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Il magistero di "Mammona" ("Deus caritas est") non è il magistero di Amore ("Deus charitas est")!!!

"TERRORISMO" VATICANO!!! PERSA LA MEMORIA DELLA "H" E DI SAN GIUSEPPE, I FIGLI DI "MAMMASANTISSIMA" E DI "MAMMONA" ("CARITAS)" SI PREPARANO ALLA MOBILITAZIONE TOTALE CONTRO I "DICO" - E NON SOLO!!! DOPO BAGNASCO, A GUBBIO IL SEGRETARIO DELLA CEI E’ ANDATO OLTRE OGNI LIMITE. IL LUPO E LO STESSO FRANCESCO ... SI SONO SVEGLIATI!!! Una nota allarmata e allarmante di Chiara Saraceno - a cura di pfls

venerdì 18 maggio 2007 di Maria Paola Falchinelli
[...] Non credo che così si difenda veramente il cristianesimo. Certamente non è così che si può aspirare a ottenere rispetto e attenzione per le proprie posizioni. Si incoraggia soltanto l’escalation dell’insulto reciproco, dell’abuso del linguaggio, dell’incapacità a distinguere e ad ascoltare, della caccia al diverso. Non è né pedagogia civile né, tantomeno, pedagogia religiosa. È una chiamata alle armi. È questo che la gerarchia cattolica vuole per il suo popolo e per il nostro Paese? (...)

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> "TERRORISMO" VATICANO!!! PERSA LA MEMORIA DELLA "H" E DI SAN GIUSEPPE, I FIGLI DI "MAMMASANTISSIMA" E DI "MAMMONA" ("CARITAS)" SI PREPARANO ALLA MOBILITAZIONE TOTALE CONTRO I "DICO" - E NON SOLO!!! DOPO BAGNASCO, A GUBBIO IL SEGRETARIO DELLA CEI E’ ANDATO OLTRE OGNI LIMITE. IL LUPO E LO STESSO FRANCESCO ... SI SONO SVEGLIATI!!! Una nota allarmata e allarmante di Chiara Saraceno - a cura di pfls

venerdì 18 maggio 2007

Omofobia, spettro italiano

di Roberto Cotroneo *

Proviamo a elencare i fatti, in modo semplice. E mettiamoli uno in fila all’altro. Ieri era la giornata contro l’omofobia. La giornata contro l’omofobia, arriva dopo una manifestazione da un milione di persone denominata «Family Day», che ha fatto scendere nella piazza di San Giovanni a Roma un milione di persone a manifestare per la cosiddetta famiglia tradizionale: e contro l’idea che anche gli omosessuali possano avere gli stessi diritti che il codice civile attribuisce al matrimonio eterosessuale.

La stragrande maggioranza di queste persone ha manifestato perché credeva nella famiglia, e lo ha fatto senza polemiche e civilmente, come era nei suoi diritti. Ma c’era una parte della piazza che esibi-va striscioni, cartelli, magliette contro i Dico. E tutto questo si è trasformato in uno strumento di pressione, complici soprattutto i vescovi (non tutti, per fortuna), che ora genera un clima nel paese su cui sarebbe opportuno riflettere, perché è un clima ambiguo con qualche esito problematico. Proprio in questi giorni infatti la cronaca segnala ripetuti episodi di intolleranza nei confronti degli omosessuali.

Per citare episodi di diverso tipo e di diversa natura: il 14 maggio scorso sono stati trovati tre volantini intimidatori sulla porta dell’abitazione del dirigente dell’Arcigay di Pistoia Matteo Marliani, candidato al consiglio comunale per le prossime elezioni amministrative. Il giorno prima, un 21enne di Roma, Francesco P., uscito da un locale gay nella zona di Testaccio a Roma, è stato pestato al grido di «sporco frocio» da quattro giovani tra i 18 e i 22 anni perché aveva rivolto loro un apprezzamento («come siete carini»). L’11 maggio in una scuola media di Treviso, un dodicenne è finito all’ospedale con una contusione cerebrale e un trauma cranico a seguito di una colluttazione avuta con un compagno di scuola che da mesi lo sbeffeggiava dandogli del «gay».

Sono soltanto tre esempi, avvenuti a distanza di pochi giorni, tra i tanti che riempiono le piccole cronache dei giornali, anche locali. Ma, per quanto non si debba collegarli direttamente alle polemiche sui Dico, e alle grandi manifestazioni a favore della famiglia tradizionale, indicano certamente che nel paese si è creata una omofobia che va oltre quanto già si potesse immaginare. Ma continuiamo coi fatti.

