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Attualità

"Cristo informa" è un’associazione a Torino. Ne scrive Cosmo de La Fuente, che ha ripreso la vigilanza critica a tamburo battente

lundi 9 avril 2007 par Emiliano Morrone
A volte ritornano, o almeno si manifestano. Non mi riferisco agli spiriti, in realtà alludo a Gesù Cristo. Non sono un frequentatore di chiese e di associazioni cattoliche, penso che si sia capito, anche se, nel profondo del cuore, credo che esista un essere superiore.
Alcuni giorni ero in giro per commissioni e dopo aver fatto una coda alle poste, aver aspettato il mio turno in banca e poi alla cassa di un affollatissimo parcheggio mi sentivo alquanto nervoso.
I miei impegni erano tutti (...)

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> "Cristo informa" è un’associazione a Torino. Ne scrive Cosmo de La Fuente, che ha ripreso la vigilanza critica a tamburo battente

mardi 24 avril 2007

Navigando nella rete, siamo entrati nel sito “lavocedifiore”. Con gradevole sorpresa abbiamo visto un articolo firmato da Cosmo de La Fluente dove si parla dell’Associazione Informazioni su Cristo, con tanto di fotografia dell’ingresso della sede di Torino e relativi manifesti.

L’autore formula alcuni interrogativi e obiezioni a cui vogliamo rispondere.

Perché stupirsi se esiste un’associazione che si chiama InformaCristo e si propone di parlare di lui ? Oggi vogliamo essere informati su tutto, nulla di strano che ci sia chi voglia informare su Gesù Cristo ! E poi, che una volta tanto non siano dei preti a farlo, ma dei cristiani laici, uomini e donne, dovrebbe far tirare un sospiro di sollievo a chi magari è allergico a tutto ciò che sa di gerarchia ecclesiastica. A lei invece non sembra giusto. Nessuna presunzione, da parte nostra, di volerci sostituire a Gesù Cristo. Ma che di lui si possa parlare è logico. E che questo avvenga attraverso di noi, anche. Come potrebbe essere diversamente ? Dovrebbe parlarci con visioni, apparizioni ? Lui ci ha lasciato la sua parola, il Vangelo, tocca a noi interpretarla e attualizzarla. Con rispetto, senza arroganza, ma con franchezza.

Noi intendiamo farlo in un modo forse un po’ originale : vogliamo parlare di Cristo con la pubblicità ! Questo può indurre qualcuno a pensare che facciamo pubblicità a Gesù Cristo come fosse un detersivo ? In un certo senso è così : “Lanciare Dio come si lancia una saponetta !”, è il nostro slogan. Con questa provocazione non vogliamo mancare di rispetto a Gesù Cristo. Vogliamo solo esprimere la nostra convinzione che Cristo vada portato tra le cose di tutti i giorni, utilizzando gli stessi mezzi di comunicazione che si usano per i beni materiali. Questo per far capire alla gente quanto Gesù Cristo sia vicino ad ognuno di noi e quanto noi possiamo parlare di Lui in qualsiasi luogo e momento. Non soltanto in chiesa ! Per questo lanciamo messaggi sulle strade, ovunque ci è possibile, rivolti in particolare a chi non va in chiesa e che a Dio non pensa più. Certo, non possiamo prendere l’esperienza della pubblicità commerciale e utilizzarla, così com’è, ai nostri fini. Il prodotto di consumo è un bene fisico che si può toccare, verificare, accettare o rifiutare. Nel nostro caso si tratta di un “Bene” immateriale che rende tutto più difficile. Noi ci stiamo accostando al problema con fatica e impegno. E tanta umiltà. Di tanto in tanto riceviamo segnali incoraggianti che ci rassicurano sulla strada che abbiamo intrapresa. Scopriamo così che il messaggio ha prodotto un interrogativo in qualcuno che poi ha sentito il bisogno di parlarne.

Circa il “lusso di quei locali ultramoderni” lei si chiede se i soldi arrivano dai fedeli, dal 5 per mille, o da qualche particolare convenzione o aiuto del vaticano ! Si rassicuri : è tutto frutto del nostro lavoro ; ci auto-tassiamo per sostenere le spese, e nessuno, (sottolineiamo : nessuno) ci sponsorizza. E non facciamo pagare le pubblicazioni perché, come diceva il fondatore dell’Associazione : “il pane della fede non si fa pagare !” I locali poi, non hanno niente di lussuoso, sono ricavati da uno scantinato e la maggior parte dell’arredamento è di recupero.

In ultimo lei dice : "se avessi avuto la possibilità di domandare a Cristo qualcosa, oggi probabilmente, gli avrei chiesto come aveva potuto permettere che quel ragazzo di 16 anni di Torino si è suicidato".
 Olmi nel suo film “Cento chiodi” mette in bocca al giovane professore la stessa domanda e gli fa dire che “Dio sarà Lui a dover rendergli conto del male nel mondo”. Il male rimane certamente un grande mistero. Scrive Vincenzo Paglia in Lettera ad un amico che non crede : “È davvero un mistero grande, perché se non ci fosse Dio il male sarebbe unicamente una legge, fredda e implacabile, ma sempre e solo legge della natura e del suo corso”.

Grazie per aver parlato di noi.

Noi di InformaCristo


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