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EU-ROPA. Italia, 2007....

POLITICA. CASO DE MAGISTRIS, MASTELLA, CONSIGLIO DEI MINISTRI, DECRETO FISCALE, PACCHETTO SICUREZZA. CRISI DI GOVERNO? Romano Prodi: "Crisi? No, sono tranquillissimo". Piena fiducia a Mastella e rispetto e fiducia per la Magistratura - a cura di pfls

mercoledì 24 ottobre 2007 di Maria Paola Falchinelli
[...] -14:47 L’Unione ritira tutti gli emendamenti al decreto fiscale
Maggioranza e governo hanno ritirato tutti gli emendamenti al decreto legge collegato alla Finanziaria presentati per l’aula. Il relatore del dl ha spiegato che restano "due emendamenti del relatore e 3 emendamenti di singoli parlamentari (Elga Thaler del gruppo delle Autonomie, Costituente Socialista e Ulivo con De Petris)". Restano i 446 emendamenti della Cdl [...] (...)

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> POLITICA. CASO DE MAGISTRIS, MASTELLA, CONSIGLIO DEI MINISTRI, DECRETO FISCALE, GOVERNO. ARIA DI CRISI? Prodi: "Crisi? No, sono tranquillissimo" - a cura di pfls

martedì 23 ottobre 2007


-  Mastella chiede chiarimento Ma Prodi è «tranquillissimo»
-  La Cdl prepara lo sgambetto in Senato
*

Romano Prodi è «tranquillissimo», non dà peso alle voci dell’innesco di una crisi. Anche se la giornata è iniziata male, tra voci e smentite, indiscrezioni inquietanti e il ritorno delle paure - su tutti i giornali - anzi dei sospetti, che Silvio Berlusconi abbia fatto shopping di parlamentari dello schieramento avverso per dare la famosa "spallata" a Prodi. Chi, quanti? Circolano dei nomi, anche se la maggior parte dei chiamati in causa smentisce a gran voce. E circola la voce, da ieri sera, che lo sgambetto è pronto su una votazione di quelle che di solito non meritano neppure una riga negli articoli: sulla pregiudiziale di costituzionalità del decreto fiscale in discussione a metà pomeriggio. Niente di meno simbolico. Il voto comunque è previsto dopo le 18 in Senato.

Ciò che è certo è che i palazzi sono in fibrillazione. Ne è dimostrazione un’altra voce, rimbalzata in un dispaccio dell’Adnkronos, di un arrivo di Clemente Mastella nell’ufficio di Prodi per dare le dimissioni. Voce immediatamente smentita dall’Udeur: Mastella è da ore chiuso in una riunione dell’ufficio politico in largo Arenula. E del resto Prodi non è in sede, ma a un convegno economico. «Dimissioni di Mastella? Speriamo di no», si spaventa la senatrice Manuela Palermi del Pdci che apprezza «saggezza e correttezza» del Guardasigilli nei confronti di «intrusioni di Di Pietro».

Marina Sereni ammette che - dopo tutte le tensioni, le accuse di una compagnie di governo “libanese” (ieri Mastella) cioè in perenne guerra interna - «c’è bisogno di un chiarimento per rassicurare il Pese». E questo chiarimento, aggiunge, potrebbe essere chiesto proprio da Mastella. Per altro la Sereni fa appello al senso di responsabilità delle forze di tutta la maggioranza. «Dobbiamo garantire che il paese abbia un governo che si occupi dei problemi degli italiani», esorta la vice capogruppo dell’Ulivo alla Camera.

Ed è quello che fa, confortato dai suoi dell’ufficio politico. Anzi è l’Udeur che chiede un «chiarimento politico definitivo» dopo aver rimarcato che «con crescente intensità, una componente della maggioranza parlamentare ritiene profondamente sbagliata la politica giudiziaria dell’intero Governo». Un chiarimento che Mastella esige subito da Prodi, cioè già nel consiglio dei ministri che dovrebbe esserci oggi pomeriggio. Altrimenti è crisi.

Un’eventualità che Lamberto Dini in una intervista a il Giornale non vede come il fumo negli occhi: «Se cadesse non ne farei un dramma». E neanche Willer Bordon. Anzi, il senatore che era stato inserito nella lista dei parlamentari più incerti sul dare o meno l’appoggio a Prodi, prevece che «il governo avrà vita breve, le biglie sono tutte impazzite - dice -, non c’è percorso. Da Catanzaro arrivano carte che fanno perdere credibilità a Mastella e di conseguenza al governo. Ormai c’è un clima di insopportabilità nei confronti della situazione attuale». Bordon aggiunge: «io non sono un Ghino di Tacco, ma mi sono stancato della sclerotizzazione politica attuale, bisogna andare oltre gli schieramenti».

La destra già dà il governo oltre l’orlo del baratro. Umberto Bossi decide proprio stamattina di chiedere le elezioni anticipate con la legge attuate. E il neodc Gianfranco Rotondi lo segue: anche a lui del resto è sempre piaciuta la "legge porcata". Da parte sua Pierferdinando Casini, che solo ieri sembrava disposto a impegnarsi per una riforma elettorale in grado di ricalcare il modello tedesco di proporzionale con soglia di sbarramento, oggi è tranchant sulla tenuta della legislatura. «Il governo naviga ormai nel buio - dice il leader dell’Udc-. A questo punto mi auguro che Prodi si dimetta nelle prossime ore». Casini dice così ai cronisti al sole freddo di piazza Montecitorio. «Il governo - s’intrattiene - ha difficoltà enormi». Alla domanda se si debba andare subito al voto, si sgancia bofonchiando sui suoi convincimenti democratici su cui «non ha fatto mai confusione». Anche lui torna all’ovile dopo il suono del campanaccio del "pastore" Berlusconi?

Berlusconi vuole mandare «l’avviso di sfratto» a Prodi il prossimo 17 novembre. Bossi dice che c’è già «un’aria da fine di governo» in Parlamento. Casini ora si accoda. I colonnelli di An fanno il tifo.

* l’Unità, Pubblicato il: 23.10.07, Modificato il: 23.10.07 alle ore 15.44


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