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Il magistero di "Mammona" ("Deus caritas est") non è il magistero né di Amore ("Deus charitas est") né della Costituzione !!!

Caro Montezemolo ... Ho letto con molta attenzione l’omelia. I punti di consenso sono nettamente superiori a quelli di dissenso. Tuttavia cerchiamo di esseri seri !!! Il commento di Eugenio Scalfari - a cura di pfls

dimanche 27 mai 2007 par Maria Paola Falchinelli
[...] Se la platea dell’Auditorium fosse stata popolata dalla nuova borghesia, Bersani avrebbe avuto applausi appena appena inferiori a quelli avuti da lei. Non la pensa anche lei così ? Non l’ha un po’ colpita constatare che l’ovazione più lunga al suo discorso è venuta quando lei ha scandito che gli industriali non pagheranno un solo euro di più di tasse ? Dichiarazione ineccepibile. Da sottoscrivere. L’aveva già detto Mario Monti. Non parliamo di Giavazzi. Vedrà che il 31 maggio lo (...)

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> Caro Montezemolo ... cerchiamo di esseri seri !!! ... Il commento di don Aldo Antonelli, Marco Travaglio, Enrico Peyretti

mardi 29 mai 2007

Non posso stare zitto.

di don Aldo Antonelli

Mi giro e mi rigiro nel mio letto, pensando e ripensando ai dati letti ieri sera che mi sento bruciare le lenzuola.

Si è scatenata una tale bagarre sul costo della politica (che, sia chiaro, non difendo in modo più assoluto) da far sentire in giro odore di zolfo... Quasi che l’affaire fosse parto della politica "comunista" al governo.

Il gioco del "dagli all’untore" è di antica data, ma trova sempre di rigenerarsi sotto le vesti della modernità e, meglio, della attualità, da risultare sempre nuovo. Mentre diventa l’arma inossidabile dei lestofanti che vogliono farsi passare per benefattori e dei lupi che amano travestirsi da miti agnelli.

E perchè nenache voi veniate distratti dagli untuosi untori di turno, eccovi la bellissima lettera a Luca Cordero di Montezemolo che Marco Travaglio ha pubblicato e la sdegnosa reazione dell’amico Enrico Peyretti di Torino a questo gioco del nascondino.

Buona lettura e buona giornata, nonostante tutto.

Aldo [don Antonelli]

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Lettera di Marco Travaglio

Gentile Luca Cordero di Montezemolo,

il presidente di Federmeccanica, che fa parte della Confindustria, dice che l’aumento di 100 euro all’anno chiesto dagli operai è "una proposta ridicola" perché ci metterebbe "fuori dal mercato". E lei ha dichiarato che la ripresa economica dell’Italia è "esclusivamente merito delle imprese". Eppure lei stesso ripete sempre che un’impresa non è fatta solo dagli imprenditori e dai manager, ma anche dai lavoratori. Dunque tutti dovrebbero essere premiati per il loro lavoro.

Invece i manager in Italia guadagnano molto di più dei loro colleghi del resto d’Europa, mentre i lavoratori molto di meno.

In Italia un operaio guadagna in media, al lordo, 21 mila euro, contro i 29 mila della Francia, i 32 della Svezia, i 35 del Belgio, i 37 dell’Olanda, i 39,7 della Gran Bretagna, i 41 della Germania, i 42 della Danimarca.

Qualche anno fa, un tale disse : "se i nostri operai guadagnano poco, le macchine che gli facciamo costruire chi se le compra ?"

Tra il 2000 e il 2005, secondo l’Eurispes, in Europa gli stipendi sono aumentati del 20%, in Italia del 13,7. Da noi gli stipendi dei lavoratori aumentano ogni anno del 2,7%, mentre quelli dei manager del 17%, otto volte l’inflazione. Le stipendio medio dei primi cento top manager italiani è di 3,4 milioni all’anno, 7 miliardi di lire : guadagnano 160 volte lo stipendio di un operaio, prendono in due giorni quello che un operaio prende in un anno.

In ogni caso la Fiat, con le sue mani e con la cassa integrazione, s’è rimessa in sesto grazie a un manager come Marchionne. Che dunque si merita tutti i 7 milioni di euro che guadagna all’anno, poco meno di quelli che guadagna lei. Ma, se il mercato ha un senso, chi ottiene risultati dovrebbe guadagnare molto e chi va male dovrebbe guadagnare poco, o farsi da parte.

Mi sa spiegare allora perché, visto come va la Telecom, il manager più pagato d’Italia è proprio Carlo Buora della Telecom, con 18.860 milioni di euro nel 2006 tra stipendio e liquidazione Pirelli ? E perché Tronchetti

Provera guadagna come Marchionne che ha risanato la Fiat ? Poi c’è Cimoli, che ha così ben ridotto l’Alitalia : guadagna 12 mila euro al giorno, quello che un operaio guadagna in un anno. Il presidente di Air France guadagna un terzo : ma la compagnia francese è in attivo, mentre la nostra perde un milione al giorno. Dopo 2 anni e mezzo disastrosi, col buco Alitalia salito a 380 milioni, Cimoli per andarsene ha pure preso 5 milioni di liquidazione. Alberto Lina è l’amministratore delegato dell’Impregilo, capo-gruppo della ditta che smaltisce così bene i rifiuti in Campania : guadagna addirittura più di lei, 7,3 milioni.

