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CONTRO OGNI DELEGITTIMAZIONE, A CLEMENTINA FORLEO, CITTADINA SOVRANA E MAGISTRATA CORAGGIOSA, IL RICONOSCIMENTO DEL "PREMIO BORSELLINO PER L’IMPEGNO SOCIALE E CIVILE" - a cura di pfls

martedì 30 ottobre 2007 di Maria Paola Falchinelli
[...] Il giudice ricorda Paolo Borsellino: «Il suo messaggio è più che mai attuale: non cedere al ricatto dei poteri forti, qualunque colore abbiano e dietro qualunque colore si nascondano». L’esordio carica la platea. «Paolo Borsellino sappiamo come morì e quali furono gli eventi che precedettero la sua morte. Fu screditato e delegittimato purtroppo anche dai suoi colleghi e dalle forze dell’ordine. Denunciò che le indagini si stavano arenando e che il pool si stava sfasciando». Un (...)

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> CONTRO OGNI DELEGITTIMAZIONE, A CLEMENTINA FORLEO, CITTADINA SOVRANA E MAGISTRATA CORAGGIOSA, IL RICONOSCIMENTO DEL "PREMIO BORSELLINO PER L’IMPEGNO SOCIALE E CIVILE" --- "Sono pronta a essere sentita". Lo ha detto il gip di Milano Clementina Forleo alla notizia che la prima commissione del Csm ha chiesto al Comitato di presidenza di aprire un fascicolo riguardante le circostanze da lei denunciate.

martedì 30 ottobre 2007

Ansa» 2007-10-30 20:20

CASO FORLEO, COMMISSIONE CSM: APRIRE FASCICOLO

ROMA - Finiscono al Csm le denunce del gip di Milano Forleo che ha rinunciato alla scorta dicendo che non si sentiva protetta a causa di "pressioni" provenienti da "ambiti istituzionali" e da "condotte attive e omissive" anche da "taluni esponenti" dell’Arma dei carabinieri. La prima Commissione di Palazzo dei marescialli ha chiesto al Comitato di presidenza, cioé all’organo di vertice del Consiglio presieduto da Nicola Mancino, l’apertura di un fascicolo su quelle dichiarazioni. Se il Comitato darà il via libera l’intenzione dei consiglieri è quella di convocare quanto prima, magari già la prossima settimana, il magistrato milanese per sentire le ragioni che l’hanno indotta a fare quelle dichiarazioni. Rinunciando alla scorta che oggi le è stata riconfermata Forleo ha scritto al prefetto di Milano: "Il tentativo di delegittimarmi non proviene dalla piazza ma da taluni esponenti delle istituzioni".

Già domani è prevista una riunione del Comitato di presidenza del quale fanno parte oltre a Mancino il primo presidente Vincenzo Carbone e il procuratore generale della Cassazione Mario Delli Priscoli. E dunque già domani potrebbe arrivare l’ ok all’apertura del fascicolo. Un via libera che qualcuno a Palazzo dei marescialli dà già quasi per scontato, dando per certo che la prossima settimana in Prima Commissione sarà all’ordine del giorno il caso Forleo. Non dovrebbe incidere neppure l’assenza del presidente della Commissione Antonio Patrono, che sarà tutta la prossima settimana all’estero per impegni legati all’attività del Csm: l’audizione del gip milanese si potrebbe ugualmente tenere, perché comunque la Commissione agirebbe nella pienezza dei suoi poteri e perché c’é urgenza di capire, spiegano a Palazzo dei marescialli, le ragioni di parole così pesanti.

FORLEO: PRONTA A ESSERE SENTITA DAL CSM

"Sono pronta a essere sentita". Lo ha detto il gip di Milano Clementina Forleo alla notizia che la prima commissione del Csm ha chiesto al Comitato di presidenza di aprire un fascicolo riguardante le circostanze da lei denunciate


FORLEO: SCORTA CONFERMATA, LEI LA RESPINGE AL MITTENTE

Il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza le conferma la scorta e lei, dieci minuti dopo, la rifiuta, mentre la Prima commissione del Csm chiede che sia aperto un fascicolo sui fatti che ha denunciato. E’ l’ennesimo capitolo della contrapposizione tra il gip di Milano Clementina Forleo e "taluni esponenti istituzionali", in particolare dell’Arma dei carabinieri, questi ultimi, a suo dire, autori di "condotte attive e omissive" riguardo le sue denunce su minacce subite da lei e dai suoi famigliari, prima della tragica morte di sua madre e suo padre nell’estate del 2005 in un incidente stradale. In mattinata, il Comitato ha deciso, al termine di una riunione convocata appositamente fra il Prefetto Lombardi, i vertici milanesi delle forze dell’ordine e il procuratore generale Mario Blandini, che la scorta non deve essere revocata. Ma la replica del magistrato è stata immediata: "Non possono costringermi a salire su una macchina di scorta".

"Attendo, infatti - ha aggiunto - spiegazioni su quanto da me denunciato". Ovvero spiegazioni, per esempio, su quell’esposto di un tenente dei carabinieri di Brindisi su presunte interferenze da parte del gip sulle indagini riguardanti le minacce ricevute dai genitori. Un interessamento che il giudice milanese spiega con un’inerzia nelle indagini. C’e poi una lettera, inviata dalla Forleo all’amico ed ex collega Ferdinando Imposimato, in cui sarebbero contenute le "pressioni" da "ambienti istituzionali" che lei avrebbe subito in occasione di decisioni cruciali nell’inchiesta Antonveneta, in particolare quando doveva stabilire la sorte delle trascrizioni delle telefonate che vedevano coinvolti parlamentari (tra questi Massimo D’Alema, Piero Fassino, Romano Comincioli e Salvatore Cicu). Sarebbero, però, quelle, circostanze che non integrerebbero vere e proprie ipotesi di reato. Niente scorta, quindi, ripete la Forleo ma i carabinieri continueranno a garantirle protezione. E se il giudice non salirà sull’auto di servizio - come ha fatto da sabato - i militari la seguiranno nei suoi spostamenti, secondo quanto ha stabilito il Comitato. In serata è poi venuta la decisione della Prima commissione del Csm che, se accolta dal Comitato di presidenza, comporterà che Clementina Forleo sia sentita sui fatti che ha denunciato.

Una soluzione che il giudice accoglie prontamente: "Sono pronta ad essere sentita", spiega dopo una giornata trascorsa in udienza per una causa di colpa medica, mentre un milanese ha sostato per un po’ davanti al suo ufficio per presentare una denuncia per una sua vicenda, prima che il cancelliere del giudice gli spiegasse che gli esposti vanno presentati altrove. Oggi c’é stata anche una reazione da parte dell’Anm milanese: "L’associazione magistrati di Milano sulle denunce di Clementina Forleo ha scelto il silenzio perché si è ritenuto di usare un criterio di equilibrio e prudenza a cui ciascuno di noi dovrebbe uniformarsi per evitare interferenze e giudizi sbilanciati", ha detto il suo presidente, il pm Luca Poniz.


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