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BUSH E I SUOI CONTI ALLA ROVESCIA!!! GUERRA, E ANCORA GUERRA: ORA CONTRO TEHERAN. UN "BEL REGALO" DI FINE MANDATO AGLI STATI UNITI, ALL’EUROPA E AL MONDO INTERO!!! Silenziosamente, furtivamente, al riparo dalle telecamere, la guerra contro l’Iran è cominciata. Un articolo di Alain Gresh (maggio 2007) - a cura di pfls

mercoledì 10 ottobre 2007 di Maria Paola Falchinelli
[...] niente indica che il presidente Bush abbia rinunciato ad attaccare l’Iran.
Questo obiettivo s’inscrive nella sua visione di una «terza guerra mondiale» contro il «fascismo islamico», una guerra ideologica che non può finire se non con la vittoria totale. La demonizzazione dell’Iran, facilitata dall’atteggiamento del suo presidente, s’inscrive in questa strategia, che può sfociare in una nuova avventura militare. Sarebbe una catastrofe, non soltanto per l’Iran e per il Vicino Oriente, (...)

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> BUSH E I SUOI CONTI ALLA ROVESCIA!!! GUERRA, E ANCORA GUERRA: ORA CONTRO TEHERAN. UN "BEL REGALO" DI FINE MANDATO AGLI STATI UNITI, ALL’EUROPA E AL MONDO INTERO!!! Silenziosamente, furtivamente, al riparo dalle telecamere, la guerra contro l’Iran è cominciata. Un articolo di Alain Gresh (maggio 2007) - --- BUSH IN ISRAELE: SPERA NELLA PACE MA MINACCIA L’IRAN.

giovedì 10 gennaio 2008

Ansa» 2008-01-10 06:19

BUSH IN ISRAELE: SPERA NELLA PACE MA MINACCIA L’IRAN

Dall’inviato Cristiano del Riccio

GERUSALEMME - E’ giunto in Israele per cogliere la "opportunità storica" di un accordo di pace tra israeliani e palestinesi. Ma il presidente americano George W. Bush, nel primo giorno del suo ambizioso viaggio in Medio Oriente, si ritrova ad agitare la sciabola nei confronti dell’Iran, ammonendo Teheran, dopo l’incidente di domenica nello Stretto di Hormuz, che vi saranno "serie conseguenze" in caso di nuove provocazioni contro le navi Usa . "L’Iran continua ad essere una minaccia per la pace mondiale - afferma Bush nella sua conferenza stampa congiunta col premier israeliano Ehud Olmert -. Il mio consiglio a Teheran è di non continuare in questi attacchi provocatori: non fatelo più".

La gamma delle "serie conseguenze" non è precisata ma Bush sottolinea che "tutte le opzioni" sono sul tavolo. Poco prima la Casa Bianca aveva già ammonito l’Iran "a non scherzare col fuoco". Facendo sapere che erano pronte nuove sanzioni contro la brigata iraniana Qods (l’elite della Guardia Rivoluzionaria) per avere fomentato la violenza in Iraq. Lo scopo principale della visita, la prima di Bush in Israele da presidente, rischia quasi di passare in secondo piano. Anche se l’inquilino della Casa Bianca ha spiegato che esiste una "opportunità storica" per arrivare ad un accordo di pace e per "diffondere la libertà in Medio Oriente".

Al suo fianco il premier Olmert ribadisce che Israele "non deve perdere questa opportunità" ed afferma di essere disposto "a quelle difficili decisioni" inevitabilmente legate ad un accordo di tale portata. Ma esistono dei limiti ben precisi, mette in risalto Olmert: non possono essere tollerati lanci di razzi da parte di Hamas, dalla striscia di Gaza, contro israeliani innocenti. "Non ci sarà pace finché il terrorismo non cesserà - ha detto Olmert -. Finché continuerà il terrorismo a Gaza sarà difficile giungere ad un accordo con i palestinesi". Razzi sono partiti in serie anche oggi dai territori di Hamas. La reazione israeliana è stata immediata con una rappresaglia militare che ha provocato la morte di tre persone, fra cui due civili. Domani il presidente Bush si reca in Cisgiordania per incontrare a Ramallah il presidente palestinese Abu Mazen. "Discuterò con lui il problema di questi attacchi terroristici", ha detto Bush, "deve essere chiaro che non saranno tollerati dai loro territori rifugi per i terroristi".

Nel suo primo commento, appena giunto in Israele, nella cerimonia di benvenuto all’aeroporto di Tel Aviv, Bush aveva affermato che l’alleanza tra Stati Uniti e Israele garantisce sicurezza al paese come "stato ebraico". E’ una espressione vigorosamente respinta dai palestinesi perché chiude di fatto la porta ad un ritorno dei profughi palestinesi (e dei loro discendenti) costretti ad evacuare la regione quando venne creato Israele: ormai quattro milioni di persone che rappresentano uno dei maggiori problemi da risolvere tra le due parti. Hamas ha reagito immediatamente: "questo equivale a stabilire un regime di apartheid nella nostra regione ai danni della popolazione palestinese".

A Gaza alcune migliaia di attivisti di Hamas hanno oggi manifestato sventolando immagini di Bush ritratto come un vampiro che succhia sangue musulmano. A Gerusalemme sono stati dislocati dalle autorità di Tel Aviv oltre 10.000 agenti per proteggere la sicurezza di Bush. Bush ha fatto impegnare Olmert ed il presidente palestinese Abu Mazen a fare tutto il possibile per raggiungere uno storico accordo di pace "entro il 2008".

Ma esiste molto scetticismo in Medio Oriente (e non solo qui) sulla possibilità che questa promessa possa tradursi in realtà. Tra gli scopi del viaggio di Bush c’é quello di convincere i maggiori alleati arabi degli Usa a dare il loro sostegno al negoziato di pace tra israeliani e palestinesi e a coordinare le iniziative per bloccare la aggressività iraniana nella regione. Nella cerimonia di benvenuto all’aeroporto il presidente israeliano Shimon Peres aveva detto che "bisogna fermare la pazzia di Iran, Hamas ed Hezbollah: l’Iran non deve sottovalutare la determinazione di Israele a difendersi". Per quanto riguarda la pace, Peres ha affermato"i prossimi dodici mesi saranno un momento della verità, ma non devono produrre solo parole".

Ma i fatti non promettono bene: solo ieri Olmert ed Abu Mazen hanno dato luce verde ai negoziati sullo status finale dopo un periodo di scarsi progressi. Tra gli ostacoli c’é la rimozione degli insediamenti illegali israeliani: Bush ha detto oggi che devono sparire subito ma Olmert è apparso più vago e non desidera fissare una precisa scadenza. E da questo punto di vista Gerusalemme - ha detto poi il premier ai giornalisti - non può essere considerata come gli altri territori palestinesi.


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