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Liberateli....

APPELLO DI EMERGENCY. Per la liberazione di Rahmatullah Hanefi e Adjmal Nashkbandi. I talebani: "Abbiamo ucciso l’interprete Adjmal". Mastrogiacomo: "un omicidio orribile, gratuito, vigliacco". Per Strada, responsabili Prodi e Karzai - a cura di pfls

domenica 8 aprile 2007 di Maria Paola Falchinelli
[...] i Taliban: hanno mostrato al mondo la loro vera faccia, quella che rimproveravano a noi giornalisti di non volere raccontare all’esterno. E’ quella che ci hanno annunciato con una telefonata alle agenzie di stampa. Non sono stati ai patti: ci hanno tolto le catene e ci hanno detto che eravamo liberi. Ho visto il mio amico e interprete pronto ad imbarcarsi su un convoglio che lo avrebbe consegnato a degli emissari. Così hanno detto i Taliban che ci tenevano prigionieri, così hanno (...)

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> APPELLO DI EMERGENCY. Per la liberazione di Rahmatullah Hanefi e Adjmal Nashkbandi. I talebani: "Abbiamo ucciso l’interprete Adjmal". Mastrogiacomo: "un omicidio orribile, gratuito, vigliacco" - a cura di pfls

lunedì 9 aprile 2007

Il fondatore di Emergency torna a chiedere la liberazione di Rahmatullah Hanefi. "Fu lui a consegnare i due milioni che il governo pagò per riavere Torsello"

-  Strada attacca Prodi e Karzai
-  "Responsabili per la prigionia di Hanefi"

Ma il fotoreporter rapito in ottobre dice: "Per me nessun riscatto" *

KABUL - E’ un fiume in piena Gino Strada. Il fondatore di Emergency torna a chiedere la liberazione del direttore afgano dell’ospedale di Emergency a Lashkar Gah, Rahmatullah Hanefi, che i servizi segreti afgani accusano di aver collaborato con i Talebani per il sequestro Mastrogiacomo. Usa toni forti Strada. Chiama in causa Prodi e Karzai ("Responsabili per la prigionia di Rahmatullah"), e alcune agenzie di stampa rilanciano frasi con le quali il chirurgo imputa ai leader di Roma e Kabul la morte di Adjmal. Frasi che lo stesso chirurgo smentirà poco dopo: "Non l’ho mai detto, ho parlato solo di loro responsabilità per la prigionia del nostro collaboratore".

A questo proposito, il fondatore di Emergency attacca i servizi di Kabul ("gentaglia, tagliagole, assassini e delinquenti mettere in giro simili calunnie") e rivela: "E’ stato Rahmatullah che portò i due milioni di dollari che il governo italiano pagò per ottenere la liberazione di Gabriele Torsello". Torna così d’attualità la vicenda del fotoreporter sequestrato in Afghanistan dai Talebani il 12 ottobre scorso e liberato il successivo 3 novembre. Una ricostruzione che però Torsello non conferma affatto: "Dovrebbe essere anche in grado di dare più dettagli. Per quello che mi riguarda, da quello che io so, non è stato pagato nessun riscatto".

Ma Strada non arretra e chiama in causa il governo italiano: "E’ stata fatta questa insinuazione assolutamente infame e infondata che Rahmatullah possa essere addirittura dietro il rapimento di Mastrogiacomo. Mi sarei aspettato dal governo italiano una dichiarazione immediata per dire chi è Rahmatullah Hanefi, quanto sia affidabile".

Ed è a questo punto che il fondatore di Emergency rivela il ruolo che il suo collaboratore ebbe nel sequestro Torsello. "A Rahmatullah Hanefi furono affidati esattamente due milioni di dollari che arrivavano dal governo italiano per riportare a casa Torsello - continua Strada -. Quante persone conoscono, quelli del governo, che con due milioni di dollari non prendono la prima strada a destra o a sinistra e spariscono nel nulla? Rahmatullah non è sparito". "Al governo italiano chiediamo una cosa sola, di restituirci Rahmatullah Hanefi, non vogliamo nessun grazie dalla politica" conclude il fondatore di Emergency.

Parole che cozzano con la ricostruzione che i servizi segreti afgani fanno del ruolo avuto da Hanefi. Per Kabul infatti sarebbe stato lui a consegnare Mastrogiacomo, il suo autista e il suo interprete a Haji Lalai, ad un collaboratore del mullah Dadullah. Una ricostruzione che Strada bolla senza mezzi termini: "Solo calunnie di una cricca di tagliagole".

* la Repubblica, 9 aprile 2007


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