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PRAGMATICA DELLA COMUNICAZIONE." Istruzioni per rendersi infelici"

SCUOLA DI PALO ALTO (CALIFORNIA): PAUL WATZLAWICK. Una nota (e un omaggio) di Umberto Galimberti - a cura di Federico La Sala

A un individuo [ma anche a una intera società, fls] può capitare infatti di trovarsi sottoposto a due ordini contraddittori, convogliati attraverso lo stesso messaggio che Watzlawick chiama “paradossale”. Se la persona non riesce a svincolarsi da questo doppio messaggio la sua risposta sarà un comportamento interattivo patologico (...)
domenica 11 novembre 2012
[...] Le tesi centrali che sono alla base del pensiero di Watzlawick sono: in primo luogo che la nevrosi, la psicosi e in generale le forme psicopatologiche non originano nell’individuo isolato, ma nel tipo di interazione patologica che si instaura tra individui, in secondo luogo che è possibile, studiando la comunicazione, individuarne le patologie e dimostrare che è la comunicazione a produrre le interazioni patologiche [...]
LE DUE META’ DEL CERVELLO. Il linguaggio del cambiamento (...)

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> SCUOLA DI PALO ALTO (CALIFORNIA): PAUL WATZLAWICK (1921-2007). Arezzo: GIORNATA DI STUDIO DEL CENTRO DI TERAPIA STRATEGICA

giovedì 17 maggio 2007


-  IL CENTRO DI TERAPIA STRATEGICA
-  Istituto di Ricerca, Training e Attività Clinica

CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI AREZZO

È LIETO DI INVITARE LA S.V. ALLA GIORNATA DI STUDIO

“GUARDARSI DENTRO RENDE CIECHI”

In onore e in memoria di Paul Watzlawick (Villach, Austria, 25 luglio 1921 --- Palo Alto, Stati Uniti, 31 marzo 2007)

Lunedì 28 MAGGIO 2007 - Ore 10.00 - 17.30

SALA BORSA MERCI - Piazza Risorgimento, 23 Arezzo

INGRESSO LIBERO

Paul Watzlawick ha cessato di vivere ma non di esistere, continuando ad essere presente nell’affetto di chi l’ha conosciuto e nelle opere che ha lasciato. Il suo pensiero, fecondo per tutti gli studiosi, sarà portato avanti dal suo diretto allievo Giorgio Nardone, e dal nostro Istituto promotore di questa giornata di studi in suo onore.

Allego di seguito i Presenters dell’evento e una memoria scritta in suo onore.

Augurandomi che lei voglia partecipare con noi , saluto cordialmente,

-  M.Cristina Nardone
-  Managing Director C.T.S.

Chi era Paul Watzlawick

Lo psicologo che meglio di tutti è riuscito a coniugare i problemi della psiche con quelli del pensiero. (Umberto Galimberti, La Repubblica)

E’ stato il massimo studioso della pragmatica della comunicazione umana e delle teorie del cambiamento e del costruttivismo radicale. Figura di spicco dell’approccio sistemico e della teoria breve, ha lavorato presso il Mental Research Institute di Palo Alto e è stato professore emerito alla Stanford University. Ha fondato, insieme a Giorgio Nardone, il Centro di Terapia Strategica (C.T.S.) di Arezzo e vi ha collaborato dal 1987 sino alla sua scomparsa. Tra i suoi libri pubblicati in Italia ricordiamo: Istruzioni per rendersi infelici, Di bene in peggio, Pragmatica della comunicazione umana, Terapia breve strategica. Per Ponte alle Grazie ha pubblicato, insieme a Giorgio Nardone e Jeffrey Zeig, Ipnosi e terapie ipnotiche e con Giorgio Nardone, L’arte del cambiamento.

Durante la giornata sarà presentato il suo ultimo libro

"GUARDARSI DENTRO RENDE CIECHI",

a cura di Wendel Ray e Giorgio Nardone, Ponte alle Grazie EDITORE Milano; in libreria a giugno 2007,.

Il libro Questa “biografia del pensiero” di Paul Watzlawick è la sua ultima e preziosa eredità, destinata a chi conosce già da tempo il suo approccio alla soluzione dei problemi umani e anche a tutti quegli “spiriti liberi” che semplicemente cercano di migliorare la propria vita.

