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"Family Day": La logica di "Mammasantissima" e "Mammona" ("Deus caritas est") o la logica dell’Amore ("Deus charitas est") di Giuseppe, Maria, e Gesù?!!

FILOMENA: "Colei che è amata". Dopo e già la "cacciata" di GIUSEPPE, messa fuori anche "MARIA"!!! Prima la "Instructio de calendariis" (1961), e poi la "Crimen sollicitationis" (1962). Per la Chiesa scende la notte e comincia la tragedia!!! Una spia linguistica dalla revisione del "martirologio romano"!!! - da un lavoro (1991) del prof. Federico La Sala

lunedì 13 agosto 2007 di Maria Paola Falchinelli
[...] Evidentemente i "saggissimi" del Vaticano, che - come Carducci - sanno di greco e di latino e scrivono "odi barbare" sui temi più scottanti del nostro tempo, avranno pensato: questa santa non sarà mai esistita, non ha nemmeno un vero nome, il suo nome è semplicemente un aggettivo, il participio di un verbo, cancelliamola dall’albo [...]
CAMPANIA. A POMPEI, IL SILENZIO ASSORDANTE DEL PAPA SULLA MALAVITA ORGANIZZATA.
IN NOME DEL DIO MAMMONA ("CARITAS"), BISOGNA CONVIVERE CON LA (...)

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> FILOMENA: "Colei che è amata". ---- "Amata per sempre". L’Immacolata e la nostra umanità (di Ermes Ronchi)

martedì 8 dicembre 2009

L’Immacolata e la nostra umanità

Nemica del male amata per sempre

di Ermes Ronchi (Avvenire, 08.12.2009)

«Vergine, se tu non riappari / anche Dio sarà triste» (Turoldo). Se tu non riappari come alfabeto di speranza, come modello d’umano, il cristianesimo si fa triste, impoverito di tutta la dimensione gioiosa e danzante del Magnificat, della dimensione gratuita e festosa del vino di Cana, di un Dio che privilegia non lo sforzo, ma il dono. Si impoverisce del primo annuncio dell’angelo a Maria: «Kaire, sii lieta, sii felice, tu sei colmata di grazia».

Questa parola mai risuonata prima nella Bibbia, quel nome inaudito - Piena di grazia -, che ha il potere di stupire Maria perché nulla di simile aveva mai letto nel Libro, significa: tutto l’amore di Dio è su di te; significa: il tuo nome è "amata per sempre".

L’annuncio dell’angelo si estende da Maria a ogni credente: gioisci, il tuo nome è "amato per sempre, amato mistero di peccato e di bellezza". In un mondo di disgrazia è possibile ancora trovare grazia, anzi è la grazia che trova noi.

Questo nodo di ombra e di luce che compone la nostra umanità profonda, è affiorato alla coscienza della storia in molti modi, ad esempio nella architettura del romanico pisano e senese: sulle facciate, sulle fiancate, sui pilastri, sugli archi di queste chiese si alternano linee di pietre bianche e linee dal colore dell’ombra: verde scuro o nero. Questa alternanza di luce e di notte è la trascrizione sapiente della profonda conoscenza dell’uomo che il grande Medioevo conservava. Il bianco e il nero che si alternano in ogni persona umana, il bene e il male che intrecciano profondamente le loro radici nel cuore, spesso in modo inestricabile, in Maria non ci sono, lei è l’inizio dell’umanità finalmente riuscita.

«Non temere, Maria», aggiunge l’angelo. Lei è la donna senza paura. La paura entra nel mondo dopo il peccato. Nel paradiso terrestre Adamo parla con Dio e con il serpente, e non ha paura. Poi volta le spalle a Dio, e la prima emozione che prova è la paura: mi sono nascosto, ho avuto paura. Gli occhi della paura, la percezione di pericolo nascono con il male, perché il peccato è minaccia per la vita, è l’anti-vita.

Prima della caduta niente e nessuno era pericoloso per la vita, niente minaccioso. Il peccato porta il suo triste corteo di paure, perché in qualche modo percepiamo che è pericoloso per la vita, è diminuzione d’umano, sottrazione di esistenza.

Tuttavia Immacolata non significa preservata dalla lotta. Anche Lei ha lottato con il serpente, ha conosciuto la fatica del credere, la crescita nella fede, la noia del quotidiano, il dolore lacerante e poi l’abbraccio pacificante.

Immacolata non significa senza tentazioni o senza fatica del cuore. Anche Eva era immacolata, eppure è caduta, con il cuore diviso.

I dogmi che si riferiscono a Maria riguardano anche noi, sono la grammatica per capire l’umanità, per parlare la lingua di ogni uomo, perché il suo destino è il nostro. Celebriamo con l’Immacolata la festa di tutta la luce sepolta in noi e che dobbiamo liberare. Festa delle radici sante e profezia del nostro destino: "amati e santi", santi perché amati (Rom 1,7).

Piena di grazia la dice l’angelo, Immacolata la proclama il popolo cristiano ed è la stessa cosa. È bello risentire oggi, da Dio e dal suo angelo, i due nomi di Maria e, in Eva, di ogni creatura: nemica del male e amata per sempre. E ascoltare, in pagine piene di ali e di fessure sull’eterno, l’inedito: una donna che parla con Dio e con gli angeli come un profeta o un patriarca. E per la prima volta, nei dialoghi con il cielo, è a una creatura della terra che spetta l’ultima parola.

Ermes Rocnhi


Sul tema, nel sito, si cfr.:

-  "DEUS CARITAS EST"(Benedetto XVI): UN FALSO FILOLOGICO, ANTROPOLOGICO E TEOLOGICO. Così Mammona, il Dio del "denaro" e del "mercato", inganna Papa Ratzinger, e Papa Ratzinger inganna gli esseri umani ....
-  FINE DEL CATTOLICESIMO E DELLA GERARCHIA ROMANA, ATEA E DEVOTA
-  "CHARITAS" (Amore, il dono del Dio della Grazia) o "CARITAS" ("Mammona", il Dio dell’Amore a "caro-prezzo")?!
-  Un contributo e una risposta di chiarificazione alle perplessità di due “charis-simi” amici


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