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In principio era il Logos. Al di lÓ del relativismo e dell’ assolutismo ...

NATURA, CULTURA E FAMIGLIA. FRANCESCO REMOTTI SCRIVE "UNA LETTERA AL PAPA" E RILANCIA UN DIBATTITO TRA "CIECHI". Un intervento di Lucetta Scaraffia e un’intervista a Vittorio Possenti. E una nota di Federico La Sala

La Gerarchia Vaticana e l’ordine simbolico di "MAMMASANTISSIMA" : il Figlio ha preso il posto del padre "Giuseppe" e del "Padre Nostro" ... e continua a "girare" il suo "film" preferito, "IL PADRINO".
samedi 23 février 2008 par Maria Paola Falchinelli
[...] Avrei voluto con mio honore poter lasciar questo capitolo, accioche non diventassero le Donne pi¨ superbe di quel, che sono, sapendo, che elleno hanno anchora i testicoli, come gli uomini ; e che non solo sopportano il travaglio di nutrire la creatura dentro suoi corpi, come si mantiene qual si voglia altro seme nella terra, ma che anche vi pongono la sua parte, e non manco fertile, che quella degli uomini, poi che non mancano loro le membra, nelle quali si fa ; pure sforzato (...)

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> NATURA, CULTURA E FAMIGLIA. --- "Over the Rainbow". La voglia di normalitÓ delle famiglie arcobaleno. Proviamo ad andare davvero oltre (di Marco Belpoliti)

dimanche 24 janvier 2016

di Marco Belpoliti (La Stampa, 24.01.2016)

ChissÓ se il movimento gay, lesbiche e trans quando ha scelto la bandiera arcobaleno quale proprio emblema ha pensato alla canzone che canta Dorothy nel “Mago di Oz” : Over the Rainbow ? Probabilmente no.

Questa bandiera del resto ha giÓ una sua lunga storia ; dal movimento hippy californiano degli Anni Sessanta alle manifestazioni popolari contro la guerra e per la pace degli Anni Ottanta, sono diversi i gruppi e le aggregazioni che hanno issato questa sequenza di colori come proprio stendardo. L’hanno fatto per ricordare che l’arcobaleno Ŕ un fenomeno fisico che appare lÓ dove cessano le implacabili piogge, com’era accaduto allo stesso NoŔ nel momento in cui, dopo il Diluvio universale, cercava di toccare la terra ferma per ricominciare la vita sulla faccia della Terra invasa dalle acque con il suo vascello di creature a coppie.
-  Le famiglie arcobaleno, che sono scese in piazza per manifestare a favore delle unione civili hanno molta voglia di andare al di lÓ di questo simbolo, come canta Dorothy, NoŔ compreso, e di entrare in una vita quotidiana fatta di una sicurezza garantita dalla legge, qualcosa di molto normale, dove la parola ha un significato letterale : vivere in una norma sancita e uguale per tutti.

Quello che appare oggi in gioco nella estremizzazione del problema delle « unioni civili » Ŕ il tema della identitÓ lÓ dove, ci ricordano gli antropologi, l’identitÓ Ŕ sempre una costruzione culturale. Appena una societÓ intende costruire una propria identitÓ intorno a un valore - in questo caso « la famiglia » - immediatamente s’imbatte in un problema di alteritÓ. L’identitÓ si costruisce a scapito della alteritÓ, combattendo l’alteritÓ, riducendo quelle che sono le possibili potenzialitÓ alternative, ha scritto Francesco Remotti in un libro che andrebbe letto e meditato : Contro l’identitÓ (Laterza).

Per quanto l’identitÓ respinga, l’alteritÓ risorge in modo prepotente e invincibile. Non c’Ŕ dubbio che le famiglie arcobaleno costituiscono un’alteritÓ rispetto a quella che Ŕ l’identitÓ famigliare dominante nella nostra societÓ. Ricordando quanto ha scritto un’altra antropologa, Mary Douglas, ogni tentativo di purificazione reca con sÚ l’idea di impuritÓ, di sporco. Non esiste l’impuro di per sÚ, ma solo in rapporto a un ordine che lo istituisce come tale, per opposizione. Nello scontro in corso intorno alle unioni omosessuali la coppia puro/impuro Ŕ una sorta di non detto, dal momento che c’Ŕ la tendenza a stabilire la norma e contemporaneamente l’anormalitÓ, la purezza cui corrisponderebbe l’impuritÓ. Tutto questo Ŕ una costruzione sociale. Non esiste un’identitÓ umana unica e incontrovertibile, una norma stabilita una volta per tutte.

In un suo articolo di qualche anno fa, che oggi si legge in un libro recente, Siamo tutti cannibali (il Mulino), Claude LÚvi-Strauss ha mostrato come non sia affatto la consanguineitÓ a fondare la famiglia. Il grande etnologo francese fa l’esempio di societÓ in cui la famiglia Ŕ composta di un fratello e di una sorella e nessun padre : tutti i figli avuti dalla donna sono stati concepiti con partner diversi, ma ne fanno integralmente parte e sono allevati dai fratelli ; in un’altra una donna sterile pu˛ essere considerata un uomo e sposare un’altra donna e allevare con lei i figli. Altre ancora hanno abolito la categoria del marito e si sono fondate su forme di struttura famigliare che esclude quella biologica puntando piuttosto sul legame sociale.

Le famiglie arcobaleno rappresentano una diversitÓ e una ricchezza che gli antropologi si guarderebbero bene di respingere. Non sono la maggioranza nella nostra societÓ, non costituiscono a loro volta una norma, ma appunto una diversitÓ, quella di cui abbiamo bisogno per costruire la nostra stessa identitÓ prevalente. I colori con cui hanno sfilato nelle cittÓ italiane sono il segno di una pluralitÓ rispetto ai vessilli monocromatici che dominano il nostro Occidente. Non delle aberrazioni, bensý alteritÓ. Over the Rainbow, canta Dorothy. Proviamo ad andare davvero oltre.


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