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Eu-ropa ed Eu-angelo. Una Riforma cosmologica ...

GIORDANO BRUNO, LE "TRE CORONE" E IL VANGELO ARMATO. Nuccio Ordine rilegge la grande opera di Bruno (e fa intravedere impensate connessioni con Dante, Boccaccio, Lessing e noi, tutti e tutte). Intervista di Maria Mantello - a cura di Federico La Sala

"Lo Spaccio de la bestia trionfante" - all’ordine del giorno!!!
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[...] Essere relativisti, secondo una vulgata costruita ad uso e consumo dei dogmatici, vorrebbe dire mettere tutto sullo stesso piano, rinunciare alla ragione, disprezzare la scienza, coltivare l’irrazionalismo, discreditare l’universale, negare l’esistenza di ogni valore. Un identikit nel quale nessuno degli oppositori delle “chiese” e i dei loro dogmi, munito di buon senso, si riconoscerebbe. Come si può essere sostenitori della verità assoluta e poi proporre un dialogo (...)

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> GIORDANO BRUNO, LE "TRE CORONE" --- Nessun capo è assoluto, solo la diversità ci salva. Giordano Bruno, e l’etica attiva Aldo Masullo.

giovedì 14 aprile 2016


Giordano Bruno, a firma di Aldo Masullo. Nessun capo è assoluto, solo la diversità ci salva

di Salvatore Balasco (Agenzia Radicale, 17 Febbraio 2016)

Giordano Bruno ci avvia alla grande riflessione etica della modernità, che poi con Emanuele Kant si compie. L’inaudita idea cosmologica bruniana della pari dignità di tutti i centri porta in sé implicita l’idea kantiana del nesso emancipazione-responsabilità.

A rimarcarlo è il filosofo Aldo Masullo, nel libro ’Giordano Bruno maestro di anarchia’, oggi in libreria per le Edizioni Saletta dell’Uva (Caserta, pp. 120, euro 10.

Il volume, che esce proprio nell’anniversario del rogo di Campo dei Fiori (17 febbraio 1600), è pubblicato nella Collana ’Le uova del Drago’ diretta da Gerardo Picardo, e presenta quattro approfondimenti sul pensiero inquieto del Nolano: ’Il confusissimo secolo’, ’Il mondo rinversato’, ’Convertiamoci alla giustizia’ e ’Il Bruno di Gentile e una critica di Sasso’.

In queste pagine di grande intensità, Masullo indaga il pensiero di un filosofo che gli ha fatto sempre compagnia. Ragione e fondamento della responsabilità non è il passato ma il futuro: il pensiero che dalla nostra decisione dipende il futuro non solo nostro ma di altri, o addirittura dell’umanità intera.

Scrive il professore emerito di Filosofia morale all’Università di Napoli: "La filosofia di Bruno, secondo cui ogni luogo dell’infinito universo è centro, e ogni uomo, in quanto vita di ragione, dunque libero, ha pari dignità con ogni altro, è la base speculativa dell’idea politica della democrazia. Tutti liberi in forza della ragione, che li caratterizza come uomini, gli individui sono costitutivamente comunicanti ossia, come scrive Bruno nello Spaccio della bestia trionfante, partecipi del «campo del Convitto, Concordia, Communione». Insomma l’umano è contrassegnato dalla non separatezza degl’individui, dalla loro relazione".

Il Nolano pensa insieme l’idea cosmologica e il principio etico, che fondano la modernità politica, la forma democratica dell’ordine civile. Per lui ogni individuo umano, in quanto centro irriducibile tra infiniti centri irriducibili, con cui non può non essere sempre aperto a comunicare, è portatore di responsabilità piena. Ma proprio perciò nessun capo è assoluto. L’ordine umano è anarchico.

C’è ordine in una società, solo quando tutte le diversità sono ugualmente rispettate. La dignità umana comporta il rifiuto dell’unità e la ricerca dell’unione.

Capire Bruno è capire il suo tempo espresso nei suoi pensieri. Ma, poiché nel capire noi pensiamo secondo il nostro tempo, così com’esso nei nostri pensieri si esprime, una ed una sola criticamente legittima ‘attualizzazione’ di Bruno si può concepire, ovvero il confronto tra i suoi pensieri del suo tempo e i nostri pensieri del nostro tempo.

Allora, dato che il tempo di Bruno è la «crisi radicale», in cui nacque la modernità, e il nostro tempo la «crisi radicale», in cui la modernità agonizza, va attentamente considerato se possano cogliersi strutture problematiche di fondo, comuni - non certo per identità ma per analogia - all’uno e all’altro tempo, di volta in volta espresse nei pensieri di Bruno e nei nostri pensieri.

Nel caso in cui tali strutture effettivamente si presentassero, Bruno per noi non più soltanto rappresenterebbe un forte personaggio storico - pensatore geniale, strenuo polemista, radicale innovatore, raro carattere d’intellettuale fermezza (eroico, o forse patetico in un mondo di accomodante nicodemismo) - ma si rivelerebbe, nel suo tempo, il compagno di tutti noi, nel nostro tempo.

Il pensiero di Bruno è il canto della ragione, la quale non può rinunciare alla prospettiva in cui la sua essenza consiste. Se non pensiamo la questione dei ‘diritti umani’ come centrale struttura problematica del presente, non possiamo comprendere il nostro tempo nei nostri pensieri.

Tra la struttura problematica del tempo di Bruno, in cui egli pensa la ragione intendendola come paritaria dignità degl’infiniti centri di soggettività, e la struttura problematica del tema dei ‘diritti umani’, in cui noi oggi pensiamo il nostro tempo, l’analogia è evidente. È questo uno dei motivi per cui Bruno, nel suo tempo, ci è compagno, nel nostro tempo.

Salvatore Balasco


SCHEDA:*

Giuseppe Cantillo & Mariapaola Fimiani, Il fondamento nascosto. L’etica attiva di Aldo Masullo

Nell’immaginato Dialogo di Giordano Bruno e un Procuratore di Stato Aldo Masullo fa dire al Nolano: «Il generale buon senso non sempre è buono. Può essere bonario, accomodante, ma non perciò buono, ossia vero. La filosofia non è che l’esercizio della libertà del pensiero. Non pretende di possedere il vero, ma non si stanca di smascherare e denunciare il falso, e così rendere più libero l’uomo. Ma questo la rende invisa al potere».

In queste proposizioni affiorano già alcuni dei principi cardine della filosofia di Masullo esposti in questo libro: la filosofia come pensiero critico, irriducibile a strumento del potere, il nesso profondo di verità e bene, vale a dire una concezione «esistenziale», «non teoreticistica» della verità, intesa come la ricerca sempre aperta del «fondamento nascosto», della «relazionalità originaria», su cui poggia la dimensione etica, la responsabilità del soggetto di corrispondere all’appello dell’altro. Mantenendo vivo il fuoco del fondamento la filosofia si fa «etica attiva», il cui compito è sottrarre l’uomo all’angustia delle regole e dell’abitudine, per riaprire lo spazio al novum e alla «dialettica [che] è Eros, amoroso desiderio dell’originario, del vivo comunicare, e lotta contro ogni forza che tenta di corromperlo e di soffocarlo»: sfida estrema per difendere la libertà dinanzi al pericolo dello smisurato dominio della tecnica.

Giuseppe Cantillo & Mariapaola Fimiani, Il fondamento nascosto. L’etica attiva di Aldo Masullo, Orthotes Editrice, Napoli-Salerno 2016, 120 pp., 15 euro (collana: Ethica)


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