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Politica addio ?

"Pd" - Un partito democratico ? Un partito nuovo ? Ma di quale Italia e di quale Europa ? "Note da lontano 13" : un commento di Rossana Rossanda, prima della investitura di Walter Veltroni - a cura di pfls .

Il convitato di pietra di tutta la storia, quello che è stato ucciso e si spera sepolto, è la radice socialista della sinistra.
jeudi 28 juin 2007 par Maria Paola Falchinelli
[...] Il socialismo è stato declinato in molte maniere, ma un’idea forte aveva alla base, l’ insopportabilità politica, alla luce della modernità, di un modo di vivere e di produrre inuguagliante e strumentale come quello capitalistico, non regolato se non dal mercato. Sul come rimediarvi, se per riforme o per rivoluzione, è stato l’oggetto del contendere fra socialisti e comunisti, ma che quel « sistema » fosse intollerabile, per l’illibertà sostanziale che esso comporta per la grandissima (...)

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dimanche 15 juillet 2007

Manifesto rutelliano, Bindi e gli ulivisti attaccano *

Il manifesto di Francesco Rutelli, che ipotizza « alleanze di nuovo conio » per il Pd, scuote l’Ulivo e il governo. Rosy Bindi sollecita Veltroni e Dario Franceschini a pronunciarsi sul documento che a suo avviso metterebbe in discussione il governo ; e altrettanto fa il portavoce degli ulivisti, Franco Monaco. Franceschini replica parlando di « dietrologie » e approvando il documento di Rutelli, che riceve l’apprezzamento anche di Veltroni che però assicura che il Pd « sostiene con grande forza il governo ». da comunque potrebbe spingere la Bindi ed Enrico Letta a decidersi per una candidatura alternativa a quella di Veltroni, come incoraggiano a fare Parisi e gli ulivisti Dl.

Di fronte all’iniziativa di Rutelli che ipotizza « alleanze di nuovo conio », il ministro della Famiglia ha affermato che l’ipotesi di nuove alleanze « non è conciliabile con il sostegno al governo Prodi », ed anzi « vuole abbinare alle primarie un implicito referendum sulla guida del governo ».

« Che ne pensano Veltroni e Franceschini ? », è la domanda finale di Bindi. E le sue parole trovano riscontro nelle dichiarazioni preoccupate di alcuni alleati come Angelo Bonelli (Verdi) o Pino Sgobio (Pdci).

Irritata la risposta di Dario Franceschini, che ha parlato di « dietrologie ». « Il documento di Rutelli - ha aggiunto - ha un buon impianto riformista e non credo proprio che tutte quelle persone che l’hanno firmato intendano far cadere il governo ».

Dopo aver inizialmente evitato di commentare con i giornalisti il documento dei « coraggiosi », anche Walter Veltroni ha promosso il manifesto di Rutelli, dicendo che « contiene elementi di programma di grande interesse », e precisando che il Pd « sostiene con grande forza l’azione di questo governo ».

Insomma, nella Margherita dopo l’accordo di mercoledì sera della componente di Fioroni e Franceschini con quella di Rutelli per delle liste trasversali con i Ds a sostegno di Veltroni, prevale la voglia di pace. E così anche in casa Ds. Al Botteghino si dice che il Manifesto è un contributo, come ce ne saranno altri, e che fa parte del pluralismo di voci di questa fase. Certo, il passaggio sulle alleanze è di dubbia opportunità, ma un dirigente della Quercia ricorda che martedì alla Festa dell’Unità Fassino ha detto cose molto simili.

Non la pensano così gli ulivisti vicini ad Arturo Parisi. Il loro portavoce, Franco Monaco, si è rivolto anch’egli a Veltroni per sollecitarne il responso. L’iniziativa non solo mette a rischio il governo, ha detto Monaco, ma in più « esprime una particolare visione del Pd che dovrebbe concretarsi in una candidatura distinta e in competizione con Veltroni ». E anche Andrea Papini, ex parisiano, la pensa allo stesso modo.

Di parere opposto i rutelliani. Rino Piscitello parla di un « salutare scossone » e Renzo Lusetti respinge le « interpretazioni forzate del documento », che nel frattempo ha ricevuto l’adesione di altri dirigenti Dl vicini al vicepremier.

L’iniziativa potrebbe avere l’effetto di spingere Bindi e Letta a candidarsi per la segreteria. Letta ai suoi sabato ha detto che la decisione sarà presa una volta concluso l’accordo sulle pensioni, quindi presumibilmente la prossima settimana. Il sottosegretario è rimasto colpito dall’articolo sull’Espresso di Giampaolo Pansa che esprime la delusione per la rinuncia di Bersani. Agli uomini che lo sostengono ha mandato un sms in cui si invita a leggere l’articolo. « Stiamo a vedere se Letta, Bindi e Parisi hanno la schiena dritta o se si acconceranno a fare le comparse mute del supershow di Superwalter », scrive Pansa.

Venerdì Letta ha fatto una breve riunione con i suoi per studiare le regole approvate dal Comitato dei 45 mercoledì. In ogni caso la « macchina » è già partita, con la ricerca di persone disponibili a candidarsi in tutti e 475 i collegi : il lavoro è molto avanti in tutte le regioni, con delle difficoltà solo in Sicilia, a Roma e nel Lazio.

Rosy Bindi è un pò più indietro dal punto di vista organizzativo. La valutazione politica riguarda il profilo della candidatura, che deve essere « per » (primarie vere, dar voce alle donne, nuova laicità) e non « contro ». Ai cronisti che le hanno chiesto quando deciderà, il ministro ha risposto : « Nei prossimi giorni ».

* l’Unità, Pubblicato il : 14.07.07. Modificato il : 14.07.07 alle ore 14.43


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