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Gli apprendisti stregoni....

GLI U.S.A. E IL SATELLITE-SPIA IMPAZZITO. Guerre stellari contro se stessi. Bush in persona ha dato l’ordine: "Intercettare e distruggere l’L-21" - a cura di pfls

domenica 17 febbraio 2008 di Maria Paola Falchinelli
[...] I generali Usa sono convinti di poter centrare il bersaglio con un solo missile e avranno a disposizione due giorni di tempo per verificare che tutto sia andato bene; qualora necessario sarà pronto un secondo missile. Se l’operazione dovesse fallire - cosa ritenuta altamente improbabile - il satellite cadrebbe sulla terra il 6 marzo, e l’area dell’impatto è stata definita i 58,5 gradi nord e i 58,5 gradi sud di latitudine. Si tratta di una fascia molto ampia, pari a circa la metà del (...)

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> GLI U.S.A. E IL SATELLITE-SPIA IMPAZZITO. --- Questa notte l’operazione da "guerre stellari". Il satellite stava cadendo sulla Terra senza controllo. Avrebbe potuto produrre una nube tossica con il suo carburante.

giovedì 21 febbraio 2008


-  Questa notte l’operazione da "guerre stellari". Il satellite stava cadendo sulla Terra
-  senza controllo. Avrebbe potuto produrre una nube tossica con il suo carburante

-  Missile da una portaerei Usa
-  colpito il satellite impazzito

di LUIGI BIGNAMI *

Hanno atteso l’atterraggio dello Shuttle e hanno dato il via al conto alla rovescia. E questa notte quando in Italia erano le 4 e 30 l’U. S. Navy, sfruttando una finestra di lancio di pochi secondi, ha fatto partire un razzo per distruggere il satellite spia che stava cadendo sulla Terra senza controllo. Potenzialmente, se fosse precipitato senza essere distrutto, avrebbe potuto rilasciare una nube tossica prodotta dal combustibile di bordo, l’idrazina.

Il missile è stato fatto partire dalla nave lanciamissili USS Lake Eire che si trova nell’Oceano Pacifico ad ovest delle Hawaii. Il razzo utilizzato fa parte della serie Standard Missile-3. Dopo pochi minuti dal lancio il Dipartimento della Difesa ha rilasciato un comunicato in cui si dice che: "Una rete di sensori terrestri, marini e spaziali confermano che il missile ha intercettato il satellite fuori rotta prima che questi iniziasse il suo rientro nell’atmosfera terrestre".

Stando alle prime indicazioni il missile ha intercettato il satellite quando si trovava a circa 247 km di quota sopra l’Oceano Pacifico e viaggiava a circa 27.200 chilometri all’ora. Lo Standard Missile-3 non portava alcun carico esplosivo in quanto era stato calcolato che sarebbe stato sufficiente l’energia dell’impatto per distruggere il satellite.

Al momento tuttavia, non è noto se il razzo distruttore ha colpito il serbatoio del satellite, vero obiettivo della missione. Ci vorranno circa 24 ore per capire se ciò è realmente avvenuto.

I pezzi del satellite e del missile andati in frantumi hanno iniziato immediatamente a cadere nell’atmosfera e nell’arco di 24-48 ore dovrebbero bruciare quasi completamente. Secondo il Dipartimento della Difesa tuttavia, ci vorranno circa 40 giorni perché tutti i rottami vadano bruciati. L’intera operazione sembra sia costata attorno ai 60 milioni di dollari.

Stando alle proiezioni fatte da più parti se il satellite non fosse stato abbattuto sarebbe potuto cadere nelle prime settimane di marzo in un punto non identificato del pianeta e quindi anche su un’area abitata. Il satellite tuttavia, del peso di poco meno di 3 tonnellate, sarebbe potuto bruciare anche precipitando intero come è già avvenuto per altri satelliti o parti di stazioni spaziali, come la Mir ad esempio.

Non è la prima volta tuttavia, che gli Stati Uniti abbattono un satellite ritenuto pericoloso. Già nel 1989 ne distrussero uno utilizzando però un razzo aria-aria lanciato da un aereo a 20.000 metri d’altezza.

Critiche tuttavia, sono state avanzate da vari Paesi, tra cui la Russia e la Cina che vedono in questa iniziativa una prova di "guerra stellare".

* la Repubblica, 21 febbraio 2008.


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