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Melchiorre Gerbino, Federico La Sala o Luigi Lombardi Vallauri? Un pezzo che dimostra la buona fede della Voce e la sua piccola intenzione di garantire un certo, anche pericoloso, pluralismo

Sul Novecento, anche recente, una summa di fatti e pensieri, congetture e opinioni
lunedì 24 ottobre 2005 di Emiliano Morrone
di Melchiorre Gerbino
Giovanni XXIII, ’Il Papa Buono’, all’anagrafe Angelo Roncalli,fu colui che imbastì l’affare che avrebbe sbilanciato gli equilibri del mondo da com’erano stati stabiliti a Yalta. In occasione delle elezioni presidenziali USA del 1960, ’Il Papa Buono’ avrebbe fatto riversare sul candidato John F.Kennedy tutto il ’voto cattolico’, cioè il voto di quei cittadini statunitensi di confessione cattolica che sottoponendosi alla pratica della ’confessione’ finiscono per essere (...)

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domenica 30 ottobre 2005

DI QUALE CONTESTAZIONE PARLA GERBINO ?

Di secolo in secolo cristiani e musulmani si sono uccisi: conquiste arabe, espansionismo musulmano, crociate per difendere i pellegrini in Terra santa, “Reconquista” spagnola, conquiste ottomane, raid di corsari barbareschi, saraceni o europei, conflitti durante l’espansione coloniale dei paesi Europei e delle guerre d’indipendenza, ritorno sancito dall’ONU del popolo ebraico nella terra d’Israele - dov’è rinato uno stato circondato dalle lugubri dittature mediorientali - che impediscono, tra l’altro, che i Palestinesi abbiano un loro Stato e li tengono da tre generazioni vittime del vittimismo organizzato dagli estremisti islamici.

Tutto ciò ha profondamente ferito e il mondo cristiano, e il mondo ebraico e il mondo musulmano, , che però - a differenza di quello cristiano - ha covato un odio per le sconfitte subite e non ha dimenticato le proprie ambizioni, rinfocolate dalla ricchezza petrolifera di cui lo ha gratificato Allah, dalla caduta del muro di Berlino che ha segnato la fine dell’equilibro dei blocchi contrapposti, e dalla vittoria, in Iran, della rivoluzione islamica di Khomeini che - ripresa oggi dal regime di Amhadinejad, dei mullah e dei giovanissimi appartenenti alla seconda generazione rivoluzionaria conosciuti come l’Abadgaran - gli “sviluppatori” - molto influenti nel parlamento iraniano, il Majlis. - oggi minaccia il mondo e vira al disastro.

L’ islam politico non è solo una religione ma una rivoluzione planetaria, giovanile, verdeggiante, a un tempo oppressiva ed esaltante, che - come si dice facciano i cammelli - non dimentica, non trova un sano equilibrio fra dimenticanza e oblìo, e soprattutto non conosce la parola “compromesso” e non perdona; muovendosi - a corto circuito con forti cariche simboliche - secondo un’altra logica: quella del risentimento, della vendetta e dello squilibrio del terrore, che fa uscir fuori il tempo dai suoi cardini.

La peste verde, o il cancro islamista, se preferite, ha abolito l’orologio della grande storia mondiale e vive, sfolgora ed esplode in un altro tempo: quello delle occasioni ( per colpire ora un albergo, ora le torri, ora un centro di vacanze, ora un mercato, una metropolitana, un bar o un pezzo di Pentagono).

Quello islamista è un network di sfigati, di semiacculturati e di semintellettuali che si nutre di una vera e propria “disperazione di massa”, specialmente di quella islamica al contatto con la modernità. Il network in movimento ormai globalizzato vive nel tempo delle ritorsioni e delle più crudeli e spettacolari esazioni - con un andamento che è più da guerra civile che da rivoluzione, minacciando di continuare così per lunghi anni a venire fra piccole e grandi spirali di violenza e brutalità così com’è cominciata all’interno del mondo islamico e poi tra fratture del mondo.

A parte l’accenno alla dea Kalì, mi sembra che sia proprio di questo movimento islamista dotato di metodi crudeli e di obiettivi fallaci oggi Gerbino faccia foscamente l’elogio, scambiandolo per una nuova Contestazione, quando così profetizza : “... E La Contestazione colpirà. La nuova generazione occidentale non si farà arruolare in una guerra mondiale, strisciante sulle materie prime del pianeta, come vorrebbero il Vaticano e le multinazionali... La Contestazione si sta risvegliando. (...) E non saranno tutti come me, che malgrado tutto m’impongo di essere non violento. Di molti di loro sarà implacabile l’odio e terribile il furore. Tremino quanti hanno abusato dell’innocenza de La Contestazione, quand’essa era armata di fiori! Moriranno 99 volte di terrore e d’angoscia, prima che sarà bussato alla loro porta... Poi La Contestazione si propagherà tra la massa e si manifesterà come raptus omicida: ammazza l’assassino, visto che ce l’hai a portata di mano, e vatti a distendere con tua moglie 15 gg. alle Seychelles!... Si manifesterà come spontaneismo giustiziere: estrai la pistola dalla fondina e sparagli in testa al presidente golpista, mentre sulla portaerei ti sta a fare il discorsetto sull’esportazione della democrazia!... E chi la potrà fermare?!... Chi potrà prevedere cosa farà chi?!... ”..

Le parole non lasciano adito a dubbi: l’intero brano è percorso da quella certezza fosca e insieme arruffata che il terrorismo islamista sia se non una ripresa della Contestazione un suo maligno ma inevitabile avatara, giustificata dal fatto che l’amabile contestazione beatnik ( di cui Gerbino, beat di antico pelo, si proclama l’Inventore) è stata liquidata dal Vaticano e, tanto per cambiare, dalle Multinazionali. Se così fosse, Gerbino si avvierebbe a raggiungere la schiera non dico dei neo-islamici o dei nostalgici collaborazionisti e dei “rinnegati” per odio* ai sani princìpi cristiani, ma perlomeno quella dei nuovi idioti latino-mediorientali.

Negare alla Chiesa ogni sapere sul bene mi pare sia una forma d’odio oggi molto comune, una merce condivisa - perlomendo così pare - anche dall’antropologo nicciano Federico La Sala, quando di Gerbino sottoscrive unicamente la citazione di Russel e invita tutti noi, compreso l’amabile beatnick Melchiorre Gerbino ( come se non ci si fosse già stato portato da tempo!) a portarsi “fuori dalla Terra”. Si! “FUORI DALLA TERRA. Va’, nicciano! Fuori dove ? Tra gli UFO ? No, “fuori dall’epoca tragica - EDIPICA”, suggerisce giustamente La Sala alle prese con lo zoccolo duro di Freud e , più in generale, della psicoanalisi così come viene ancora oggi travisata e trasmessa.


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