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Con "Fantasia"... e preoccupante allarme

"A BORDO, E’ ORA" !!! IN OLANDA, RICOSTRUITA L’ARCA DI NOE’. L’autore è Johan Huibers. Greenpeace ne ricostruisce una per il prossimo G 8, direttamente sul Monte Ararat - a cura di pfls

mercredi 16 mai 2007 par Maria Paola Falchinelli
[...] I volontari di Greenpeace costruiranno un’arca di 10 metri per 4 inviando un segnale forte ai leader di tutte le nazioni : non c’è più molto tempo, dobbiamo intervenire ora o il riscaldamento globale sarà causa di inondazioni, siccità, eventi meteorologici estremi, perdita di ecosistemi, desertificazione, aumento incontrollato delle malattie, oltre che migrazione di centinaia di milioni di persone [...]

Olanda, (...)

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> "A BORDO, E’ ORA" !!! --- Negli abissi del Mar Nero la “prova” del diluvio universale. L’archeologo degli abissi Robert Ballard consegna la sua rivelazione ad un’intervista (di Maurizio Molinari)

vendredi 14 décembre 2012

Negli abissi del Mar Nero la “prova” del diluvio universale

      • L’archeologo Robert Ballard, ispezionando i fondali, ha scoperto una “costa sommersa” e ha trovato conchiglie dello stesso periodo in cui si presume che Noè abbia costruito la famosa Arca

-  dimaurizio molinari
-  corrispondente da new york

-  La Stampa, 14/12/2012

Nel 1985 scoprì il relitto del Titanic grazie ad un robot sottomarino ed ora è convinto di aver trovato le prove di qualcosa di ancora più unico : il diluvio universale. L’archeologo degli abissi Robert Ballard consegna la sua rivelazione ad un’intervista a Christiane Amanpour della tv Abc, spiegando di essere riuscito nell’impresa grazie a “tecnologie mai adoperate prima”.

“Nelle profondità marine c’è il più grande museo del Pianeta” assicura Ballard, che seguendo questa pista ha ispezionato i fondali del Mar Nero alla ricerca di una testimonianza capace di avvalorare il racconto dell’Arca di Noè contenuto nel libro della Genesi del Vecchio Testamento.

“Dodicimila anni fa il mondo era coperto dai ghiacci e il luogo dove ora si trova la mia casa in Connecticut aveva sopra di sè 1,6 km di ghiacci che si estendevano per 15 milioni di km fino al Polo Nord” esordisce Ballard al fine di descrivere il mondo della preistoria che “a un certo punto venne travolto dallo scioglimento di questo immenso cubo di ghiaccio”. Su questo “scioglimento” vi sono due teorie - che sia stato progressivo o repentino - e Ballard ipotizza che nell’area del Mediterraneo sia avvenuto “all’improvviso” quando “un muro d’acqua con la potenza di 200 cascate del Niagara” si rovesciò sul Mar Nero, che all’epoca era “un lago di acqua dolce circondato da 150 mila km di terra fertile”.

Recandosi con il suo team di ricercatori proprio nel Mar Nero, l’archeologo ne ha a lungo ispezionato i fondali alla ricerca della “prova” di quella gigantesca inondazione e - questa è la rivelazione - ora afferma di “aver trovato qualcosa”.

Si tratta di una “costa sommersa”, lungo il cui perimetro ha raccolto “conchiglie che all’esame del carbonio sono risultate risalenti a circa 5000 anni fa” ovvero lo stesso periodo in cui si presume che Noè abbia costruito l’Arca per salvarsi dal diluvio universale assieme alla propria famiglia ed alle specie animali. “E’ un’ipotesi che adesso per la prima volta diventa concreta” e Ballard è così determinato a continuare l’ispezione dei fondali anche perché “una delle caratteristiche del Mar Nero è la quasi totale assenza di ossigeno negli abissi e ciò consente di conservare meglio i reperti” come dimostra il ritrovamento di un antico relitto di nave “in condizioni quasi perfette” con tanto di resti umani di un membro dell’equipaggio “del quale abbiamo identificato l’osso femorale e un dente”.

Pur trattandosi di un’imbarcazione risalente a un periodo successivo a Noè, la qualità del ritrovamento è tale da infondere fiducia all’archeologo convinto di aver trovato “la traccia da seguire per ricostruire l’immensa e violenta alluvione che travolse il Mar Nero, trasformandolo in acqua salata” e probabilmente innescando ricordi che, tramandandosi di generazione in generazione, hanno dato vita alla narrazione epica del diluvio giunta fino a noi.


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