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UN RETICOLO CARICO DI STORIA. Scartamento ridotto....

IL TRENO E LE SUE STRADE "DIMENTICATE". Salvaguardare il patrimonio ferroviario e trovare soluzioni anche per un utilizzo eco-compatibile dei vecchi tracciati. Una nota di Claudia Azzara - a cura di pfls

lunedì 10 marzo 2008 di Maria Paola Falchinelli
[...] Per dare un forte impulso alla campagna in favore del turismo ferroviario, Co.Mo.Do. ha organizzato lo scorso 2 marzo la prima Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate. Un’occasione fatta di incontri, dibattiti, mostre e visite guidate per mettere in agenda una questione che interessa il territorio, i cittadini e la storia dei luoghi. Con uno sguardo a tutto un patrimonio di impianti, ponti, stazioni e gallerie, verso cui bisogna mantenere viva l’attenzione [...] (...)

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> IL TRENO E LE SUE STRADE "DIMENTICATE". --- Ripartire dalle ferrovie abbandonate. La politica Ŕ ossessionata dalla velocitÓ e dalle nuove autostrade. E dai miliardi di euro che gli girano attorno.

domenica 24 maggio 2015

Ripartire dalle ferrovie abbandonate

di Domenico Finiguerra (comune info, 15 dicembre 2014)

Tav in Val di Susa, Terzo Valico, Tav in Pianura Padana, forse anche Tav tra Napoli e Reggio Calabria. Autostrada Orte-Mestre, autostrada Bre-Be-Mi, autostrada Cremona-Mantova, autostrada tirrenica, autostrada addirittura tra Broni e Mortara. La politica Ŕ ossessionata dalla velocitÓ e dalle nuove autostrade. E dai miliardi di euro che gli girano attorno.

Da vent’anni almeno assistiamo a show televisivi in cui si tracciano nuove vie di comunicazione. Pennarellone in mano, cartina alla lavagna e via con la fantasia! “Questo porto lo mettiamo in collegamento con questo polo logistico. Questa valle la facciamo diventare il corridoio d’accesso alla camera del mercato globale. Questo ponte finalmente unirÓ Scilla e Cariddi”.

Ubriachi di parole roboanti che illustrano progetti faraonici, ci siamo distratti e abbiamo perso il contatto con la realtÓ che ci siamo lasciati alle spalle. Non vediamo quello che abbiamo in disuso, dimenticato, dismesso. Sono le linee ferroviarie abbandonate. Ne abbiamo ben 196. Cui dobbiamo aggiungere anche le 17 linee incompiute. Alcune sono lunghe centinaia di chilometri. Altre sono brevi congiunzioni. Un reticolo carico di storia, vecchi nervi di un paese che si inerpicano su montagne, seguono coste lacustri e marittime, attraversano isole, uniscono regioni.

C’Ŕ da restare a bocca aperta nello scorrere le immagini e i tracciati che troviamo sul sito www.ferrovieabbandonate.it. Strade ferrate che ci indicano la possibile via da seguire per riprenderci importanti spazi nel settore turistico mondiale. Come il progetto costruito in Sardegna lungo la linea Mandas-Gairo-Arbatax dove Ŕ possibile affittarsi anche il treno. Oppure come le decine di percorsi ciclopedonali che si potrebbero recuperare a fini sia ricreativi che di mobilitÓ quotidiana.

Purtroppo molte delle tratte abbandonate sono, o erano fino a pochi mesi fa, anche efficienti ed utilizzate tratte pendolari ancora efficienti. Rami morti definiti tali da strategie di impresa che hanno badato pi¨ al business che al servizio pubblico per lavoratori e studenti. Oggi sono centinaia di migliaia le persone che, da Cuneo a Reggio Calabria, sono costrette a prendere l’automobile per andare a riempire autostrade o statali, oppure ad attendere lungo le banchine treni che arriveranno tardi o proprio non arriveranno mai. A meno che...

A meno che non sia il Ciufer a prendere velocitÓ. Il Comitato Italiano Utenti delle Ferrovie Regionali che da qualche tempo sta tessendo una rete su tutto il territorio nazionale per rivendicare e pretendere il diritto alla mobilitÓ equa e sostenibile, per lottare contro la chiusura di altre tratte a rischio o per avere un servizio pubblico degno di questo nome. Lo trovate qui: www.ciufer.it. Per gli abbonamenti basta solo una piccola dose di buon senso.


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