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Storia e Memoria. A gloria eterna del Galileo della Galilea, di Dante, e di Galileo Galilei ...

L’ITALIA, LA SPERANZA, L’ENCICLICA DEL PAPA ("Spe salvi"), BENIGNI, BERLUSCONI, VELTRONI, E I FILOSOFI. Tempi moderni. Un commento di Furio Colombo - a cura di pfls

domenica 2 dicembre 2007 di Maria Paola Falchinelli
[...] In un periodo della storia in cui 31 Stati americani vietano per legge l’insegnamento dell’evoluzionismo darwiniano, il presidente degli Stati Uniti proibisce - come in Italia - l’uso dei fondi pubblici per le ricerche sulle cellule staminali, mentre aumenta - ci dicono lo stesso giorno, gli stessi giornali e telegiornali - il contagio dell’Aids nel mondo, lo stesso mondo in cui la stessa Chiesa e lo stesso Papa vietano come immorale l’uso dei preservativi, ci può dire il professor (...)

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> L’ITALIA, LA SPERANZA, L’ENCICLICA DEL PAPA, BENIGNI, BERLUSCONI, VELTRONI, E I FILOSOFI. Tempi moderni ------- Avanti ... verso il passato (di Rosario Amico Roxas).

lunedì 3 dicembre 2007

Avanti...verso il passato

di Rosario Amico Roxas

La mancanza di idee porta alla ricerca di ciò che è stato, come rifugio da una realtà che non si capisce o non si vuole accettare; così si prosegue “avanti...verso il passato”.

Le istituzioni, che dovrebbero pilotare il popolo verso una integrazione con la nuova realtà, in un itinerario di ri-socializzazione, preferiscono talune certezze ormai passate per evitare il confronto con le ipotesi del futuro.

Tra passato e futuro si vive un presente di incertezze, di rabberciate condizioni che non soddisfano nessuno e generano malcontenti, proteste, quasi anticipazioni di rivolte di palazzo.

Così viene reinventato il più nuovo e più moderno approccio alle mutate condizioni di vita.

Ma come?

In campo laico ci pensa Berlusconi, dopo avere constatato il fallimento dello scontro muro contro muro; arrampicandosi sugli specchi tenta di ri-presentare la sua immagine come quella del messia del nuovo millennio, creando, con uno slancio mediatico dall’alto di un predellino di autovettura, quel “nuovo” partito che dovrebbe gestire le sorti nazionali “per i prossimi decenni”.

Caspita !!!!

Dov’è la novità del terzo millennio?

Starebbe nel capovolgimento della piramide; non più una base che elegge un vertice e poi lascia fare, ma una base chiamata “popolo della libertà” che vive le sue scelte e vi partecipa attivamente.

Si tratta di un appello populista finalizzato ad avere una solida base su cui edificare un nuovo castello incantato dei sogni ad occhi aperti. Ma l’appello populista lo fecero in tanti, con esiti disastrosi; fu appello populista quello di Hitler, quello di Mussolini, quello di Stalin e Lenin; furono ipnotiche illusioni i bagni di folla e l’esaltazione collettiva, generando lo spettacolo di una vocazione plebiscitaria al suicidio collettivo.

Un populismo chiamato a raccolta in nome della LIBERTA’, la quale, a sua volta, condiziona l’UGUAGLIANZA fra tutti i cittadini, cementata dal sentimento della FRATELLANZA che dovrebbe accumunare i popoli.

Sbaglio oppure ho già sentito questo trinomio ? E’ tutta qui la novità del terzo millennio che dovrebbe gestire i prossimi decenni ?

In campo religioso le novità sono ancora più accentuate. Con la sua prima enciclica !”Deus est Caritas”, Benedetto XVI ha esaltano la CARITA’ , ma più per stimolare un moto emotivo di partecipazione alle altrui esigenze, che per riconoscere “i diritti dei poveri” e delle nazioni sfruttate e violentate per sottrarre loro le materie prime di cui dispongono, come già aveva fatto Paolo VI e aveva proseguito a fare Giovanni Paolo II.

La seconda enciclica è dedicata alla SPERANZA, che sarebbe il solo viatico nell’itinerario verso DIO. Attendiamo la terza enciclica che parlerà certamente della FEDE, così abbiamo completato la trilogia delle “novità” del terzo millennio !

Mi pare proprio che siamo precipitati nella più fondamentalistica restaurazione, con un triplice salto mortale all’indietro, e lo tocchiamo con mano.

Da parte del Vaticano di Ratzinger il Concilio Ecumenico Vaticano II appartiene ad un passato troppo recente per essere tenuto in considerazione; risulta più efficace riproporre le formulazioni tridentine anche nella esteriorità delle funzioni sacre; così l’appello viene rivolto a Pio V , il pontefice santificato per non identificati meriti.

· Infatti, dopo i primi anni di regno, scacciò le cortigiane dalle stanze vaticane (ma se le scacciò vuol dire che c’erano ! E cosa ci facevano nella Casa di Dio ?).

· Punì con grandissima severità il peccato di fornicazione, comminando esemplari punizioni corporali pubbliche, e per i recidivi il purificatore rogo, ma non risulta che mai un prelato, un monsignore, un vescovo, un cardinale, abbia subito i rigori delle legge, anche se nelle stanze vaticane bivaccavano le cortigiane.

· Proibì, con bolla papale, alle monache di tenere nei conventi cani di sesso maschile per evitare peccaminosi incontri contro natura.

· Punì con il rogo anche menestrelli colpevoli di scrivere versetti nei quali stigmatizzavano le manchevolezze pontificie.

· Fu il più grande persecutore degli ebrei che scacciò da tutti i ghetti dello Stato Pontificio, tranne a Roma dove dovettero stiparsi in un unico quartiere e rendersi riconoscibili. A Bologna gli ebrei dovettero fuggire portandosi appresso i cadaveri esumati dei loro cari, perché l’ordinanza prevedeva la distruzione di tutto ciò che poteva ricordarli. Anche a Milano il cardinale Borromeo impose agli ebrei un timbro giallo sulla pelle, ben visibile ,prima di scacciarli dalla città. Meraviglia solo come mai Hitler non abbia pensato a indicare San Pio V come protettore della gestapo.

· Quindi culminò il suo papato organizzando le città marinare e il governo di Spagna in una alleanza temporanea per assaltare i turchi che si erano insediati nell’Asia minore, con la motivazione di voler liberare i luoghi santi e annetterli allo Stato Pontificio (cosa che non gli riuscì) e massacrandoli nella battaglia marinara di Lepanto, il tutto nel nome di Cristo, come se Cristo fosse venuto sulla terra a propagandare il “Dio degli eserciti”.

Così incombe la Restaurazione, ma per incapacità di reggere il confronto con un modo cresciuto, sviluppato, che necessita di dialogo e di integrazione fra i popoli e, innanzitutto, di un itinerario di ri-sociliazzazione, per prendere atto di una evoluzione che anticipa il futuro ed esserne attivamente partecipi.

Rosario Amico Roxas


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