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In principio era il Logos: Amore ("Charitas") - non il "Logo" costantiniano ("Deus caritas est", 2006)!!!

"PRO JUDAEIS" E "BLACK LIST"!!! CONTRO L’ANTISEMITISMO CATTOLICO E GENERALE RILANCIATO DA PAPA RATZINGER, A RICCARDO DI SEGNI, RABBINO CAPO DI ROMA, E A TUTTI GLI INSEGNANTI PIENA E TOTALE SOLIDARIETA’ - di Federico La Sala.

giovedì 14 febbraio 2008 di Maria Paola Falchinelli
AL DI LA’ DI TUTTO IL "LATINORUM" ("Deus caritas est" - un "lapsus" più che millenario) E DI TUTTE LE ILLUSIONI TRAGICHE DI PAPA RATZINGER, INDIETRO NON SI TORNA!!! Dio è "Charitas", Amore - in volgare (Dante)!!!
IL PROBLEMA E’ CHE NON SI VUOL CAPIRE CHE I "DI SEGNI" DEI "PERFIDI GIUDEI" DENUNCIANO (A MIO PARERE, OVVIAMENTE) SOLO LA BIMELLENARIA CECITA’ EDIPICA (LEZIONE DI FREUD) DELLA CHIESA "CATTOLICA" E DELLA STESSA struttura sociale (lezione di Manzoni!!!, e - dopo - anche di Marx). (...)

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> "PRO JUDEIS" E "BLACK LIST"!!! CONTRO L’ANTISEMITISMO CATTOLICO E GENERALE RILANCIATO DA PAPA RATZINGER, A RICCARDO DI SEGNI, RABBINO CAPO DI ROMA, E A TUTTI GLI INSEGNANTI PIENA E TOTALE SOLIDARIETA’ - --- Anche Benedetto Croce ebreo d’elezione (lettera di Franzo Grande Stevens)

mercoledì 13 febbraio 2008

LA LETTERA

Anche Croce ebreo d’elezione

FRANZO GRANDE STEVENS

Caro Direttore,

a proposito della black list dei 162 professori ebrei e del bell’articolo sul Suo giornale della prof. Chiara Saraceno che per reazione a questa vergognosa manifestazione di odio razziale, si sente come tanti di noi, «ebreo di elezione» voglio ricordare il comportamento che tenne Benedetto Croce.

Croce aveva rinunciato alla cattedra universitaria (come Pietro Giannone a Padova ed Enrico De Nicola a Napoli che non l’avevano accettata perchè nelle rispettive discipline del diritto civile e del diritto penale non si ritenevano «all’altezza»). Tuttavia faceva parte dell’Istituto veneto di scienze lettere ed arti e in tale qualità a seguito delle leggi razziali del 1938 ricevette un questionario da riempire per dichiarare se fosse oppure no ebreo. Egli rispose da Pollone (Biella) al presidente dell’Istituto con la seguente lettera: «Gentilissimo Collega, ricevo oggi qui il questionario che avrei dovuto rimandare prima del 20. In ogni caso, io non l’avrei riempito, preferendo di farmi escludere come supposto ebreo.

L’unico effetto della richiesta dichiarazione sarebbe di farmi arrossire, costringendo me che ho per cognome CROCE, all’atto odioso e ridicolo insieme, di protestare che non sono ebreo proprio quando questa gente è perseguitata ...»

L’esperienza vissuta c’insegna che non soltanto non bisogna essere vili ma non dobbiamo neppure essere pigri ed indifferenti e dobbiamo reagire invece a questi atti gravissimi ricordando che la nostra lungimirante Costituzione vieta qualsiasi discriminazione per «sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali».

* La Stampa, 12/2/2008


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