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Turismo

Turismo sostenibile e albergo diffuso : una proposta di due ragazzi volenterosi

samedi 14 avril 2007 par Vincenzo Tiano
Da qualche tempo stiamo valutando la possibilità di impegnarci nell’ambito del turismo sostenibile creando il
così detto albergo diffuso.
Per albergo diffuso intendiamo, il recupero di vecchi edifici rurali abbandonati a se stessi ubicati nel nostro centro storico e trasformarli in alberghi "alternativi" ridando così vita ad un paese dal destino ormai segnato. Creare attività nel nostro piccolo centro significherebbe ridare dignità ad un paese dalle grandi potenzialità mai struttate.
Nelle (...)

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> TURISMO CULTURALE, L’ITALIA IN CIMA AL MONDO PER AGRITURISMI E ALBERGHI DIFFUSI

vendredi 12 février 2016

TURISMO CULTURALE, L’ITALIA IN CIMA AL MONDO PER AGRITURISMI E ALBERGHI DIFFUSI *

Buone notizie sul fronte del Turismo Culturale ! L’Italia è in cima al mondo nel settore agriturismo con oltre 6 milioni presenze stimate nelle 21.744 strutture presenti lungo tutta la Penisola, con un aumento del 4,1%. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione dell’apertura della BIT, la Borsa Internazionale del Turismo (Bit) di Milano.

"L’Italia "- spiega la Coldiretti - "è l’unico Paese al mondo che puo’ contare su ben 871 parchi e aree naturali protette che coprono ben il 10 per cento del territorio 4.886 prodotti tradizionali censiti dalle regioni, 280 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario, 415 vini Doc/Docg e oltre 6.600 fattorie dove acquistare direttamente dagli agricoltori di Campagna Amica, senza dimenticare le centinaia di citta’ dell’olio, del vino, del pane ed i numerosi percorsi enogastronomici, feste e sagre di ogni tipo".

"La capacità di mantenere inalterate le tradizioni enogastronomiche nel tempo è "- continua Coldiretti - "la qualità piu’ apprezzata dagli ospiti degli agriturismi italiani che però hanno qualificato notevolmente la propria tradizionale offerta di alloggio e ristorazione con servizi innovativi per sportivi, nostalgici, curiosi e ambientalisti, come l’equitazione, il tiro con l’arco, il trekking o attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici, ma anche corsi di cucina e wellness". (fonte comunicato stampa Coldiretti)

Non tutti sanno, inoltre, che un’altra fortunata e redditizia formula turistica, gli alberghi diffusi, sono una tipologia di offerta turistica nata in Italia e che sta prendendo piede nel Mediterraneo e non solo. Tra i suoi ideatori troviamo Giancarlo Dall’Ara, esperto di Marketing del Turismo, di cui pubblichiamo un estratto dell’intervista realizzata dal sito Tekneco.it :

Per chi non ne ha mai sentito parlare, cosa è un Albergo Diffuso ?

È un albergo che non si costruisce “dal nulla” ma nasce mettendo in rete case pre-esistenti, disabitate, ma site in un borgo popolato, allo scopo di offrire agli ospiti tutti i servizi alberghieri. Alcune case vengono utilizzate come camere mentre una di esse diventa il luogo di accoglienza, con gli spazi comuni per gli ospiti e un punto ristoro. In altre parole un albergo diffuso non è una rete di B&B, non è una semplice sommatoria di case, ma un albergo orizzontale e sostenibile.

Quando è stata utilizzata per la prima volta l’espressione “albergo diffuso” ?

Erano i primi anni ’80 ed ero in Carnia per un progetto di formazione e di sviluppo turistico. A quei tempi al termine “albergo diffuso” non corrispondeva una idea chiara relativa ad un modello di ospitalità originale e distinto dagli altri. In altre parole prima è nato il nome poi il modello e ciò è stato possibile grazie ad una riflessione sul significato della parola “albergo” nella storia dell’ospitalità italiana e ad una serie di esperienze e progetti nel Montefeltro e in Sardegna soprattutto. Non a caso è stata proprio la Sardegna, nel 1998, la prima regione italiana a disciplinare l’albergo diffuso come modello di ospitalità originale e distinto dagli altri, accogliendo una mia proposta, a seguito di un progetto di AD fatto a Bosa. Va chiarito che case sparse che accolgono turisti ci sono sempre state e, ovviamente, non solo in Italia, ma la formula di case che diventano camere e che, in rete, garantiscono agli ospiti tutti i servizi alberghieri, in un borgo vivo e non disabitato (che sarebbe un villaggio turistico), è tutta italiana e per essere realizzata richiede una legge ad hoc.

Perché è un tipo di turismo sostenibile ?

Perché non si costruisce niente : le case tutt’al più sono recuperate senza essere stravolte, spesso utilizzando solo tecniche e materiali locali. In più ogni AD offre i prodotti del territorio ed è attento a non creare impatto sociale perché lavora su piccoli numeri, trasformando i turisti in residenti temporanei che vivono in case che non sono “separate”, ma si trovano in mezzo a quelle abitate dai residenti.

Può farci qualche esempio di borgo valorizzato dalla presenza di Albergo Diffuso ?

Santulussurgiu in Sardegna, Comeglians in Friuli, il centro storico di Termoli in Molise, Portico di Romagna in provincia di Forlì, Scicli in Sicilia, Semproniano in Toscana, Castelvetere in Irpinia, Belmonte Calabro, e poi Cabras nel Sinis, per non parlare di Santo Stefano di Sessanio. In Italia ci sono un centinaio di alberghi diffusi che svolgono questo compito e ce ne sarebbero molti di più se le norme fossero semplificate.

È un modello esportato o esportabile all’estero ?

Qualche anno fa abbiamo avviato un esperimento in Spagna, dove, pur in assenza di una normativa specifica, è partita una esperienza molto interessante. Da allora abbiamo verificato che, a certe condizioni, un AD può funzionare anche all’estero specie nei paesi del mediterraneo, Croazia in primis. Attualmente siamo molto impegnati a seguire progetti in Giappone, che ci sembra il paese con più vocazione all’AD al di fuori del mediterraneo.

La Dante ricorda ai Soci Tesserati che siamo convenzionati con Scicli Ospitalità Diffusa, un nuovo modo per vivere la città siciliana patrimonio dell’Unesco, cantata da Elio Vittorini come “la più bella città del mondo”, divenuta recentemente la Vigata cinematografica del Commissario Montalbano. Per Soci è prevista la riduzione del 10% sulle tariffe B.A.R. (...).

* La Dante, 12 Febbraio 2016 (ripresa parziale).


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