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Prima di tutto, il rispetto delle donne - e delle vittime!!!

STUPRO, ABORTO, E FEMMINICIDIO. Il cardinal Bertone sbaglia ad attaccare Amnesty International che ha inserito fra i diritti umani l’interruzione di gravidanza per le donne violentate. Un commento di Chiara Saraceno - a cura di pfls

mercoledì 22 agosto 2007 di Maria Paola Falchinelli
[...] Prima di tutto, il rispetto per le vittime
È invece proprio la radicalità della violazione che queste donne hanno subito che richiede un’altrettanto radicale affermazione del loro diritto alla propria integrità, di cui fa parte, prima ancora che il diritto all’aborto, se lo decidono, il diritto a non vedersi imporre da nessuno la decisione su come affrontare le conseguenze di quella violazione. Gli altri - individui e istituzioni - possono solo accompagnare con discrezione, rispetto, (...)

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> STUPRO, ABORTO, E FEMMINICIDIO. Il cardinal Bertone sbaglia ad attaccare Amnesty International che ha inserito fra i diritti umani l’interruzione di gravidanza per le donne violentate. Un commento di Chiara Saraceno - a cura di pfls

sabato 25 agosto 2007

Violenza donne: 12mila firme per case segrete in Piemonte *

TORINO. Sono state presentate oggi al Consiglio regionale piemontese 12.437 firme a sostegno della proposta di legge regionale di iniziativa popolare per la creazione di «centri antiviolenza con case segrete» per donne maltrattate. Le firme, ben più delle 8 mila necessarie, sono state raccolte dal comitato promotore «Firmaconoi», con la collaborazione di 43 associazioni e molti comuni piemontesi.

La proposta di legge prevede la creazione, secondo criteri internazionali, di almeno un centro per ogni provincia piemontese, gestito da comuni e associazioni di donne. Lo scopo delle case segrete è garantire soccorso, sostegno e solidarietà alle donne vittime di maltrattamenti fisici e psicologici, di stupri e di abusi sessuali intra ed extrafamiliarì, per assicurare loro oltre l’accoglienza, percorsi di autonomia e di superamento del disagio (art. 2 della pdl).

«In Piemonte esistono servizi di prima accoglienza ma occorre una rete che tuteli le donne anche nel periodo successivo alle violenze», dicono le prime firmatarie Maria Ghisaura, Loredana Baro e Patrizia Donadello. Lo stanziamento previsto è di 800 mila euro per biennio. Dopo i necessari controlli, la proposta sarà assegnata alla Commissione consiliare competente per avviare l’iter legislativo in Consiglio regionale.

1522 "Antiviolenza Donna"

1522

* La Stampa, 24/8/2007 (15:43)


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