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Turismo

Turismo sostenibile e albergo diffuso : una proposta di due ragazzi volenterosi

samedi 14 avril 2007 par Vincenzo Tiano
Da qualche tempo stiamo valutando la possibilità di impegnarci nell’ambito del turismo sostenibile creando il
così detto albergo diffuso.
Per albergo diffuso intendiamo, il recupero di vecchi edifici rurali abbandonati a se stessi ubicati nel nostro centro storico e trasformarli in alberghi "alternativi" ridando così vita ad un paese dal destino ormai segnato. Creare attività nel nostro piccolo centro significherebbe ridare dignità ad un paese dalle grandi potenzialità mai struttate.
Nelle (...)

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> Turismo sostenibile e albergo diffuso : una proposta di due ragazzi volenterosi --- Riqualificazione e recupero dei borghi, l’albergo diffuso (di Daniele Spairani)

vendredi 22 mai 2015

Riqualificazione e recupero dei borghi, l’albergo diffuso

di Daniele Spairani ( Lega della Terra, 22 maggio 2015)

Quando si parla di agricoltura, si è portati a pensare esclusivamente al mondo legato all’attività agricola ma, in realtà, il mondo dell’agricoltura è invece decisamente più vasto, e parlando di territorio, non si può prescindere da tutto ciò che risulta essere in sua difesa. Nel corso degli anni è risultato un errore fare, o tentare di fare, del paesaggio una scienza perchè non è interessante leggere l’ambiente o il territorio in termini scientifici, ma lo è in quanto contenitore di miti, sogni ed emozioni, in quanto accumulatore di metafore per capire le contraddizioni e i problemi del nostro tempo, e per queste sue qualità nel campo delle rappresentazioni e nel territorio dell’estetica diventa una componente necessaria per riprogettare il mondo in cui viviamo.

Ciò che dobbiamo fare oggi è reinventare “una scenografia del paesaggio con attori e non semplicemente con spettatori. Il paesaggio rurale che abbiamo perso per effetto della desertificazione delle campagne era un paesaggio di eventi della messa a coltura attraverso la vigna, il grano ecc.”. Questa storia di eventi è ben più importante di quella della città, ma noi l’abbiamo dimenticata.

Per questo motivo, la Lega della Terra vuole avviare un progetto di recupero degli antichi borghi rurali per creare una rete di Alberghi diffusi, una proposta che nasce con l’intento di offrire agli ospiti l’esperienza di vita di “una volta”, senza fargli mancare quei servizi necessari di accoglienza, assistenza e ristorazione.

Uno sviluppo, o meglio, un recupero del territorio che non crea alcun impatto ambientale perchè non sarà necessario costruire nulla, ma ci si limiterà al recupero di ciò che è già esistente.

Fondamentale per la buona riuscita del progetto, sarà la capacità di fungere da “presidio sociale” stimolando iniziative e coinvolgendo i produttori locali che diventerebbero la componente chiave dell’offerta. Un vero km 0 alla riscoperta di ciò che la nostra terra ci può offrire.

L’idea di Albergo Diffuso significa anche rispondere alle nuove esigenze dei viaggiatori e del turismo in generale attuando un modello di business innovativo.

Il turista di oggi, è sempre più portato a scegliere soggiorni brevi in luoghi che sappiano offrire quel “qualcosa in più” facendo la differenza e permettendogli di vivere un’esperienza unica nel suo genere. Non più un turismo basato solo sul “visitare”, ma incentrata soprattutto sul “vivere”, dove la promozione dei prodotti tipici locali, offrirà il vantaggio di valorizzare il territorio con un nuovo modello di sviluppo sostenibile, in grado anche di creare maggiori opportunità occupazionali. Questo sviluppo orizzontale totalmente diverso dai classici alberghi con struttura verticale, vede proprio nei produttori locali la componente chiave dell’offerta turistica proposta.

Dal momento che la buona riuscita del progetto dipenderà da molti fattori, non ultimo quello della scelta del luogo, l’idea è quella di offrire una serie di attrattive sul territorio che vanno dalla semplice riscoperta delle abitudini locali di un tempo, alla personalizzazione delle strutture ricettive attraverso concorsi di idee aperte ad artisti di qualunque provenienza.

Ovviamente l’intervento di recupero delle strutture esistenti, si baserà esclusivamente sul principio di architettura ecosostenibile in armonia con i sistemi naturali interessati, contraddistinti non solo da elementi oggettivi, fisici e scentificamente quantificabili, ma anche da fattori energetici non sempre oggettivamente misurabili, a volte semplicemente percepibili. Dovrà essere pensato in modo da risultare il più possibile compatibile con il sistema in cui si inserisce, secondo un concetto di “economia” non identificabile esclusivamente con il minor costo a breve termine.

La sensazione di cui dovranno godere gli ospiti, sarà quella un miglior stato di salute psicofisico attraverso l’impiego di materiali biocompatibili ed il raggiungimento di idonei livelli di confort termoigrometrico, acustico e visivo. Il concetto di edificio fine a sé stante, totalmente slegato dal contesto, deve lasciare il posto ad un sistema interattivo dinamico tra edificio ed ambiente, considerando le risorse come materiali fondamentali dell’architettura.

Daniele Spairani

Presidente Lega della Terra


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