Monsignor Angelo Amato, numero due della Congregazione per la dottrina della fede, non più di due settimane fa ha dichiarato: «Oltre all’abominevole terrorismo dei kamikaze che assomiglia a un perverso film sul male girato ogni giorno in qualche regione diversa del mondo con sceneggiature sempre nuove e crudeli, esiste anche un cosiddetto terrorismo dal volto umano che viene subdolamente propagandato dai mezzi di comunicazione sociale. In tale categoria rientrano l’aborto, l’eutanasia, ma anche quei Parlamenti che approvano leggi contrarie all’essere umano.

Tutto ciò può essere paragonato alle sette sataniche che praticano un vero e proprio culto sacrilego del male». Le leggi contrarie all’essere umano, in sostanza, sono i Dico, e il paragone con il terrorismo dei kamikaze ha qualcosa di paradossale.

Già lo scorso 26 aprile la Cei era andata all’attacco sul tema della famiglia. Monsignor Giuseppe Betori, segretario della Conferenza dei vescovi, al convegno sulle «Prospettive dei cattolici» ha detto che «la famiglia fondata sul matrimonio è l’unica garanzia per il futuro dell’Italia», e che «I media sbagliano quando considerano la Chiesa una parte politica collocandola in uno schieramento politico». Monsignor Betori, è tornato sull’argomento a Gubbio tre giorni fa. Il ddl sui Dico, le proposte per la legalizzazione dell’eutanasia e le aggressioni e minacce alla Chiesa sono i «nuovi nemici» che «tentano di espugnare le nostre città, di sovvertire il loro sereno ordinamento, di creare turbamento alla loro vita».

Proprio ieri però il quotidiano dei vescovi Avvenire, nella giornata contro l’omofobia, pubblicava un editoriale a firma di Umberto Folena, di tutt’altra natura: «Oggi sarebbe bello», scrive Folena: «poterci prendere degli impegni. La Chiesa a tenere le sue porte sempre spalancate perché tutti, etero o omo, siamo battezzati, allo stesso modo figli di Dio, e la famiglia è tale se a formarla sono un uomo e una donna; e i legami omo-affettivi sono non "più" o "meno", ma di altra natura: semplicemente diversi».

Una posizione distante, quella di Avvenire rispetto alle parole di Monsignor Betori, e che indica certamente un disagio nei confronti di posizioni radicali e intolleranti. Un disagio che lascia intuire che dentro il mondo cattolico c’è probabilmente una spaccatura tra la chiesa reale, quella quotidiana dei parroci, delle parrocchie, del lavoro pastorale, che non può non tenere conto di una modernità, e una crociata politica dei vertici, con movimento di masse e dichiarazioni al limite dell’oscurantismo.

E la parola «oscurantismo» qui non è usata a caso. Monsignor Amato, su questo, è stato assai chiaro quando ha detto che «il male non è solo azione di singoli o di gruppi ben individuabili, ma proviene da centrali oscure, da laboratori di opinioni false, da potenze anonime che martellano le nostre menti con messaggi falsi, giudicando ridicolo e retrogrado un comportamento conforme al Vangelo. Non possiamo chiudere le biblioteche del male né distruggere le sue cineteche che si riproducono come virus letali».

Guerra alle centrali oscure, o chiesa che «deve tenere le porte spalancate» come dice Avvenire? Crociata politica, o capacità di leggere il mondo che cambia tenendo ben ferme le posizioni dottrinali? Qui sta il punto, e qui ci sono due aspetti da analizzare con attenzione.

Il primo riguarda proprio le «centrali occulte» e la «tentazione di chiudere le biblioteche del male». È una chiesa che fa un passo indietro quella che parla in questo modo. Ed è la chiesa che decide di non dialogare, che sposta in un ancestrale potere del male qualunque cosa le sia estranea. E francamente è una chiesa verso cui è diventato difficile accostarsi se non attraverso una vera e propria accettazione dottrinale. Una chiesa dove non esiste il «dubium».

Il secondo aspetto sta nel voler chiarire, da parte delle gerarchie cattoliche, che la chiesa «non è un partito politico». Si tratta di una sorta di excusatio non petita, una precisazione che in questo momento dice l’opposto: perché con le posizioni assunte negli ultimi tempi, il nuovo carattere politico della Chiesa cattolica è evidente. Ma questo neo-radicalismo mette a disagio gli strati più progressisti del mondo cattolico e alimenta anche senza volerlo, in nome di una «tradizione», e di «teorie complottiste», i fantasmi di un intolleranza di cui non si sentiva veramente alcun bisogno.

* l’Unità, Pubblicato il: 18.05.07, Modificato il: 18.05.07 alle ore 9.56


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