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EMERGENZA CULTURALE E POLITICA....

VIVA L’ ITALIA (... o "Forza ITALIA"?!). PER LA NOSTRA SANA E ROBUSTA COSTITUZIONE... Il grido di allarme dei Magistrati e l’omaggio di BORRELLI a CARUSO!!! - di Federico La Sala

martedì 4 settembre 2007 di Maria Paola Falchinelli
[...] bene, e meglio (se permettete), ha fatto il Procuratore Generale di Milano Borrelli, già all’inizio (e non solo alla fine) del suo discorso di inaugurazione dell’anno giudiziario, quando ha detto: "porgo il mio saluto, infine, ai cittadini, anzi, alle loro maestà i cittadini, come soleva dire il compianto Prefetto Carmelo Caruso, avvicinati oggi da un lodevole interesse a questa cerimonia, del resto non esoterica nonostante il paludamento, ma a loro destinata"; e, poco oltre, (...)

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> ITALIA. PER LA NOSTRA SANA E ROBUSTA COSTITUZIONE... Il grido di allarme dei Magistrati e l’omaggio di BORRELLI a CARUSO!!! - di Federico La Sala

sabato 11 agosto 2007


-  Caruso: «Biagi e Treu assassini»
-  Il deputato no global di Rifondazione comunista attacca precarietà e legge 30.
-  Il partito prende le distanze.
-  Il Quirinale: «Parole indegne»

di Stefano Milani (il maniesto, 10.08.2007)

Roma. «Tiziano Treu e Marco Biagi sono gli assassini» dei due giovani morti l’altro ieri sul lavoro a Mugnano e Bolzano. «Le loro leggi hanno armato le mani dei padroni, per permettere loro di precarizzare e sfruttare con maggior intensità la forza-lavoro e incrementare in tal modo i loro profitti, a discapito della qualità e della sicurezza del lavoro». Il parlamentare no global di Rifondazione comunista Francesco

Caruso ci va giù pesante. Nulla di nuovo sui contenuti. Sono anni che il deputato devoto a San Precario punta il dito contro il pacchetto Treu e la legge Biagi, norme che secondo Caruso sono la causa dell’attuale instabilità del lavoro in Italia. Stavolta però il suo dare degli «assassini» agli autori dei due diversi provvedimenti legislativi sulla flessibilità è sembrato troppo anche a chi quelle leggi non le ha mai condivise.

E a nulla sono valse le successive rettifiche dello stesso Caruso, che poi tanto rettifiche non sono («Io non volevo dire che Treu e Biagi sono assassini. Piuttosto, sono quelli che, con le loro leggi, hanno fornito le armi agli assassini, e cioè agli imprenditori senza scrupoli che, per aumentare i loro profitti hanno abbassato la sicurezza, la qualità del lavoro e i salari...»), le scuse («Dispiace aver tirato in ballo Biagi, barbaramente ucciso e alla sua famiglia va la mia solidarietà»), le precisazioni («Mille e duecento morti sui posti di lavoro in un anno, una media di quattro morti al giorno: questo è inaccettabile. Nessuno si sente responsabile per questi morti, così, sono morti per caso»), e ancora le puntualizzazioni di tarda serata («Non ho mai accusato nessuno di essere un assassino. Ho detto che di fronte all’impressionante numero di morti sul lavoro è necessario individuare delle responsabilità»).

Il polverone è ormai alto, la condanna mediatica già partita. Dal Quirinale la presa di posizione è netta, e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parla di «indegno vaneggiamento». In serata interviene anche il premier Prodi, si accoda alle critiche e telefona in segno di solidarietà a Treu, il quale risponde alle accuse di Caruso definendole «irresponsabili e deliranti» atte solo ad «avvelenare il clima»). E’ poi tutto lo stato maggiore di rifondazione comunista a prendere le distanze dalle affermazioni del suo deputato. A cominciare da Franco Giordano: «Le parole di Caruso sono culturalmente incompatibili con l’impostazione da sempre adottata dal Prc. Sono parole in libertà di cui il solo responsabile è il deputato Caruso». Dichiarazioni «sconcertanti» di una «cultura politica barbara» chiosa il ministro Ferrero. Ma tutta la giornata è un susseguirsi di dichiarazioni, è il tono è sempre lo stesso: di condanna.

L’attuale ministro del Lavoro, Cesare Damiano, definisce «demenziali» le dichiarazioni di Caruso: «Sono usate con irresponsabilità e leggerezza - accusa - che segnalano purtroppo la rottura del meccanismo della normale dialettica politica, con un linguaggio da bandire che fomenta l’odio e disconosce l’impegno del governo e del Parlamento con la recente legge a tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori. Una legge tesa a contrastare la tragedia delle morti bianche».

Anche per Olga D’Antona, vedova del giurista assassinato dalle Br come Biagi e oggi deputata di Sinistra democratica, è particolarmente colpita dall’assalto verbale del collega del Prc. «Parole offensive - dice - che ledono la dignità e la memoria di persone che legittimamente si sono impegnate in progetti di riforma del lavoro, che possono essere più o meno condivisi ma che sono comunque frutto di legittime convinzioni».

Per la destra le parole di Caruso sono una manna caduta dal cielo. E gli aggettivi si sprecano. Farneticanti, pazze, aberranti, folli, irresponsabili, superficiali, solo per citare i più teneri. Il leghista Maroni, collaboratore di Biagi nel 2001, chiede che Caruso sia «cacciato dal Parlamento».


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