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EMERGENZA CULTURALE E POLITICA....

VIVA L’ ITALIA (... o "Forza ITALIA"?!). PER LA NOSTRA SANA E ROBUSTA COSTITUZIONE... Il grido di allarme dei Magistrati e l’omaggio di BORRELLI a CARUSO!!! - di Federico La Sala

martedì 4 settembre 2007 di Maria Paola Falchinelli
[...] bene, e meglio (se permettete), ha fatto il Procuratore Generale di Milano Borrelli, già all’inizio (e non solo alla fine) del suo discorso di inaugurazione dell’anno giudiziario, quando ha detto: "porgo il mio saluto, infine, ai cittadini, anzi, alle loro maestà i cittadini, come soleva dire il compianto Prefetto Carmelo Caruso, avvicinati oggi da un lodevole interesse a questa cerimonia, del resto non esoterica nonostante il paludamento, ma a loro destinata"; e, poco oltre, (...)

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> ITALIA. PER LA NOSTRA SANA E ROBUSTA COSTITUZIONE... Il grido di allarme dei Magistrati e l’omaggio di BORRELLI a CARUSO!!! - di Federico La Sala

sabato 11 agosto 2007


-  Tensione in Rifondazione comunista attorno al deputato no global
-  E a settembre il gruppo parlamentare valuterà se espellerlo

-  "Bravo Francesco, falli indignare"
-  Sul web i militanti approvano Caruso

di ALESSANDRA LONGO *

ROMA - Un filo diretto, costante, al limite della nevrosi. Cellulari occupati, messaggi registrati, fax d’albergo. Rifondazione affronta la grana Caruso dalle vacanze. Il segretario Franco Giordano, notoriamente geloso della sua privacy e, per giunta in viaggio di nozze, deve affrontare dall’estero l’ondata che monta ed è furibondo. Russo Spena, capogruppo al Senato, dichiara dalla montagna, il rumore di una segheria in sottofondo. Cerca di contenere i danni, di far dimenticare "il grave errore di Francesco", quella frase, inutilmente smentita, su "Biagi e Treu assassini" e tornare al cuore della battaglia contro il precariato.

Si chiamano, si consultano. Espellerlo? Come si fa, è un indipendente, non iscritto. E poi "isolarlo - dice Russo Spena - vorrebbe dire portarlo alla disperazione, produrre in lui, che ha partecipato tanto ai movimenti, che si è speso, il definitivo distacco dalla politica vera".

Arriva il malumore dei compagni, della base, di molte segreterie regionali. Però arrivano anche, soprattutto via internet, i "forza Francesco", i "Forza Masaniello che ci fai sentire meno soli", i "Viva Caruso, continua così, falli indignare". E allora capisci che, nonostante l’anatema ufficiale di Bertinotti, il tunnel è stretto. Sì, ha offeso Biagi, è stato un ragazzaccio, ma... Ma ha detto, sulla legge 30, "ciò che tanti pensano, anche molti di coloro che in queste ore si sono dissociati".

A settembre, il Disobbediente verrà chiamato, redarguito, ammonito. "Gli faremo un discorso chiaro e collettivo - sceneggia Russo Spena - Gli diremo: "Guarda che ci hai messo in difficoltà grave, sappi che se cadrai ancora nel protagonismo, non andrai avanti tu e danneggerai noi"". Parola d’ordine: "Aiutarlo a crescere", come dice un dirigente che sembra parli del figlio ripetente. A chi evoca l’ipotesi alternativa, quella di accompagnare Caruso alla porta e suggerirgli l’iscrizione al gruppo misto viene risposto con un no: "Farebbe ancora più danni, diventerebbe incontrollabile".

C’è fastidio per questa grana non prevista, per tutto il lavoro fatto sulle morti bianche, sulla precarietà, che rischia di essere affogato nel mare mediatico di questi giorni, nell’offensiva della destra. Affiora anche un dubbio. Giusto prendersi in casa un tipo così? Giacomo Conti, segretario ligure di Rc: "C’è una distanza abissale tra quello che sostiene lui e quello che sente la nostra gente. Forse è il momento di fare un ragionamento sul meccanismo delle candidature. Bisogna aprire le liste, ma anche pensar bene a chi saranno, alla fine, gli eletti".

Daniele Farina, ex leader del Leoncavallo, oggi deputato, è avvilito, preoccupato: "Questa vicenda si commenta da sé". E persino Luxuria, certo non per perbenismo, prende le distanze: "Francesco non ha contato fino a dieci. In politica, l’impulsività non è una dote. Si deve dare una regolata, gli va fatto un ultimatum". Il vecchio Sandro Curzi liquida: "Non mi è mai piaciuto. I cretini di Ferragosto esistono a destra e sinistra".

Il cellulare, al mare, funziona poco. Michele De Palma, già leader dei Giovani Comunisti, ora nella segreteria nazionale, racconta che "non ci voleva credere", quando glielo hanno raccontato: "Caruso ha detto cose sconvolgenti e politicamente sbagliate. Mi mette ansia pensare che, di fronte all’ennesima morte di due ragazzi sul lavoro, non si parli che di lui. Tutto è diventato spettacolo, baraccone. A settembre dovremo ragionare a fondo su questa vicenda".

Niente espulsione, niente Gruppo Misto, ma c’è chi suggerisce a Caruso "di avere il coraggio, l’umiltà, di scrivere una lettera ufficiale di scuse a Rifondazione, alla famiglia Biagi, anche ai precari". Lo farà? Se legge i messaggi su www. sxnet. it, gli verrà il dubbio di essere nel giusto. Ecco un anonimo militante: "Personalmente non mi sento scandalizzato dalle parole di Caruso. In Italia, fino a prova contraria, esiste l’omicidio colposo e, volendo proseguire l’infelice metafora carusiana, si potrebbe invitare qualcuno ad assumersi la responsabilità politica e prendere atto di essere co-responsabile di più di 1200 morti all’anno".

E ancora: "La mia serenità e laicità mi spingono fino al punto di non poter sospendere il giudizio politico su Marco Biagi, barbaramente ucciso dalle Brigate Rosse, colpevolmente lasciato senza scorta dallo Stato, ma comunque elemento di snodo di una riforma del lavoro che precarizza, non garantisce e non previene le morti bianche". Non è l’unico messaggio così. Ma ce ne sono anche altri. Quello di Franco, per esempio: "Quando apro i giornali e leggo parole su Biagi come quelle di Caruso mi vergogno di far parte di Rifondazione".

* la Repubblica, 11 agosto 2007


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