intercettazioni ormai pubbliche e che resteranno negli archivi dei media». Quanto al ritardo con cui gli atti arriveranno in Parlamento, «è una cosa normale, accaduta tante volte».

Anche per Luciano Violante, ex presidente della Camera, «il ritardo ha una sua fisiologia». Ma «siamo di fronte a una fuga di notizie per finalità politiche, un fatto inaccettabile: non è la prima volta che succede, e non è la prima volta a Milano, dove pure ci sono magistrati di altissima professionalità, forse sarebbe il momento che qualcuno si occupasse di vedere cosa accade in quel tribunale». Una presa di posizione che non mancherà di suscitare polemiche e che suona, dopo l’irritazione manifestata da Mastella contro la Forleo, come un invito al ministro di Giustizia ad avviare un’ispezione. Proprio questo è il punto anche se si ascolta l’altro campo dello schieramento politico. «Se le cose stanno per come le abbiamo lette sui giornali, non ci sono estremi di reato» dice il coordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto. Per il quale il punto però è lo stesso sollevato da Marini e Bertinotti: «Forleo ha creato il caso prima ancora di inviare le carte al Parlamento. Un attacco pregiudiziale, molto pericoloso».


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