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In memoria di Karl Marx. Critica dell’economia politica ... e della teologia del Dio "Mammona" (" Deus caritas est") !!!

IL LAVORO, IL SALARIO E LA VITA. L’Italia che non arriva a fine mese. Un "diario" tenuto da Gallino, Galbraith, Ruffolo e Aldo Nove - a cura di Federico La Sala

samedi 8 mars 2008 par Maria Paola Falchinelli
[...] In Italia parlare di salario equivale, per strana convenzione, a mettere in pubblico i propri panni sporchi : non è educazione, non si fa, ma cosa ti viene in testa. Quindi il "giovane" laureato quarantenne di cui sopra spesso non sa neppure quanto verrà pagato. È maleducazione. Chiederlo e saperlo. Valgono le approssimazioni allucinatorie del gioco televisivo a premi in denaro : "C’è una bella sommetta" (topos del linguaggio di Mike Bongiorno secondo Eco), "I soldi ci sono", fino al (...)

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> IL LAVORO, IL SALARIO E LA VITA. L’Italia che non arriva a fine mese. ----- CONSUMI, ITALIANI TIRANO LA CINGHIA (di Francesco Carbone - Ansa).

samedi 8 mars 2008

Ansa » 2008-03-07 20:27

CONSUMI, ITALIANI TIRANO LA CINGHIA

(di Francesco Carbone)

Un dato per tutti : si mangia meno pane. Gli italiani sono infatti sempre più in bolletta : schiacciati dai continui rincari si trovano ormai a fare i conti anche per acquistare i beni più necessari, a partire da pane e pasta. E la crisi riguarda tutti : dai commercianti che vendono sempre meno, pagano sempre più imposte (+35% tra il 2002 il 2007 secondo Confartigianato) e vedendo erodersi notevolmente il margine di guadagno, ai consumatori che, allarmati, attraverso i loro rappresentanti, chiedono una drastica riduzione dei prezzi (il 20-30%).

Interviene anche il candidato premier per il Pd, Walter Veltroni che sottolineando le "grandissime difficoltà che sta vivendo il paese" ritiene che occorra "far ripartire i consumi interni e mettere le mani presto a salari, stipendi e pensioni più basse". Questo anche perché è la stessa tenuta complessiva del sistema ad essere a rischio : se non si consuma, non si produce e questo non ha certo un buon effetto sull’andamento dell’economia tanto che, anche a causa della contrazione della domanda interna, si va verso una drastica riduzione delle stime di crescita per quest’anno (0,5-0,7% secondo ipotesi più recenti). Il quadro emerso oggi non lascia spazio a nessun ottimismo anche perché nessuna delle voci prese in esame dalle diverse analisi economiche segna incrementi di rilievo : si parte dal dato generale diffuso da Confcommercio che ha registrato una contrazione a gennaio dell’1,1%. E’ il peggior calo da tre anni a questa parte e riguarda voci importantissime : calano infatti gli alimentari (-2,5% in quantità), la mobilità (-4,4%) e beni e servizi ricreativi (-5,5%). Insomma : si riduce la spesa al supermercato, si prende l’auto il meno possibile e se prima si andava al cinema o al teatro adesso si resta in casa ad aspettare tempi migliori.

E si risparmia anche sul vestiario : -1,7% la contrazione per abbigliamento e calzature. Ma c’é di più : un’analisi più dettagliata fatta dalle organizzazioni agricole (Cia e Coldiretti) mostra infatti un dato allarmante. Intanto si consuma meno, ma si paga di più. E in alcuni casi il prezzo che si paga è quadruplo rispetto alla produzione. Come nel caso del latte che dalla stalla alla tavola aumenta di valore del 281%. Così i rincari, a volte spropositati, hanno già reso un 2007 ’magro’ per le tavole degli italiani e hanno fatto anche crescere la spesa alimentare : rispetto al 2006 i consumi domestici sono, infatti, diminuiti, in quantità, dello 0,7%, mentre per mangiare tra le mura di casa si è pagato l’1,2% in più : una cifra pari a poco meno di 50 miliardi di euro.

E sono proprio i consumi primari a calare : pane e pasta, afferma la Cia, registrano cali, rispettivamente, del 6,3% e del 2,6%. Consistente anche la flessione di frutta (-2,5%), di ortaggi (-4,2%) e di carne bovina (-3,1%). Gli acquisti domestici di carne suina scesi dell’1,1%, prodotti ittici calano dello 0,8% e burro in flessione del 3,6%. L’anno scorso gli italiani hanno anche dovuto bere meno : i consumi di vino sono calati del 4,6%, quelli di spumante del 17,1% e quelli di birra del 4,1%. Chiaramente allarmati dalla situazione i consumatori che lanciano diverse proposte : il Codacons chiede "una riduzione generale dei prezzi dal 10 a 20%, per ridare respiro ai portafogli degli italiani e sostenere gli acquisti che, di questo passo, scenderanno ulteriormente".

Adiconsum chiede a Confcommercio di rivolgere "un appello ai propri associati a non praticare aumenti ingiustificati e a non tenere comportamenti speculativi. Infine Federconsumatori chiede che i commercianti riducano "drasticamente i prezzi, di almeno il 10-15% e, si ricordino che chi è causa del suo mal pianga se stesso".


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