“GUARDARSI DENTRO RENDE CIECHI” In onore e in memoria di Paul Watzlawick (Villach, Austria, 25 luglio 1921 --- Palo Alto, Stati Uniti, 31 marzo 2007)

Lunedì 28 MAGGIO 2007 - Ore 10.00 - 17.30 SALA BORSA MERCI Piazza Risorgimento, 23 Arezzo

SARANNO PRESENTI

Prof. Camillo Brezzi, Assessore alla Cultura di Arezzo

-  Prof. Mariano Bianca,
-  Professore Università degli Studi di Siena, Facoltà di Lettere e Filosofia II (Arezzo). Dipartimento di Studi Storico-Sociali e Filosofici

-  Prof. Luigi Boscolo,
-  Direttore del Centro Milanese di Terapia della Famiglia. Socio fondatore della S.I.P.R. di Roma e della S.I.R.T.S. di Milano. E’ stato membro della A.F.T.A. (American Family Therapy Association) e della A.A.M.F.T.(American Association for Mariage and Family Therapy), nonché del’ E.F.T.A. (Associazione Europea di Terapia della Famiglia).

-  Prof. Camillo Loriedo,
-  Direttore dell’Istituto Italiano di Psicoterapia Relazio¬nale. Professore e Psichiatria Scuola di Specializzazione in Psichiatria della Università \"La Sapienza\" di Roma.

-  Prof. Giorgio Nardone,
-  fondatore insieme a Paul Watzlawick del Centro di Terapia Strategica di Arezzo. Psicologo e Psicoterapeuta, Direttore della Scuola di Specializzazione post-laurea in Psicoterapia Breve Strategica. Direttore scientifico della Scuola di formazione Manageriale in Comunicazione e Problem Solving Strategico di Arezzo e Milano. Coordinatore del Network Europeo di Psicoterapia Breve Strategica e Sistemica e della Rivista Europea di Psicoterapia Breve Strategica e Sistemica, inoltre Direttore della Collana \"Saggi di Terapia Breve\" Ponte alle Grazie Editore, Milano.

-  Prof. Patrizia Patrizi,
-  Professore straordinario di Psicologia sociale presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Sassari. Membro del Consiglio tecnico-scientifico dell’Istituto Centrale di Formazione del Personale del Dipartimento per la Giustizia Minorile - Ministero della Giustizia. Membro del CIRMPA (Centro Interuniversitario per la Ricerca sulla genesi e lo sviluppo delle Motivazioni Prosociali e Antisociali) dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

-  Prof. Pio Enrico Ricci Bitti,
-  Professore ordinario di Psicologia generale presso la Università degli Studi di Bologna. Direttore della Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute; Dipartimento di Psicologia di Bologna

-  Prof. Alessandro Salvini,
-  Professore ordinario di Psicologia Clinica, Università di Padova, Facoltà di Psicologia; responsabile unità di ricerca di Psicologia Clinica e Psicoterapia per adulti del Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova. Responsabile Scientifico della Scuola di specializzazione Istituto di Psicologia e Psicoterapia (IST) di Padova e Mestre.

-  Prof. Stanislao Smiraglia,
-  Psicologo sociale e del lavoro, psicoterapeuta ad indirizzo strategico. Professore presso l\’Università degli studi di Cassino di Psicologia Sociale.

Prof. Saulo Sirigatti, Preside della Facoltà di psicologia Università di Firenze e Professore ordinario di Psicologia Clinica

-  Segreteria organizzativa: CENTRO DI TERAPIA STRATEGICA
-  Piazza S. Agostino 11, 52100 - Arezzo - Italia - tel. +39 0575 / 35 48 53 - 35 02 40 - fax +39 0575 / 35 02 77

www.centroditerapiastrategica.org www.problemsolvingstrategico.it

www.giorgionardone.it www.psicoterapiabrevestrategica.it www.bsst.org

in sua memoria dal sito http://www.centroditerapiastrategica.org/ita/paul%20memory.html

Paul Watzlawick, ha attraversato come una stella cometa la seconda metà del secolo scorso, illuminando con le sue idee, il suo lavoro e i suoi scritti intere generazioni di studiosi e professionisti, non solo nelle aree della psicologia, della psichiatria e della sociologia ma anche in campi lontani dalle scienze umane come l’economia e l’ingegneria o nelle scienze «pure» come la fisica e la biologia. I suoi studi sulla comunicazione e sul cambiamento travalicano, infatti, le barriere disciplinari e trovano applicazione in qualunque contesto ove siano coinvolte le relazioni dell’individuo con se stesso, con gli altri e con il mondo. La sua opera, come quella dei grandi filosofi, non si lascia limitare né dalle ideologie, né dai confini delle singole prospettive scientifiche: essa va oltre, sino alla radice del «come» l’essere umano costruisce, anzi, per dirla con le sue parole, inventa la sua realtà.

