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Auguri

22 APRILE 2007. IL DIRITTO DI PAROLA: ITALIA!!! RESISTENZA E RESISTENZE: "RT". Dopo "un inconveniente tecnico" e un intervallo "durato cinque anni", Enzo Biagi ha ripreso il suo lavoro!!! - a cura di pfls

Una puntata dedicata alla Liberazione e alla Resistenza della gente comune. In studio, fra gli altri, Vittorio Foa, Tina Anselmi, Roberto Saviano
mercoledì 25 aprile 2007 di Maria Paola Falchinelli
[...] La Festa della Liberazione e le resistenze esemplari della gente comune, "perché la Resistenza non è mai finita, anche oggi c’è sempre da resistere a qualcosa": questo il tema scelto dal giornalista per il suo rientro televisivo, con un occhio agli ascolti ("spero che la gente lo guardi" dice a Fabio Fazio, nell’intervento a Che tempo che fa) e l’animo del cronista, "mi preoccupo di cercare di dire una verità in più di quelle che si dicono, e questo esaurisce la mia parte" [...] (...)

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> 22 APRILE 2007. IL DIRITTO DI PAROLA: ITALIA!!! RESISTENZA E RESISTENZE: "RT". Dopo "un inconveniente tecnico" e un intervallo "durato cinque anni", Enzo Biagi ha ripreso il suo lavoro!!! - a cura di pfls

giovedì 26 aprile 2007


-  Cancellato il film di Moretti su Berlusconi: è polemica. Scontro fra Cossiga e Rai su Funari.
-  La pay tv: "Nessuna pressione esterna, decisione autonoma della rete"

-  Par condicio, via "Il caimano"
-  autocensura preventiva di Sky

di ERNESTO ASSANTE e ALDO FONTANAROSA *

Un momento del film "Il caimano" di Nanni Moretti ROMA - Da settimane gli spot di Sky davano appuntamento al 25 aprile per la prima televisiva del "Caimano" di Nanni Moretti. Il film che il regista ha dedicato a Silvio Berlusconi era in programmazione sul canale "Cinema Mania", ore 21. Ma chi ieri sera si è messo davanti al televisore è rimasto deluso e forse a bocca aperta. Invece del film di Moretti, Sky ha mandato il francese "Il gusto degli altri" mentre scorreva la seguente scritta: "A causa dell’applicazione delle norme sulla par condicio, il film previsto non può essere trasmesso durante la campagna elettorale in corso". Niente "Caimano", dunque, alla vigilia del voto amministrativo che si svolgerà in alcuni Comuni e alcune Province tra la Sicilia (il 13 e 14 maggio), la Valle d’Aosta (il 20 maggio) e un pugno di altre regioni (il 27 e 28 maggio).

Rintracciato (ironia della sorte) mentre sta entrando in un cinema, un portavoce di Sky si giustifica: "La decisione è stata presa nelle ultime ore senza alcuna pressione esterna". Insomma: né Forza Italia né altri partiti del centrodestra avrebbero bussato alla porta della pay-tv di proprietà di Rupert Murdoch per sollecitare il blocco del film. Continua il portavoce: "Ci siamo mossi in questo senso per evitare di incorrere nelle pesanti sanzioni come multe o oscuramenti previste dalle norme sulla par condicio. Pur rimanendo da parte nostra dubbi sull’applicabilità della legge per il film in questione".

Chi proprio non ha dubbi sul caso è Nicola D’Angelo, uno degli otto commissari che lavorano all’Autorità per le Comunicazioni, che è poi la sentinella della par condicio durante la campagna elettorale (iniziata il 12 aprile). D’Angelo nega che l’Autorità abbia dato alcuna indicazione sul film di Moretti. Quindi contesta la scelta di Sky: "Mi sembra una cosa che non sta né in cielo né in terra e neanche sul satellite". Per un caso del destino anche Vincenzo Vita era davanti a Sky per vedere, anzi per rivedere "Il Caimano", ieri sera: "Sono quasi incredulo", dice l’ex sottosegretario diessino padre della par condicio, "siamo di fronte a un’interpretazione strumentale delle regole".

Nervi tesi anche a Viale Mazzini. Francesco Cossiga attacca la Rai e si dichiara lui pure vittima della par condicio, o meglio di una sua errata interpretazione. Con un comunicato, l’ex capo dello Stato annuncia che non andrà ad Apocalypse show, nuova trasmissione di Funari, da sabato su RaiUno, dove era stato invitato. Sulla sua partecipazione, sarebbe caduta "la scure del direttore delle Rete, un ometto di cui non mi ricordo il nome, e del pavido Cappone", che è poi il direttore generale della Rai. Aggiunge Cossiga: "A dire il vero, debbono pur bene cercare di salvarsi il c... anche loro, con i tempi che corrono".

La televisione di Stato è "sorpresa" dalle parole dell’ex presidente. E’ vero: le regole sulla par condicio impedivano la sua presenza in un programma di intrattenimento. Proprio il direttore generale Cappon, però, si è mosso perché Cossiga potesse godere di una "speciale deroga". In sostanza Cappon ha telefonato a Landolfi, deputato di An e presidente della commissione parlamentare che vigilia sulla Rai. E Landolfi ha concesso il "lasciapassare" televisivo a Cossiga. Ma l’ex capo dello Stato e senatore a vita non torna sui suoi passi: "Ho la mia dignità e me ne f... di Cappon (o Cappone?), di Petruccioli, di Del Noce" e anche di un "ignoto", aggiunge, che pure avrebbe avuto ruolo nella storia.

* la Repubblica, 26 aprile 2007


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