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EU-ROPA !!!

Il Brasile e Lula continuano a dare lezioni all’Europa!!! Richiesta ufficiale presso la Santa Sede: che il Papa annulli il suo viaggio (previsto per la Quinta Conferenza Episcopale, in maggio) in Brasile!!! Un articolo di Marco Vozza - a cura di pfls

lunedì 2 aprile 2007 di Maria Paola Falchinelli
[...] Intervistato dal Journal do Brasil, Lula ha dichiarato: "Non credo che la visita di Papa Benedetto XVI possa far bene alla vita politica del Brasile. Credo che sia una sua precisa volontà, una volta qui, esternare pubblicamente il suo punto di vista sulla famiglia ingerendo nella nostra vita pubblica. A fine maggio il Parlamento si troverà ad affrontare l’iter finale del progetto di legge teso a regolare i diritti delle famiglie non sposate, ed un intervento del Papa sarebbe quanto (...)

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> Il Brasile e Lula continuano a dare lezioni all’Europa!!! --- Brasile, Corte suprema annulla le condanne di Lula: l’ex leader si può ricandidare nel 2022 (di Daniele Mastrogiacomo)

lunedì 8 marzo 2021

Brasile, Corte suprema annulla le condanne di Lula: l’ex leader si può ricandidare nel 2022

Ripristinati i diritti politici. Ora potrebbe correre contro Bolsonaro alle elezioni del prossimo anno

di Daniele Mastrogiacomo (la Repubblica, 08 Marzo 2021)

Luiz Inácio Lula da Silva torna in campo. Esce pulito dalla lunga vicenda giudiziaria che lo ha inseguito per tre anni. Il giudice del Tribunale Supremo Federale Edson Fachin ha annullato tutti i quattro processi in cui il padre della sinistra brasiliana è imputato. Il motivo è di procedura: il Tribunale che lo ha giudicato e condannato prima a dieci anni e poi in appello a 17, dei quali 580 giorni scontati in carcere, era incompetente. Si azzera tutto. La decisione era nell’aria, il Supremo era chiamato a pronunciarsi sull’ultimo ricorso della difesa.

Le rivelazioni di The Intercept Brazil avevano svelato un rapporto diretto tra il giudice Moro e il pool dei pm dell’inchiesta Lava Jato. Il primo suggeriva ai secondi quali prove trovare e come usarle nello scontro che avevano con il due volte presidente del Brasile. Il Di Pietro brasiliano, con quei messaggi su Telegram, aveva messo in discussione la sua imparzialità. L’accanimento era più che un sospetto.

Lula si è sempre proclamato innocente, ma si è fatto il carcere uscendo a testa alta quando gli sono stati concessi i domiciliari. È rimasto un po’ in silenzio godendosi il suo momento di passione con la sociologa militante del Pt che ha conosciuto durante le giornate di prigione a Curitiba. Poi ha rilasciato interviste, ha partecipato all’ultimo congresso del Pt, ha ascoltato più che parlato e a chi gli chiedeva se tornava sulla scena rispondeva in modo vago. «Io sono sempre qui. Ma ho la mia età, ci sono ottimi dirigenti».

Nell’ultima intervista a El País si era spinto oltre: «Certo, se poi la gente vuole me, mi chiede di tornare in campo, sono pronto. La politica è la mia vita, ho sempre fatto questo». Lula è libero di candidarsi per il 2022. Può fare quello che gli hanno impedito di fare nel 2018. Jair Bolsonaro ha vinto ma non ha stravinto. Haddad ha fatto quello che poteva, candidato solo all’ultimo dopo il lungo tormento all’interno del Pt su cosa fare e chi candidare in attesa di una sentenza assolutoria che invece si trasformò in condanna ancora più severa.


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