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ALLARME ITALIA. MAFIA PIU’ FORTE DELLO STATO : UN SONDAGGIO CHOC TRA I GIOVANI DI PALERMO. Messaggio del Presidente della Repubblica al convegno per il 25° anniversario dell’omicidio di Pio La Torre e Rosario Di Salvo : "Solo un grande movimento di popolo può sconfiggere la mafia" - a cura di pfls

mercredi 23 avril 2008 par Maria Paola Falchinelli
[...] La mattina del 30 aprile del 1982 Pio La Torre, deputato del Pci e "papà" della legge che ha introdotto il reato di associazione mafiosa e la confisca dei beni dei boss, era a Palermo e stava andando alla sede del partito in macchina, una Fiat 132. Con lui c’era l’amico e collega Rosario Di Salvo. A un semaforo la macchina fu accostata da due grosse moto che fecero fuoco e uccisero i due politici. Quegli uomini, hanno accertato poi i processi, erano stati mandati da Totò Riina [...] (...)

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lundi 3 septembre 2007


-  Cerimonie a Palermo e a Milano per ricordare il generale ucciso dalla mafia
-  Il figlio Nando : "Mio padre ha amato tantissimo Palermo e questa regione"

-  Napolitano nell’anniversario di Dalla Chiesa
-  "Contro la mafia si mobiliti la società civile"

Per il procuratore nazionale antimafia Grasso, "occorre attenuare i benefici per i mafiosi" *

ROMA - La memoria del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa "va onorata tenendo sempre alta la guardia, con un’efficace mobilitazione dello Stato e della società civile contro la criminalità mafiosa". Lo afferma il presidente della repubblica Giorgio Napolitano in un messaggio al Prefetto di Palermo nel giorno del 25esimo anniversario dell’eccidio in cui morirono il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di polizia Domenico Russo.

Stamattina sul luogo della strage, nel capoluogo siciliano, sono state deposte corone di fiori dai parenti delle vittime di mafia e da rappresentati delle istituzioni e della società civile. Poi con un’altra cerimonia, la caserma di corso Vittorio Emanuele, sede del comando dell’Arma, è stata intitolata a Dalla Chiesa. Anche a Milano, in piazza Diaz, è stata deposta una corona di fiori. e poco prima, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, era stata officiata una messa alla memoria.

"Ricordo mio padre quando lo incontravo in questa caserma, ho imparato a conoscerlo qui, proprio in questa caserma ho potuto apprezzare il lavoro che era capace di svolgere e ho capito che era un lavoro fatto di rischi". Questo il commosso ricordo di Nando Dalla Chiesa. "Mio padre ha amato tantissimo Palermo - ha aggiunto - e questa regione, diceva sempre che qui sarebbe tornato". A scoprire la targa che ricorda il generale e’ stata la "madrina" della cerimonia, Agnese Borsellino, vedova di Paolo, il magistrato ucciso dalla mafia nel 1992.

Alla cerimonia ha partecipato anche il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, "gli strumenti per combattere la mafia ci sono - ha detto il magistrato -, ma abbiamo anche bisogno di riforme che cerchino di attenuare i benefici per i mafiosi che non possono avvalersi di patteggiamento allargato, concordato di pena in appello o degli sconti previsti dal rito abbreviato. Io sono per la linea del doppio binario : distinguere, cioè, come aveva ben intuito Dalla Chiesa, tra le garanzie che può avere un cittadino comune e istituire poi un ordinamento assolutamente particolare per la criminalità organizzata".

Un messaggio al prefetto di Palermo è stato inviato anche dal presidente della Camera Fausto Bertinotti. "Nella sua profonda adesione ai valori della Costituzione repubblicana e nel rigore civile e morale che ne hanno segnato il difficile impegno contro il terrorismo e contro la mafia - si legge nel messaggio - la comunità nazionale continua a trovare un importante punto di riferimento, cui debbono guardare con grande attenzione i giovani, i movimenti e le associazioni".

Per il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, "celebrare oggi Dalla Chiesa deve significare, oltre che il giusto tributo all’uomo, anche ribadire la ferma volontà dello Stato di proseguire la sua battaglia sulla base di ciò che egli fece e quindi ci insegnò : l’importanza del metodo del coordinamento, innanzitutto, e la ferrea volontà di vincere la battaglia con la collaborazione di tutte le forze della società".

* la Repubblica, 3 settembre 2007


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