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"CHARISSIMI, NOLITE OMNI SPIRITUI CREDERE... DEUS CHARITAS EST" (1Gv., 4., 1-8). In memoria di Lorenzo Valla, di G.B. Vico.... e di Nietzsche!!!

LA FILOLOGIA, LA TEOLOGIA E LA BORIA DEI "SAPIENTISSIMI". Contro l’umanità e l’umiltà di Papa Wojtyla ("Se sbalio, mi coriggerete"), ristabilita la parola infallibile di Papa Ratzinger e della Tradizione del Tradimento. "Dio è Mammona" ("Deus caritas est", 2006). In principio era la "parola" di "Mammasantissima"!!! Una nota di Federico La Sala

LA "SACRA FAMIGLIA" DELLA GERARCHIA CATTOLICO-ROMANA E’ ZOPPA E CIECA: IL FIGLIO HA PRESO IL POSTO DEL PADRE DI GESU’ E DEL "PADRE NOSTRO" ... E CONTINUA A "GIRARE" IL SUO FILM PREFERITO, "IL PADRINO".
giovedì 14 febbraio 2008 di Maria Paola Falchinelli
VICO CON NEWTON: "NON INVENTO IPOTESI"!
RILEGGERE VICO. Teoria e pratica della "Scienza Nuova".
RELAZIONE E POTERE. UN NUOVO PARADIGMA: DAL "LAVORO - IN GENERALE" AL "RAPPORTO SOCIALE DI PRODUZIONE - IN GENERALE".

Altro che la Chiesa di Maria... - e Giuseppe!?
Questa è la Chiesa ... del “latinorum”, di "Mammona", di "Mammasantissima" e del Capitalismo!!!
FORZA “Deus caritas est”?! FORZA "DIO CARO-PREZZO"?! (...)

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> LA FILOLOGIA, LA TEOLOGIA E LA BORIA DEI "SAPIENTISSIMI". --- Cinque giorni di studio al cuore delle Scritture.... La XL Settimana biblica nazionale promossa dall’Associazione biblica italiana (Abi) si terrà dall’8 al 12 settembre a Roma nella sede del Pontificio Istituto biblico, luogo «simbolo» degli studi di esegesi per tutti gli studiosi cattolici.

sabato 6 settembre 2008

Cinque giorni di studio al cuore delle Scritture

Fabris, Pisano e Manicardi apriranno i lavori. La prima tavola rotonda con Forte e Cacciari

La XL Settimana biblica nazionale promossa dall’Associazione biblica italiana (Abi) si terrà dall’8 al 12 settembre a Roma nella sede del Pontificio Istituto biblico, luogo «simbolo» degli studi di esegesi per tutti gli studiosi cattolici. «Processo esegetico ed ermeneutica credente: una polarità intrinseca alla Bibbia» è il tema dell’incontro, che si tiene nell’anno in cui l’Abi festeggia i 60 anni di attività.

Lunedì alle 17 i lavori saranno aperti dall’intervento del presidente dell’Abi, monsignor Rinaldo Fabris, e del rettore del Pontificio istituto biblico, padre Stephen Pisano. Sarà poi monsignor Ermenegildo Manicardi, coordinatore della Settimana, docente all’Università Gregoriana di Roma e rettore dell’Almo Collegio Capranica di Roma, a introdurre il tema dell’incontro. Seguirà la tavola rotonda inaugurale su «Ragione e fede nell’interpretazione di testi biblici» con gli interventi dell’arcivescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte, e di Massimo Cacciari.

La seconda giornata sarà dedicata al tema «Esegesi delle Scritture ed ermeneutica credente nella storia d’Israele». Dopo il primo momento alle 9 con la relazione su «Il rapporto di Geremia con i suoi predecessori», il biblista milanese don Gianantonio Borgonovo interverrà alle 11 su «L’attualizzazione sapienziale della Torah - Memoria fondatrice e (ri)scrittura delle tradizioni d’Israele», cui seguirà la «reazione» del biblista siciliano don Angelo Passaro. Alle 16 una sessione dedicata al tema «Parlare di Dio in greco» mentre alle 17,30 è prevista l’Assemblea associativa e un momento celebrativo dei 60 anni dell’Abi.

«Esegesi delle scritture ed ermeneutica credente nei gruppi cristiani» sarà il tema della giornata di mercoledì: alle 9 «Gesù di Nazaret e le Scritture: tecniche esegetiche e ’carisma’ personale» sarà il tema della relazione di monsignor Rinaldo Fabris e della «reazione» di padre Rosario Pistone (Palermo). Alle 11 «Risurrezione di Gesù e lettura cristiana dei testi d’Israele» sarà il tema del dialogo tra don Giuseppe Ghiberti (Torino) e don Maurizio Marcheselli (Bologna).

