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In principio era il Logos. Memoria della Libertà e Storia della Liberazione ...

PIETRO SCOPPOLA (1926-2007), "UN PADRE DELLA COSTITUZIONE". Dal suo lavoro di storico e di intellettuale, una viva lezione di metodo - a cura di Federico La Sala

samedi 27 octobre 2007 par Maria Paola Falchinelli
[...] "Nessun evento storico rilevante è un fatto in sé - spiegava sempre ai suoi studenti - neanche gli eventi singoli come la scoperta dell’America o, più recentemente, la caduta del Muro di Berlino : la loro rilevanza è frutto di una interpretazione successiva. Qual è il vero significato di un’affermazione del genere ? Forse che la conoscenza storica dovrebbe essere condannata all’arbitrarietà e all’infondatezza ? Uno dei maggiori filosofi del nostro tempo, Hans Georg Gadamer, ha, non solo (...)

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> PIETRO SCOPPOLA (1926-2007), "UN PADRE DELLA COSTITUZIONE". -- Gramsci, Togliatti, Berlinguer, e il costituzionalismo.

dimanche 16 juillet 2017

INDIVIDUO E SOCIETA’ E COSTITUZIONE, IERI COME OGGI. USCIRE DALLO STATO DI MINORITA’, APRIRE GLI OCCHI : C’E’ DIO E "DIO", PATRIA E "PATRIA", E FAMIGLIA E "FAMIGLIA" .....


Gianni Ferrara

Dov’è la dottrina comunista dello Stato

di Tommaso Edoardo Frosini (Il Sole-24 Ore, Domenica, 16.07.2017)

      • Gianni Ferrara, I comunisti italiani e la democrazia. Gramsci, Togliatti e Berlinguer, Editori Riuniti, Roma, pagg. 210, € 15

A metà degli anni Settanta, Norberto Bobbio pubblicò un articolo nel quale poneva la domanda : esiste una dottrina marxista dello Stato ? Per poi argomentare una risposta sostanzialmente negativa. Adesso, Gianni Ferrara, insigne costituzionalista e già deputato indipendente del Pci, pubblica un libretto che si fonda sulla seguente affermazione : è esistita una dottrina marxista della costituzione e della democrazia. Con specifico riferimento al caso italiano, e grazie al contributo di tre leader comunisti : Gramsci, Togliatti e Berlinguer.

Certo, non è una tardiva risposta alla domanda di Bobbio ; ma non è nemmeno, come si sarebbe indotti a pensare, un déjà-vu : un libretto che rispolvera un passato nel tentativo di declinarlo al presente. Certo, c’è molta nostalgia nelle pagine di Ferrara e c’è anche l’orgoglio di sentirsi ancora parte di un mondo ideologico da tempo tramontato. Nella convinzione, giusta o sbagliata, che la lotta per la democrazia in Italia è stata, e tutta intera, la storia del Partito comunista italiano. Rivendicazione coraggiosa ma debole, che valorizza oltremodo una teoria politica ponendola in maniera egemone rispetto alle altre. Sebbene la storia abbia dato chiaramente indicazioni diverse. Sebbene le società siano cresciute e si siano sviluppate nel solco del liberalismo, quale teoria politica della società aperta.

La dottrina politica di Gramsci ha davvero influenzato la nascita della democrazia in Italia ? Direi proprio di no. L’idea dell’egemonia gramsciana, quale combinazione di forza e consenso e di direzione intellettuale e morale, si mostra come contrapposta al concetto di pluralismo e libertà, perché comprime lo sviluppo dell’individuo costringendolo in un perimetro ideologicamente chiuso, da rappresentarsi in forma diretta e solo per il tramite del partito politico, quale moderno principe. Vale la pena quantomeno di ricordare come, qualche anno prima, Tocqueville avesse chiaramente raccontato la democrazia come libero associazionismo.

La dottrina politica di Togliatti ha davvero influenzato la nascita della democrazia in Italia ? Pur senza negare il contributo fattivo del leader comunista ai lavori della Costituente e quindi al formarsi della Costituzione in Italia, anche qui esprimerei un giudizio di riserva. Ferrara afferma che Togliatti era un fine giurista, come Marx e come Lenin.

Dichiarazione tutta da dimostrare, se è vero come è vero, per dirla con le parole di Calamandrei, Togliatti avrebbe voluto una Costituzione come « un manifesto di propaganda ed anche un po’ predica ». Innegabile il suo impegno per la ricerca del compromesso fra culture politiche, la sua ambizione a essere un “rivoluzionario costituente”, ma soprattutto la sua battaglia nel voler fare della democrazia italiana la via al socialismo, e quindi nella direzione generale di una trasformazione economica socialista. Il “fine” giurista, però, non seppe cogliere l’importanza della Corte costituzionale, che definì una “bizzarria”, e i suoi compagni di partito addirittura “un grave atto di lesa democrazia”, quale invece fondamentale baluardo contro la tirannia della maggioranza e per l’affermazione e tutela dei diritti di libertà. Sul punto, mi sembra che Ferrara sia un po’ sbrigativo.

La dottrina politica di Berlinguer ha davvero influenzato la nascita e lo sviluppo della democrazia in Italia ? Qui la valutazione deve essere più ponderata. Per il suo apprezzabile impegno ad affermare il principio dell’assoluta indipendenza e sovranità di ogni Stato socialista e di ogni partito comunista. Che si risolse con un progressivo distacco del partito comunista italiano da quello sovietico. E nella costruzione di una democrazia italiana sempre più dinamica per favorire le condizioni per un graduale passaggio al socialismo, sebbene attraverso un “blocco storico”, ovvero la conquista del potere da parte di un blocco di forze politiche e sociali, di cui il partito è parte. Torna, qui, l’idea di egemonia oppositiva al pluralismo e alla libertà.

Ferrara la chiama, sulla scia di Togliatti, « democrazia progressiva » : concetto un po’ vago, a ben vedere, che si identifica con quello di forma di Stato, cioè l’insieme di apparato gius-politico e di comunità umana, come insieme di due entità collegate. Uniti nella lotta per la via italiana al socialismo, per una teoria politica del marxismo. Una lotta, come esplicitato nelle ultime pagine del libro, da muoversi contro la « cappa composta dai Trattati europei », contro un’Europa che si assume essere fonte di diseguaglianze e compressioni sociali. Senza tenere conto, però, che questa Europa, piaccia oppure no, ci ha finora dato la cosa più importante : la pace fra i popoli. E ci ha garantito la libertà : certo, anche economica. Alla domanda di Bobbio, esiste una dottrina marxista dello Stato ?, si può oggi agevolmente rispondere che esiste solo una dottrina liberale dello Stato, che si chiama costituzionalismo.


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