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CINA. PECHINO. L’8.08.2008 inizio dei giochi olimpici, ma molti i problemi ancora non risolti. A partire dai diritti umani!!! - a cura di pfls

mercoledì 8 agosto 2007 di Maria Paola Falchinelli
[...] se l’apparato prepara lo storico evento con toni trionfalistici, i problemi - guardando al di là dello sfarzo dei preparativi - esistono, eccome. Sul fronte dei diritti umani, oggi, quaranta dissidenti cinesi, tra cui la fondatrice dell’associazione delle Madri di Piazza Tienanmen, Ding Zilin hanno diffuso una lettera aperta alle autorità cinesi affinché vengano liberati di tutti i detenuti per reati d’opinione [...]
LUNGA VITA ALL’ITALIA: "RESTITUITEMI IL MIO URLO"!!!Dalla Cina, la (...)

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> CINA. L’8.08.2008 inizio dei giochi olimpici, ma molti i problemi ancora non risolti. A partire dai diritti umani!!! - Mia Farrow:"Boicottiamo i giochi. Nel mirino il sostegno al Sudan, responsabile dei massacri nel Darfur

venerdì 10 agosto 2007

IL PROBLEMA INQUINAMENTO «RISOLTO» CHIUDENDO LE FABBRICHE UN MESE PRIMA DEL VIA

Olimpiadi, lista nera di "indesiderati"

Ombre a Pechino a un anno dall’inizio dei Giochi: i visti d’ingresso saranno limitati

di FRANCESCO SISCI *

PECHINO. Per l’inquinamento che infesta la capitale il piano c’è: chiudere tutte le fabbriche che producono smog almeno un mese prima dell’inizio dei Giochi. Per il traffico che paralizza la metropoli la soluzione è approvata: limitare il traffico alle sole auto con il permesso di circolazione. Alla polizia poi è stato ordinato di smettere turpiloquio e modi brutali usando le buone maniere e una parola educata.

Dietro la facciata grandiosa della cerimonia dell’inizio del conto alla rovescia, dietro le migliaia di comparse, le decine di cantanti, i costumi di seta sontuosi, le note da opera italiana coniugate secondo i versi dell’opera di Pechino, dietro tutto il rituale coordinato dal padrino del cinema cinese Zhang Yimou e dal gran Mogul di Hollywood Steven Spielberg già cominciano ad apparire crepe.

Ai Weiwei, uno dei progettisti del Nido di rondine, lo stadio delle Olimpiadi, ha già detto che diserterà la cerimonia di apertura, perché infastidito dalla retorica politica intorno ai Giochi. Pechino certo vuole approfittare dell’occasione per dimostrare al mondo di essere una superpotenza internazionale, non chiusa ma aperta al mondo. Per questo ha scelto di far condividere il podio più alto della regia a Spielberg, che ha comunque ipotizzato di rifiutare la direzione artistica dei Giochi olimpici se Pechino non rivedrà la sua politica con il governo del Sudan, da cui riceve enormi quantità di petrolio ogni anno. Un’apertura con qualche limitazione nei visti di ingresso. Secondo la polizia cinese ci sono infatti 43 categorie di individui che non saranno benvenuti in Cina in quel periodo. Tra loro i fedeli alla setta dei Falungong, i tibetani all’estero che si battono per l’indipendenza del loro territorio e gli estremisti islamici negli elenchi internazionali delle organizzazioni terroristiche. Le differenze e le distinzioni sono talvolta sottili. I pericoli, reali. Gruppi fondamentalisti che agiscono in Pakistan da tempo puntano il dito contro la Cina, secondo loro gran satanasso come gli Usa. Senza contare gli imprevisti, che possono essere migliaia. Di fronte a questi, l’organizzazione, che ambisce a essere perfetta, potrebbe mostrarsi indifesa e incrinarsi.

Verso la periferia, nella ex comune popolare di Hengjiezi, l’elettricità bisogna comprarla con delle schede ricaricabili. Quando le luci si spengono a casa occorre correre in un ufficetto aperto dalle 8 alle 12, dalle 14 alle 17, cinque giorni alla settimana, dal lunedì al venerdì. Da giugno le cose sono cambiate e la cassiera spiega stringendosi nelle spalle che si possono comprare solo 2000 watt per volta. Il responsabile non vuole dare il suo nome né fornire spiegazioni, il capo del «villaggio» non risponde al telefono e non richiama.

Per protestare o chiedere spiegazioni bisogna chiamare il numero 12345. Qui c’è disponibile un servizio anche in inglese. L’operatrice, numero 87108, è educatissima ma si dichiara impotente. L’ufficio elettrico del comune di Pechino ha introdotto una «regola temporanea» per limitare la vendita di schede elettriche ricaricabili.

Il testo della regola non è disponibile, non lo si può leggere, e la stessa operatrice dice di avere solo avuto un ordine verbale. Non si sa fino a quando sia «temporanea» la misura, né si sa come dovrebbero fare i disgraziati la cui scheda si scarica alle 17 del venerdì: passare un allegro fine settimana al caldo infernale e al buio pesto, senza condizionatori d’aria o luce? Gli alberghi, gli appartamenti affittati agli ospiti di tutto il mondo rimarranno senza luce? O magari senza acqua?

Questa «regola temporanea» non scritta, piccola e concreta tirannia senza motivo sulla vita individuale, sembra rivelatrice. Sembra dimostrare impreparazione, ingenuità, se non peggio, dell’ufficio elettricità di Pechino, alla vigilia delle prime Olimpiadi cinesi. È forse questa l’ombra peggiore sui Giochi. Poco olimpiche alzate di ingegno del funzionario di turno possono far cadere come un castello di carte la migliore, la meglio intenzionata delle preparazioni alla grande festa cinese.

FOTOGALLERY - Iniziato il conto alla rovescia per Pechino 2008

* La Stampa, 10/8/2007 (7:44) -


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