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EUROPA. ITALIA. Costituzione, Politica, Confusione ....

CONVIVERE CON LA MAFIA, CON LA ’NDRANGHETA E CON LA CAMORRA...??!! ROBERTO SAVIANO DENUNCIA LA RIMOZIONE "BIPARTISAN". Con un’intervista di Marco Imarisio - a cura di pfls

Le elezioni: nessuno vincerà se si ignora la criminalità organizzata, "Le mafie dominano un terzo del Paese e condizionano interi settori dell’economia legale"
sabato 15 marzo 2008 di Maria Paola Falchinelli
[...] È tempo di rendersi conto che la richiesta di candidati non compromessi va ben oltre la questione morale. Strappare la politica al suo connubio con la criminalità organizzata non è una scelta etica, ma una necessità di vitale autodifesa.
Io non entrerò in politica. Il mio mestiere è quello di scrittore. E fin quando riuscirò a scrivere, continuerò a considerare questo lo strumento di impegno più forte che possiedo. Racconto il potere, ma non riuscirei a gestirlo. Non si tratta di (...)

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> CONVIVERE CON LA MAFIA, CON LA ’NDRANGHETA E CON LA CAMORRA...??!! ---- ORA BASTA!!! RIBELLARSI ALLOSCANDALO (di Roberto Saviano).

giovedì 25 febbraio 2010


-  "PUBBLICITA’ PROGRESSO": L’ITALIA E LA FORZA DI UN MARCHIO REGISTRATO!!!

-  IL SONNO DELLA RAGIONE COSTITUZIONALE GENERA MOSTRI


L’ANALISI

Ribellarsi allo scandalo

di ROBERTO SAVIANO *

I giudici dicono che la ’ndrangheta è entrata in Parlamento. E’ un’affermazione terribile: proviamo a fermarci un momento e cerchiamo di capire cosa vuol dire. Significa che il potere mafioso ha messo piede direttamente nel luogo più importante, delicato dello Stato: quello dove il popolo si fa sovrano, dove la democrazia si realizza. E’ questa la vera emergenza di cui dovremmo discutere. E’ come un terremoto, una valanga, solo che la colpa non è del fato: non è stata una calamità.

ASCOLTA L’AUDIO DI ROBERTO SAVIANO

Sapevamo tutto. La criminalità organizzata prima crea zone dove il diritto non entra, poi si espande, pervade l’economia, si appropria del Paese, e infine entra lei stessa nello Stato. Ci sono anni di inchieste, prove raccolte, fiumi di denaro che testimoniano l’immenso potere delle mafie d’Italia. Prima le cosche siciliane, poi le calabresi e campane hanno tolto al sud ogni possibilità di sviluppo e avvelenano l’intera economia.

Ma la vera emergenza non è questa. L’emergenza è che tutto questo passi come l’ennesimo scandalo silenzioso, al quale siamo rassegnati. L’emergenza è che tutto ciò non faccia sentire nel cuore, nello stomaco, nella mente di ogni italiano (qualsiasi sia il suo credo e la sua posizione politica) un’indignazione che lo porti a ribellarsi, a dire: "Ora basta".

© la Repubblica, 25 febbraio 2010


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