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ITALIA. SCOPERTA ARCHEOLOGICA. Nelle acque dello Stretto tra Reggio Calabria e Messina le pietre che ascoltarono la prima predica di San Paolo - a cura di pfls

sabato 24 novembre 2007 di Maria Paola Falchinelli
[...] Secondo documenti del VII-VIII secolo, l’arrivo di San Paolo a Reggio, testimoniato dagli Atti degli Apostoli, avvenne in quel luogo proprio durante le feste in onore di Artemide Fascelide. In quell’occasione l’Apostolo avrebbe chiesto di potere predicare l’evangelo di Cristo agli abitanti. Richiesta esaudita, ma a una condizione: il tempo a disposizione di San Paolo sarebbe stato scandito da una candela posta sopra una colonna rotta del tempio [...] (...)

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> ITALIA. SCOPERTA ARCHEOLOGICA. --- IL VOLTO DI SAN PAOLO ... scoperta a Roma nelle catacombe di Santa Tecla sulla via Ostiense a Roma la più antica immagine di San Paolo.

domenica 28 giugno 2009

Meraviglia per la sua suggestiva espressione

Ecco il volto di San Paolo: scoperta a Roma la più antica icona dell’apostolo delle genti

ultimo aggiornamento: 27 giugno, ore 17:09

Città del Vaticano - (Adnkronos) - Durante i restauri nelle catacombe romane di Santa Tecla il laser ha messo in luce il volto severo e ben riconoscibile di Paolo di Tarso, circondato da uno sfavillante clipeo giallo oro su rosso vivo

Città del Vaticano, 27 giu. - (Adnkronos) - E’ stata scoperta nelle catacombe di Santa Tecla sulla via Ostiense a Roma la più antica immagine di San Paolo. A rilevare la clamorosa scoperta archeologica avvenuta solo qualche giorno fa è l’Osservatore romano di oggi, che spiega come il ritrovamento sia avvenuto il 19 giugno durante i restauri nelle catacombe romane di Santa Tecla coordinati dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

’’Mentre si procede a un lento e accurato restauro della decorazione pittorica di un cubicolo delle catacombe romane di Santa Tecla sulla via Ostiense - si legge nel servizio del quotidiano vaticano - una sensazionale scoperta impressiona gli archeologi che seguono il lavoro da più di un anno. Nella mattinata il laser mette in luce il volto severo e ben riconoscibile di san Paolo, tra i più antichi e i più definiti che ci abbia consegnato la civiltà figurativa dell’antichità cristiana. Anzi, per le sue caratteristiche può essere considerato la più antica icona dell’apostolo finora conosciuta’’.

’’Il volto - spiega il quotidiano della Santa Sede - circondato da uno sfavillante clipeo giallo oro su rosso vivo, emoziona per il suo graffiante espressionismo e appare come un’icona forte ed eloquente dell’Apostolo delle genti, un volto d’epoca, che ci accompagna verso quella missione che la Chiesa di Roma, tra il IV e il V secolo, affida alla figura di Paolo nella conversione al cristianesimo degli ultimi pagani’’.

Quindi l’Osservatore racconta: ’’Altre immagini di san Paolo erano note nelle catacombe e nei sarcofagi romani, ma il busto appena scoperto meraviglia per la sua suggestiva espressione e ha lasciato senza fiato i restauratori, che hanno interrotto subito il loro lavoro, come intimiditi da quello sguardo antichissimo, da quella fisionomia che spuntando dall’oscurità della catacomba emoziona e folgora chi la contempla.

Il giorno della scoperta, nonostante l’avvicinarsi del fine settimana, i responsabili della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra sono accorsi immediatamente presso il sito archeologico e hanno potuto verificare la straordinaria importanza della scoperta. Per questo, anche se il restauro è in corso, hanno deciso di anticipare la notizia del rinvenimento’’.

’’In questi giorni - si legge ancora - i restauratori hanno continuato il loro lavoro e hanno meglio evidenziato i tratti del busto dell’apostolo, ma hanno anche effettuato altre importantissime scoperte. E altre se ne prevedono per le prossime ore e per i mesi a venire’’.

’’Il tondo di Paolo, infatti - afferma il quotidiano vaticano - si colloca nella volta del cubicolo, dove attorno al clipeo campito del Cristo Buon Pastore sono sistemati quattro altri tondi che accolgono, a loro volta, i busti di quattro personaggi. Tra questi sono ben riconoscibili quelli relativi a Paolo, appena scoperto, e a Pietro, riapparso proprio in queste ultime ore, mentre gli altri due, pur caratterizzati nell’età e nella fisionomia, potrebbero riferirsi ad altrettanti apostoli, ovvero a due santi intercessori o, infine, a due defunti’’.

Tuttavia ’’il volto piè espressivo ed emozionante è sicuramente quello di Paolo, situato nel tondo posto a sinistra, rispetto all’ingresso. Dal momento che l’imago clipeata rappresenta una raffigurazione devozionale scelta dalla famiglia dei defunti per proteggere il loro cubicolo, il busto di Paolo può essere considerato la piu’ antica icona dell’apostolo finora rinvenuta, nel senso che dal livello evocativo si passa a quello del culto’’.

’’Non dimentichiamo - prosegue il testo - che a poche centinaia di metri si innalzava la celebre basilica dedicata nello scorcio del IV secolo all’Apostolo delle genti dagli imperatori Valentiniano II, Teodosio e Arcadio, costruita sulla memoria apostolica, gia’ monumentalizzata nel 324 da Papa Silvestro e voluta da Costantino’’.


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