Sulla scia della sua luminosa stella, numerosi sono i pensatori e i professionisti che hanno avuto la possibilità di costruire il loro successo e la loro fama. Basti pensare che Watzlawick è l’unico autore tradotto in ottanta lingue differenti. La cosiddetta scuola di Palo Alto non sarebbe esistita senza la sua imponente figura e la sua capacità di sintetizzare il lavoro di eminenti studiosi, come Gregory Bateson o Don D. Jackson e Milton Erickson, in un unico e rigoroso modello teorico e applicativo.

D’altronde, per fare solo qualche esempio, il padre del costruttivismo Hein Von Foerster, amava dichiarare di essere una invenzione di Paul Watzlawick, nel senso che egli, senza il suo aiuto, non sarebbe diventato così noto e i suoi lavori non sarebbero stati così conosciuti. Lo stesso vale per Mara, Selvini, Palazzoli e la scuola di Milano di terapia sistemica, che devono a lui non solo l’ispirazione tecnica ma anche la diffusione nel mondo del loro lavoro. Nella stessa maniera per tutti coloro che si sono inseriti nella scia della cometa Watzlawick hanno potuto riflettere grazie alla sua luce e, spesso, senza nessun contatto diretto con lui. Era infatti sufficiente dichiarare di riferirsi alla scuola di Palo Alto per acquisire status di rispettabilità scientifica e professionale.

Tutto ciò vale anche per me poiché senza di lui probabilmente pochi avrebbero conosciuto il mio lavoro. Invece, grazie al libro L’arte del cambiamento scritto a quattro mani, mi sono ritrovato immediatamente sulla ribalta internazionale.

Il nostro “Centro di Terapia Strategica” di Arezzo se non fosse stato fondato con la sua attiva presenza non sarebbe mai divenuto il punto di riferimento per l’evoluzione della terapia breve e il problem solving strategico.

Ad ulteriore prova della grandezza della sua opera si pensi che Paul Watzlawick rappresenta anche uno degli autori più copiati: c’è stato anche chi, dopo averne copiato intere pagine per un suo articolo, senza ovviamente citare la fonte, è in seguito divenuto uno dei suoi più acerrimi detrattori.

Paul, essendo una persona tollerante e sempre capace di evitare conflitti - anche quando potevano apparire legittimi - in questo caso e in altri, invece di denunciare e svergognare pubblicamente il collega scorretto, semplicemente ha fatto notare direttamente e con stile la mala azione al colpevole, senza andare oltre. Il lettore può ben capire come voler sottolineare la rilevanza del contributo di quest’autore e pensatore richiederebbe un intero volume, inoltre i suo testi parlano del suo lavoro meglio di come potrebbe fare chiunque altro.

Per questo ho deciso di concludere questo commento finale ai suoi scritti selezionati in maniera non accademica ma personale. Ritengo che, avendo avuto l’onore e il piacere di condividere con Paul oltre quindici anni di collaborazione professionale e anche di relazione personale (insieme abbiamo tenuto oltre cinquanta workshop e conferenze in giro per il mondo, abbiamo scritto tre libri e contribuito ad altri due insieme agli amici Jeffrey Zeig e Camillo Loriedo) sia bello offrire al lettore, oltre alla sua opera, qualche aneddoto che pennelli la sua persona.

Egli, infatti, è stato non solo un Maestro di scienza e professione bensì anche un modello di stile e filosofia di vita.

Paul era un uomo di bella presenza, sobriamente elegante e capace di una sottile ironia, tanto irresistibilmente simpatico agli uomini quanto affascinante per le donne. Mai esibiva la sua condizione disponendosi umilmente con chiunque, con l’atteggiamento di chi è sempre pronto ad imparare qualcosa in più. Capace nelle relazioni interpersonali del gelo più rabbrividente così come del calore più confortante, ma sempre con stile impareggiabile.

