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Una catastrofe sociale e culturale senza fine ... "PietÓ per il mondo, venga il nuovo sapere"(M. Serres, Distacco, 1986).

IL CASO DI RIGNANO FLAMINIO. I BAMBINI DELLA SCUOLA MATERNA DROGATI DALLE MAESTRE E LA NUOVA PEDOFILIA. Una legge da cambiare e una rete estesa all’intera Italia da smantellare. Un articolo e una riflessione denuncia di Flavia Amabile - a cura di pfls

mercoledì 25 aprile 2007 di Maria Paola Falchinelli
[...] ho chiesto un aiuto a Massimiliano Frassi presidente di Prometeo, l’associazione che da anni lotta contro la pedofilia (andate a dare uno sguardo al suo blog). Massimiliano sostiene che la vicenda di Rignano Ŕ legata a una rete nazionale di pedofili che da Nord si sta estendendo al sud. Mi ha citato casi molto simili di pedofilia da Brescia a Vallo della Lucania in provincia di Salerno. La rete prende di mira le scuole materne dove c’Ŕ abbondanza di bambini troppo piccoli per essere (...)

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> IL CASO DI RIGNANO FLAMINIO. I BAMBINI DELLA SCUOLA MATERNA DROGATI DALLE MAESTRE E LA NUOVA PEDOFILIA. Una legge da cambiare e una rete estesa all’intera Italia da smantellare. Un articolo e una riflessione denuncia di Flavia Amabile - a cura di pfls

domenica 6 maggio 2007

ULTIM’ORA / RICEVO E RIPORTO:

ANALOGIE CON CASO TOSCANA

ZAZZERI (UNCM): DANNI SOLO PER BAMBINI;

Roma, 5 mag. - "Spegnere subito le telecamere sul caso di Rignano Flaminio o a subire i danni di tanto clamore saranno solo i bambini". E’ l’accorato appello che Elena Zazzeri, avvocato specializzato in questioni di minori e vice presidente dell’Unione nazionale camere minorili (Uncm), rivolge ai mass media e a quanti, a diversi livelli, sono coinvolti nella vicenda. Un invito appassionato che nasce da un’esperienza analoga (i cui ultimi strascichi sono ancora in corso) che l’avvocatessa toscana ha vissuto di recente in prima persona durante un difficile processo. A lei, infatti, e’ toccato sostenere la causa di una ventina di coppie di genitori di un piccolo centro toscano i cui figli sono stati molestati durante le ore scolastiche. Un caso avvenuto tra il 1997 e il 1998, con il primo processo partito nel 1999 e la condanna, in tutti e tre i gradi, di un bidello, avvenuta cinque anni e mezzo dopo. Una vicenda in cui Zazzeri vede diverse analogie con quanto successo nel comune in provincia di Roma: dal linguaggio dei bambini ("ma fra i 3 e 5 anni i piccoli non hanno certo un rapporto tale con la sessualita’ che lo possa giustificare) alle accuse di aver montato tutto rivolte ai genitori, fino "alla difesa dei presunti ’orchi’ da parte della comunita’" locale.

Attualmente e’ in corso la causa civile per il risarcimento dei danni. "Per questo- spiega l’avvocatessa- non posso fornire ulteriori dettagli, ma ci tengo a dire che appena ho letto del caso di Rignano sono saltata sulla sedia: in primo luogo- spiega- ho pensato al dolore dei genitori. Poi ho subito temuto, visto che le sentenze sono ormai pubbliche, che anche il caso dei bambini che ho seguito e che, con un atto di corresponsabilita’ di avvocati, genitori e magistrati, siamo riusciti a tenere lontano dalle telecamere, saltasse fuori, danneggiando i bambini coinvolti".-

"I processi in piazza- continua l’avvocato Elena Zazzeri- non aiutano nessuno. Ci vuole un atto di responsabilita’ collettivo o si rischia un’altra Cogne. I magistrati e gli avvocati devono poter lavorare serenamente. In un clima in cui tutti dicono la loro e danno giudizi- prosegue la vicepresidente dell’Unione nazionale camere minorili- si rischia di perdere di vista la sofferenza dei bambini che potrebbero rimanere traumatizzati da tanto clamore. In una piccola comunita’ come quella di Rignano, poi, questo caso rischia di diventare una ferita aperta e i protagonisti, bimbi compresi, rischiano di essere sempre sotto i riflettori con i problemi, anche a livello psicologico e di crescita, che ne conseguono". Zazzeri non ha letto le carte del caso scoppiato di recente nella scuola di Rignano Flaminio, "percio’ non posso esprimere giudizi, ma certo- ammette- colpiscono le somiglianze con le vicende che ho seguito in Toscana". "I racconti dei bambini- spiega l’avvocatessa- sono del tutto simili: a quell’eta’, tra i 3 e i 5 anni, un bimbo non ha un certo tipo di rapporto con la sessualita’ e non ha quel linguaggio, neanche se e’ molto precoce". Corrispondono, poi, "le accuse di montatura nei confronti dei genitori e anche la difesa dei presunti ’orchi’ da parte della comunita’. Pure nel caso che ho seguito- continua- ho incontrato diverse difficolta’ ambientali che hanno reso difficile la partenza delle indagini".

"Non so come finira’ la vicenda di Rignano Flaminio, non spetta a me dirlo, certo i tempi saranno lunghi. Anche per questo prima si spengono le telecamere meglio e’", ribadisce, chiudendo, l’avvocato Zazzeri.


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