A proposito di gay
di Aurelio Mancuso*
Se il Corriere della Sera ha voluto strumentalizzare ed estrapolare alcune affermazioni del ministro degli Esteri, fa bene D’Alema a precisare e ricostruire la vicenda così come lui l’ha vissuta. Rimane però il fatto che l’esponente del PD non recede sul suo giudizio sul matrimonio gay, e su questo cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. In primo luogo il movimento lgbt italiano ha sempre rivendicato la parità dei diritti per le persone omosessuali. Sarebbe, infatti, strano, che un movimento di liberazione come il nostro rinunciasse all’affermazione semplice e comprensibile, che le cittadine e i cittadini lesbiche, gay, trans sono uguali soggetti di diritto rispetto a quelli eterosessuali. Altra cosa è osservare, come sembra fare D’Alema, che in Italia ci siamo impegnati sui Pacs che segnaliamo era una nostra proposta! Nata dall’elaborazione giuridica e dalle nostre battaglie degli ultimi 20 anni. L’abbiamo donata alla politica e cosa è successo? È stata archiviata dal centro sinistra, che ha preferito ascoltare le interdizioni degli ambasciatori teodem, e paralizzare nei fatti ogni provvedimento degno di questo nome.
Come movimento abbiamo sempre detto, e se è sfuggito questa è l’occasione per ribadirlo, che sosteniamo una pluralità di istituti che risolvano problemi differenti fra loro: una legge sulle unioni civili, cui possano accedere coppie etero ed omosessuali, che decidono di non sposarsi e che credono giusto riconoscersi alcune tutele reciproche; una legge per l’estensione del matrimonio civile, o istituto equipollente, che riconosca i diritti e doveri cui oggi accedono solo le coppie eterosessuali.
Questa posizione, non è avulsa alla realtà europea dove tre Stati hanno esteso il matrimonio civile alle coppie gay, otto Stati hanno creato ad un istituto ad hoc per le persone dello stesso sesso equiparato al matrimonio, in altri dieci Paesi sono in vigore invece per ora leggi simili o inferiori al Pacs.
Tutto ciò cosa significa? Che, al di là delle trappole giornalistiche, esiste un problema concreto in questo Paese: dirigenti del più grande partito del centrosinistra continuano a parlare di questioni oggettivamente non all’ordine del giorno (perché per adesso non alla portata) come le adozioni (Fassino nel dicembre dell’anno scorso) o le nozze gay (D’Alema due giorni fa), mentre non riescono neppure a far approvare una leggina come i CUS (che in qualche modo sono un pochettino meglio dei Dico) perché nel loro partito non c’è accordo.
Caro D’Alema ci permetti, quindi, di essere arrabbiati? Di sentirci presi in giro?
* Presidente nazionale Arcigay
* l’Unità, Pubblicato il: 07.12.07, Modificato il: 07.12.07 alle ore 9.10