Una volta, alla Sorbona di Parigi, durante una conferenza, un partecipante lo interruppe aggredendolo verbalmente perché le sue teorie andavano contro i fondamenti della psichiatria e della psicoanalisi. Egli, con estrema pacatezza gli rispose: « lei ha perfettamente ragione... dal suo punto di vista... »-, poi continuò a parlare tra gli applausi e il sorriso del pubblico. In un’altra occasione lo osservai dare del cibo «rubato in hotel» ai gatti randagi di una calle veneziana, lasciava che si avvicinassero come se fossero amici di un’altra vita. Giunti a Bologna da Roma a bordo della mia auto, Paul commentò la mia guida ironicamente, dichiarando che l’Italia doveva essersi accorciata. Giunti all’hotel che si chiamava «I tre vecchi » mi chiese dove fossero gli altri due. La sua ironia fu forse ancor più proverbiale: eravamo in attesa delle valigie all’aeroporto di Siviglia, la sua arrivò per prima e, ovviamente, la mia per ultima. Durante la tediosa attesa, sul nastro passò una valigia gigantesca ed egli commentò «è decisamente molto comoda perché se non trovi una camera in albergo puoi dormirci dentro».

Le sue attenzioni nei confronti delle persone a lui care non erano mai ostentate ma così delicate e puntuali da stupire ogni volta.

Pronto a cogliere la bellezza in ogni sua forma, dai colori delle colline toscane in primavera al fascino tremendo dei grattacieli sulla baia di Hong Kong al tramonto; dal rumore ancestrale delle onde del pacifico di Carmel alla musica sublime di Rachmaninov.

Infine, uno degli episodi che può descrivere al meglio la sua personalità e il suo stile è rappresentato da un sottile quanto potente insegnamento impartitomi molti anni fa durante un importante convegno. In questa occasione, per la prima volta dovevo presentare il metodo di terapia breve, messo a punto sotto la sua supervisione, per il trattamento dei disturbi fobico- ossessivi; per di più dovevo farlo di fronte a un’assise composta dai più importanti studiosi e specialisti del settore.

Ossessivamente avevo preparato la mia esposizione, riservando lo spazio alla dissertazione teorica, alla presentazione dei dati empirici e alla pratica clinica mediante delle videoregistrazioni che dimostrassero la reale efficacia della terapia anche a un pubblico di scettici ricercatori e colleghi. Sfortunatamente il tecnico video e audio della sala, nel provare il mio video, per errore ne aveva cancellato il contenuto. Mi accorsi di tutto ciò poco prima di cominciare la mia relazione. Come il lettore può ben capire non ero solo seccato e allibito per l’accaduto ma anche frustrato e piuttosto depresso prevedendo il sicuro insuccesso. Procedetti nella mia presentazione in maniera decisamente meno assertiva del solito e quando giunsi alla parte dimostrativa della tecnica, mi scusai con l’uditorio per il problema sopraggiunto: recitai, invece che mostrare il video, le trascrizioni, dichiarando i loro effetti. In maniera totalmente contraria alle mie previsioni il pubblico fu entusiasta e molte furono le dichiarazioni di apprezzamento per il lavoro presentato.

Paul, che tutto aveva osservato dal fondo della grande sala, si avvicinò a me e battendomi un mano sulla spalla disse: «finalmente oltre che bravo sei apparso umile e simpatico...» Oggi tutti hanno apprezzato la tua «debolezza» ed il tuo «errore»... Mai ho dimenticato questa sua lezione.

Oggi, a pochi giorni dalla sua morte, scrivendo queste righe sento ancor più la sua mancanza. Tuttavia sono contento perché, oltre a una vita intensa e piena di bellezza, egli ha avuto una morte felice accanto alla sua amata Vera. Ritengo che in questo caso valga davvero la seguente citazione: «quando perdi una persona davvero importante, piuttosto che pensare alla sfortuna di averla perduta pensa alla fortuna di averla avuta ».

Arezzo, aprile 2007

Giorgio Nardone


1. postfazione al libro \"GUARDARSI DENTRO RENDE CIECHI\" e altri saggi, a cura di Wendel Ray e Giorgio Nardone, giugno 2007, Ponte alle Grazie, Milano.


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