Giovedì, dopo una relazione sulla Lettera agli Ebrei, ci sarà alle 11 la seconda tavola rotonda sul tema «Ricerca esegetica e cammino della comunità credente» con gli interventi di padre Pietro Bovati (Roma) e Franco Giulio Brambilla, vescovo ausiliare di Milano. Nel pomeriggio altre due sessioni. L’incontro si chiuderà venerdì con una relazione alle 9 «Le ’pastorali paoline’: la posizione delle donne nella comunità cristiana» e, alle 10,30, la tavola rotonda conclusiva.

Matteo Liut

LE PAROLE E LA PAROLA

La polarità tra il lavoro di analisi scientifica sui testi sacri e l’impegno dell’ermeneutica al centro del convegno, che si pone nell’orizzonte della prossima Assemblea ordinaria del Sinodo dei vescovi

Bibbia, saggezza da condividere

Si aprirà lunedì a Roma la XL Settimana biblica dedicata al legame tra esegeti e comunità dei credenti. Un evento che celebrerà i 60 anni di attività dell’Abi

DI MATTEO LIUT (Avvenire, 06.09.2008)

Esperti nel lavoro di analisi e interpre­tazione del testo sacro ma anche «mi­nistri » di una sapienza cui partecipa­no tutti i credenti e che appartiene all’inte­ra comunità cristiana. È nel sentiero che col­lega queste due dimensioni del lavoro degli esegeti che si colloca la XL Settimana bibli­ca promossa dall’Associazione biblica ita­liana (Abi). Un evento consueto che que­st’anno però si arricchisce di uno speciale anniversario: l’incontro che si aprirà lunedì, infatti, sarà l’occasione per festeggiare an­che i 60 anni dalla nascita della stessa Abi.

Ecco perché al centro della riflessione di que­sta edizione sta l’approfondimento del le­game tra compito degli esegeti e loro appar­tenenza ecclesiale. «Processo esegetico ed ermeneutica credente: una polarità intrin­seca alla Bibbia» è il tema che guiderà i la­vori dei partecipanti al convegno. Cinque giorni intensi che verranno aperti dal salu­to del presidente dell’Abi, monsignor Rinal­do Fabris, cui spetterà riflettere, mercoledì mattina, sull’«accelerazione ermeneutica da­ta dall’avvenimento di Gesù» con una rela­zione dal titolo «Gesù di Nazareth e le Scrit­ture: tecniche esegetiche e ’carisma’ perso­nale ». Uno spunto che si colloca al centro della questione affrontata dal convegno, co­me spiega anche monsignor Ermenegildo Manicardi, coordinatore della Settimana bi­blica 2008 e rettore dell’Almo collegio Ca­pranica di Roma, la cui relazione, lunedì po­meriggio, introdurrà il tema dell’incontro nazionale.

«Si tratta di un tema molto ambizioso - sot­tolinea Manicardi -. È necessario ricordare agli studiosi che, assolutamente senza fare sconti dal punto di vista della serietà scien­tifica, non devono perdere il rapporto con la comunità credente e con la normalità della gente. I biblisti non devono dimenticare che se loro sono i responsabili del ’processo e­segetico’ esiste anche ’un’ermeneutica cre­dente’ che entra nel processo complessivo della comprensione concreta delle Scrittu­re. Fare soltanto esegesi dei versetti - spiega ancora lo studioso - significherebbe al mas­simo preparare, ma non ancora giungere al vero dialogo che il Dio vivente cerca con l’uomo anche di oggi».

Una riflessione che si pone nell’orizzonte della prossima Assemblea generale ordina­ria del Sinodo dei vescovi, che sarà dedicata alla Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa: «L’Abi - specifica Manicardi -, in un certo senso, sarà direttamente presente al Sinodo. Alcuni dei vescovi italiani, ad e­sempio, sono nostri associati». Attraverso di questi, quindi, ciò che emergerà dalla Setti­mana biblica verrà «offerto a tutta la Chiesa mondiale».

L’incontro della prossima settimana, infine, sarà l’occasione per fare il punto sul cam­mino di questi 60 anni dell’Abi. «L’Associa­zione biblica italiana oggi è formata da soci che sono ordinari o aggregati - dice Mani­cardi -: attualmente i primi (docenti di sacra Scrittura nelle Università pontificie o di ma­terie attinenti alla Bibbia che operano nelle Università statali) sono circa 750, tra i quali diversi vescovi. In media ogni anno aderi­scono all’Abi da quindici a venti nuovi soci ordinari. I soci aggregati sono circa 150 e o­perano nel campo della pastorale biblica». Positivo anche il bilancio sul ruolo dell’ese­gesi nella Chiesa e nella società italiana: «Nel­le strutture accademiche laiche del nostro Paese - conclude Manicardi - l’apporto del biblista è richiesto molto spesso ed è rispet­tato ». Un segnale positivo, quindi, che spin­ge a custodire e far crescere anche in questo campo «l’insegnamento del Vaticano II».


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