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"ITALIA". AMARE L’ITALIA: RIPRENDIAMOCI LA PAROLA. VAFFA-DAY?! ONORE A BEPPE GRILLO. Contro la vergognosa confusione dell’ "antipolitica" in Parlamento e della "politica" in Piazza, l’invito ad uscire dalla "logica" del "mentitore". Una lettera (2002), con un intervento di Beppe Grillo (la Repubblica, 2004), di Federico La Sala.

domenica 16 settembre 2007 di Maria Paola Falchinelli
[...] Economia allora non vuol più dire studiare, ricercare, inventare, produrre, ma ridere, ingannare e vendere. Conducendo gli affari di Stato come quelli pubblicitari e televisivi, i nostri mastrolindi sono riusciti in pochi anni a indebolire l’Italia più di quanto avessero fatto in decenni i loro protettori socialisti e democristiani. Adeguando diversi ministri e parlamentari alla volgarità e al turpiloquio delle loro televisioni, hanno ribaltato il significato della parola "volgare". (...)

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> "ITALIA". AMARE L’ITALIA: RIPRENDIAMOCI LA PAROLA. VAFFA-DAY: ONORE A BEPPE GRILLO. Una lettera (2002), con un intervento di Beppe Grillo (2004), di Federico La Sala. .... Eccco i "grillanti"..

giovedì 13 settembre 2007


-  LA STORIA

-  Politici pentiti preti e rockstar
-  Ecco i "grillanti"

Gli effettivi: dalla Nannini a Ligabue passando per don Ciotti e Franca Rame. I virtuali: lo showman genovese inserisce Veltroni tra i sostenitori

di MARIA CORBI *

ROMA. Un milione in piazza con Grillo per gridare vaffa... (chissà poi perché il numero è sempre questo) e gli «altri» che rimandano a dire alla V-generation: «Italia di merda». E tra gli insultati, «italiani di m...», bon ton a parte, tra i ribelli del sistema, iniziano a distinguersi testimonial dalle facce e dai nomi noti. «Grillanti» vip crescono dicendo addio, in molti casi, all’esperienza dei girotondi. Nessuna voglia di giocare, nemmeno nel nome, in questo nuovo movimento con la colonna sonora cantata da Luciano Ligabue e l’aureola di Walter Veltroni che Grillo indica tra i sostenitori del suo V-Day mettendo sul sito una dichiarazione del candidato leader del partito democratico in cui si dice d’accordo con l’espulsione dei condannati dal Parlamento e con l’imposizione di limitare a due i mandati possibili.

«Grillino» inconsapevole, Veltroni, con a fianco, invece, alcuni politici ben consapevoli, che hanno deciso di rendere ufficiale la loro solidarietà al V-Day e al suo Guru, di non schierarsi con i tanti colleghi che parlano di serio «pericolo dell’antipolitica». Ecco Antonio Di Pietro, assolutamente impermeabile alle critiche di chi gli ricorda di guardare nel suo partito, prima di intraprendere questa battaglia. Un’ alzata di spalle, da parte di Tonino e parole chiare sul blog: «Mi sono tolto la giacchetta da ministro e ho messo quella da cittadino perché sento il bisogno di appoggiare un’iniziativa che è un ddl di iniziativa popolare affinché il Parlamento venga scosso da un’ondata di democrazia diretta e capisca che non può continuare a fare lo gnorri».

Ecco anche Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi alla Camera, che rinforza il sostegno giù espresso di Alfonso Pecoraro Scanio: «La politica non si arrocchi nelle stanze del potere, esca fuori dai palazzi per recepire il malessere dei cittadini». Più a sinistra. Francesco Caruso che spinge a un assedio pacifico del Parlamento, quando verrà votato il pacchetto precarietà. E Franca Rame che nel suo sito risponde a una lettera e ammette: «Non ho mai partecipato agli show di Beppe ma ne sarei assolutamente onorata». Una piccola base che si allarga a sinistra con Mario Adinolfi, candidato blogger alla segreteria del partito democratico, che definisce l’iniziativa «né eversiva né banalmente qualunquista», ma anche a destra, anzi nell’estrema destra con i siti nostalgici del ventennio che abbraciano il manifesto del «grillismo» - «andrebbe letto e riletto...) anche se definiscono Grillo «uno str..». ((www.noreporter.org).

Insieme a tanto «grillismo vip» anche Milena Gabanelli, la regina delle inchieste Rai, in piazza Maggiore tra la gente, che scrive una lettera per esprimere il suo appoggio: «Caro Beppe, sabato sono arrivata tardi in piazza, ma abbastanza per godere di un avvenimento di cui avevo perso memoria. Così tanti giovani, e così partecipi di fatti che riguardano il disgraziato paese, non li vedevo da quando, proprio in questa città, ero studente, cioè dagli anni 70». E poi Marco Travaglio e Peter Gomez, ma anche associazioni come Greenpeace e Arcigay. «Tante persone del movimento di liberazione lesbico, gay, bisessuale e transessuale - spiega Aurelio Mancuso Presidente Nazionale dell’Arcigay - guardano con interesse la campagna contro la corruzione e le caste politiche, perché individuano in questi mali una delle ragioni per cui nel nostro paese, non è stato ancora possibile una riforma civile e di riconoscimento dei diritti delle persone e delle coppie omosessuali».

Tra i «grillatissimi», ovviamente, l’attrice più movimentista del cinema italiano, Sabina Guzzanti: «Chiunque abbia davvero a cuore la politica credo che non possa che rallegrarsi della partecipazione al V-Day. Non si può che avere parole di elogio per l’impegno di Grillo». «Ho sentito dei politici gridare che era una vergogna, per esempio Pier Ferdinando Casini. Penso che la vergogna sia un politico che si arrabbia per la partecipazione popolare», continua la Guzzanti che proprio alla crisi della politica ha dedicato il suo ultimo film «Le ragioni dell’aragosta». «Per fortuna ci sono ancora tante persone che hanno a cuore questo Paese e non vogliono lasciarlo nella mani dei corrotti e dei mafiosi».

Su tutti cantano la colonna sonora di questo nuovo capitolo della politica italiana Luciano Ligabue e Gianna Nannini rapiti dall’utopia possibile di Beppe Grillo - «Si è fatto portavoce di un malcontento che non aveva voce», spiega Ligabue - con alla consolle il disc- jockey Andrea Pellizzari che ha passato la giornata dell’8 settembre tra i banchetti di Milano ad aiutare a far nascere questa legge. Ma la lista è lunga con Don Ciotti accanto agli Skiantos, Massimo Fini con Gino Strada, l’economista Mauro Gallegati, Walter Ganapini, presidente di Greenpeace Italia che prende carta e penne e scrive: «La legalità è un valore fondamentale per la democrazia, valore in assenza del quale non esiste sviluppo sostenibile, ma anche direttamente, qui ed ora, per l’ambiente in cui viviamo e per quello che lasceremo alle generazioni future». Ognuno con la sua personale speranza, avanza la nuova Lobby dei grillini. Qualcuno vede pericoli per la democrazia? Grillo risponde dal sito con le parole di Giorgio Gaber: «La libertà è partecipazione».

* La Stampa, 13/9/2007 (7:39)

La Stampa - OPINIONI Beppe Grillo, i blog e politica TITO BOERI


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