Anche lui prende in un giorno quanto un suo operaio guadagna in un anno.

Dov’è il mercato ?

Dov’è la meritocrazia ?

La prima regola del mercato è che tutti rischiano qualcosa, e chi sbaglia paga. Voi top manager, invece, non rischiate mai nulla. Se avete successo, vi aumentate lo stipendio. Se fallite, ve lo aumentate lo stesso. Se vi cacciano, ci guadagnate una fortuna con le superliquidazioni. Poi passate a far danni da un’altra parte. E se non garantite la sicurezza o la salute dei vostri dipendenti, loro pagano con la vita, per voi c’è l’indulto. Con la certezza di morire di morte naturale, nel vostro letto. Gli operai invece muoiono al lavoro come le mosche, al ritmo di quattro al giorno.

Andare a lavorare, in Italia, è più pericoloso che andare in guerra. Ogni anno muoiono 1250 lavoratori italiani, la metà delle vittime delle Torri gemelle, meno dei morti di tutto il mondo per attentati terroristici. E un milione restano feriti.

Ora lei, dottor Montezemolo, è preoccupato che il tesoretto si disperda in mille rivoli. Giusto. Ma perché non parlate mai del tesorone dell’evasione fiscale, 200 miliardi l’anno ? E del tesorone del lavoro nero e sommerso, il 27% del pil, cioè 400 miliardi ? E del tesorone delle mafie, 1000 miliardi di euro ? La legge sul falso in bilancio varata dal governo Berlusconi e finora confermata, in barba alle promesse elettorali, dal governo Prodi, consente a ogni impresa di occultare dai bilanci fino al 5% dell’utile prima delle imposte, al 10% delle valutazioni e all’1% del patrimonio netto. Centinaia di milioni di nero legalizzato per ogni grande gruppo.

Una sorta di modica quantità di falso in bilancio consentita, come per la droga, per uso personale. Non vi vergognate di una situazione del genere, che vi rende tutti sospettabili ? Il "mercato" è anche 25 anni di galera per chi trucca i bilanci, come in America : o no ? Perché allora non avete detto una parola contro la depenalizzazione del falso in bilancio ? Perché Confindustria non fa una grande battaglia per importare in Italia la legge americana sui reati finanziari ?

Vedrà che, recuperando un po’ di evasione, si potranno garantire case, asili e pensioni al popolo dei 1000 euro al mese, che con un giusto aumento di stipendio potrebbero fare un bel passettino in avanti. Perchè, come diceva quel tale, "se gli operai guadagnano poco, le macchine che costruiscono chi se le compra ?".

A proposito : lo sa chi era quel tale ? Non era Marx, e nemmeno il subcomandante Marcos.

Era l’avvocato Agnelli.

In attesa di un cortese riscontro, porgo distinti saluti.

Marco Travaglio

Maggio 2007

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Messaggio di Enrico Peyretti

La casta dei provocatori.

Ai dati impressionanti provocatori e offensivi riferiti qui da Travaglio - il costo della casta non dei politici, ma dei grandi manager che condannano, per bocca di Montezemolo, i politici - , va aggiunto il dato fornito da Giovanni De Mauro, direttore di "Internazionale", a p. 3 del numero 694, di ieri 25 maggio : "... cinquanta milioni di euro che ha appena preso Matteo Arpe per andare via da Capitalia".

Se non sbaglio 50 milioni di euro equivalgono (x quasi 2.000) a quasi 100 miliardi di vecchie lire. Fa più impressione. Se un operaio o un impiegato (e sono ben pochi !) prende 1.500 euro al mese, mette insieme in un anno (x 12) 18.000 euro. Cento dipendenti così ben pagati sommano, tutti insieme, un milione e ottocentomila euro. Giusto ? 1.800.000 x 25 anni = 45 milioni. Giusto ? Me la cavo male coi calcoli. Dunque, cento dipendenti devono lavorare 25 anni per guadagnare, tutti insieme, il 10 % in meno di quanto Arpe (si suppone che sia il maggiore benefattore dell’umanità) ha chiesto, dobbiamo pensare, e ottenuto senza bisogno di fare scioperi, per andarsene dal dirigere una banca (che lo pagava già bene). Andarsene perché, se era così prezioso ? Se qualcuno, per l’indignazione, fa pazzie, lui è colpevole, ma i mandanti sono i provocatori. Che ne dice Montezemolo ? E il papa ? E il governo ? (in ordine di importanza).

Enrico Peyretti


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