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Al Ministro Fioroni (e a Pietro Citati)

MILANO. ROZZANO: SCUOLA MEDIA STATALE "LUINI-FALCONE". UMILIATI E OFFESI DA "LEGITTIMI" GIOCHI BUROCRATICI E "POLITICI" BRAVI "MISERABILI" PROFF. E CITTADINI. Rischierò di venir silurato ma non posso tacere: la coraggiosa testimonianza di un cittadino, sacerdote, professore della Scuola - a cura di pfls

domenica 29 luglio 2007 di Maria Paola Falchinelli
[...] per i colleghi che ho avuto la fortuna di incontrare e con cui ho potuto collaborare nel mettere tutte le energie e gli sforzi possibili per cercare di ascoltare e andare incontro alle esigenze di ragazzi e famiglie che vivono in una situazione davvero difficile, spesso ai limiti dell’umanità.
Mi sono trovato in un ambiente, una scuola davvero d’eccellenza, che non si è mai limitata a fare il suo dovere di insegnare le materie stabilite dal Ministero dell’Istruzione ma si è inserita (...)

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> MILANO --- Natale a Rozzano, gli ispettori: "Tutto in regola". Giannini: "Un caso montato sul nulla". L’amarezza di Parma: "Non c’era motivo di sottoporre una scuola a una simile aggressione".

venerdì 4 dicembre 2015

Natale a Rozzano, gli ispettori: "Tutto in regola". Il preside: "Ora devo riflettere e capire cosa fare"

Nessuna irregolarità è stata riscontrata nella scuola finita nella bufera, Giannini: "Un caso montato sul nulla". L’amarezza di Parma: "Non c’era motivo di sottoporre una scuola a una simile aggressione"

di TIZIANA DE GIORGIO *

"Le ispezioni si sono chiuse e dall’ufficio scolastico Regionale è arrivata una telefonata: non hanno trovato irregolarità per le quali accogliere la mia disponibilità a lasciare la Garofani. Rimettono a me la scelta di rimanere o meno alla guida della scuola". Dopo le indagini inviate dal ministero, il caso dell’elementare di Rozzano sembra essere arrivato a un punto decisivo. E anche il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini prova a chiudere le polemiche: "Un caso montato sul nulla".

A raccontare la decisione che sembrano aver preso definitivamente le istituzioni scolastiche è Marco Parma, il preside finito nella tempesta per il concerto di Natale rimandato a gennaio. "Gli ispettori hanno verificato che ciò che era stato deciso all’interno della scuola sui festeggiamenti natalizi era stato preso in accordo con tutte le componenti della comunità scolastica - spiega il dirigente - ho cercato di spiegarlo anche nei giorni scorsi: non ci sono state imposizioni, abbiamo deciso insieme e non abbiamo cancellato nulla". La vicenda ha fatto comunque scalpore, e questo potrebbe costare un richiamo scritto sulla gestione della comunicazione con i media.

Ora la palla passa quindi a lui: nei giorni scorsi, mentre il caso montava su tutti i media, aveva mandato una lettera al direttore regionale, Delia Campanelli, chiedendo di valutare la possibilità di una sua rinuncia alla reggenza, qualora avesse commesso errori nella gestione della scuola. Il ministero, vista la portata delle polemiche che si sono scatenate per giorni, è voluto andare a fondo in tempi rapidi: dopo aver convocato il preside per avere spiegazioni, martedì alla Garofani sono stati inviati tre ispettori per parlare con i docenti e ascoltare da più campane cos’è accaduto veramente. Hanno steso una lunga relazione, sulla quale doveva avere l’ultima parola direttamente il ministro Giannini. Che conferma: "Io e il mio ministero abbiamo fatto quello che si doveva fare, abbiamo accuratamente appurato che questo preside non ha minimamente interferito con le decisioni che la scuola aveva assunto circa le feste di Natale, i momenti e le forme. Devo dire che lui ha manifestato un disagio per tutto il clamore mediatico che si è creato intorno alla sua persona e alla sua scuola. Spetta a lui prendere una decisione definitiva".

"Ora mi prendo qualche giorno di tempo per decidere, con calma, cos’è meglio - spiega a questo proposito Parma - ho avuto tante manifestazioni di solidarietà e di affetto da parte dei miei insegnanti. Mi hanno scritto colleghi, genitori. Mi hanno aiutato molto a vivere questo momento ". Il concerto d’inverno alla Garofani resta il 17 gennaio, "come avevamo deciso insieme ". Nelle singole classi ognuno festeggerà come vorrà il Natale, come accade per tantissime scuole milanesi, multietniche e non. "Questo era stato deciso e questo rimane. Forse ho commesso degli errori di comunicazione e di questo mi pento. Ma non c’è mai stata prevaricazione. E non c’era motivo di sottoporre una scuola a una simile aggressione".

* la Repubblica/Milano, 03 dicembre 2015 (ripresa parziale).


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