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Europa. Italia...

A BARI, CON I RAGAZZI DEL RISCATTO ANTIMAFIA. «Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie», organizzata da «Libera» e da «Avviso pubblico». Una nota di Gian Carlo Caselli - a cura di pfls

sabato 15 marzo 2008 di Maria Paola Falchinelli
[...] Con il profilarsi - sullo scenario nazionale - di significative novità, in un contesto dove tutto si tiene: dalla ribellione dei ragazzi di «No pizzo» di Palermo e dei ragazzi di «Ammazzateci tutti» di Locri, alle prese di posizione della Confindustria;- dalla diffusione delle Cooperative con le quali - lavorando sui terreni confiscati alle mafie - uomini e donne recuperano dignità e libertà [...]

Tra i ragazzi del riscatto (...)

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> A BARI, CON I RAGAZZI DEL RISCATTO ANTIMAFIA. .... La "meglio gioventù": 100mila a Bari contro tutte le mafie

domenica 16 marzo 2008

La "meglio gioventù": 100mila a Bari contro tutte le mafie

In centomila a Bari per la Giornata della memoria per le vittime di mafia che si è trasformata in una grande e colorata festa alla quale partecipano adulti, ragazzi e bambini.

«Fuori le mafie dalle nostre vite», «Insieme per ricordare e cambiare», «La legalità non si predica, si pratica»: sono queste alcune delle scritte che campeggiano sugli striscioni. Ci sono gonfaloni dei Comuni di numerose città d’Italia: sono molti quelli che provengono dalla Sicilia e tanti quelli dei Comuni del brindisino e del Salento, dove per lungo tempo ha dominato l’organizzazione di tipo mafioso Sacra Corona Unita. I giovani hanno usato treno, auto, pullman per raggiungere il capoluogo pugliese e partecipare alla manifestazione, dove ora si scandiscono i nomi delle vittime di mafia.

«Il cambiamento ha bisogno di noi, non di un Dio», ha detto il presidente di Libera don Luigi Ciotti, sintetizzando l’impegno richiesto ai giovani per combattere le mafie. «C’è una corresponsabilità che ci appartiene», ha aggiunto mentre sfilava alla testa del corteo. «Chiediamo allo Stato, alle istituzioni, alle amministrazioni di fare la loro parte, non dimenticando - ha continuato - le espressioni positive e rinunciando a quelle cose che non vanno bene. Dobbiamo prendere coscienza che il cambiamento ha bisogno delle nostre scelte, del nostro impegno, del nostro coraggio, della nostra voglia di metterci in gioco, delle denunce che nella quotidianità fanno la loro parte. In questo senso il lavoro con le scuole, con le università, con il mondo del lavoro, le confische dei beni, sono i segni della concretezza, della speranza». «C’è la globalizzazione della criminalità e delle mafie, e noi abbiamo deciso di globalizzare una società responsabile. Non la chiamiamo più società civile, perchè civile è una parola che tutti usano. Diciamo che bisogna essere civili e responsabili», ha sottolineato Don Ciotti. annunciando che la "Rete europea contro le mafie" verrà presentata ufficialmente al Parlamento europeo a Bruxelles il 7 e 8 giugno.

In prima fila il ministro degli Esteri Massimo D’Alema. «Non avrei mai pensato di vedere una folla di ragazzi e di ragazze così straordinaria. Questa gioventù del Mezzogiorno vuole qualcosa di diverso rispetto a ciò che è stato conosciuto per troppi anni, è una gioventù che si riconosce in nuovi eroi che, fortunatamente, sono le persone che hanno combattuto contro la mafia. È una bellissima manifestazione e, soprattutto - ha continuato D’Alema - quello che colpisce e che emoziona è la presenza di tanti ragazzi: è un segno fondamentale perchè è da loro che si parte. Occorre cioè sradicare la cultura della mafia, attraverso la partecipazione, la passione, e la consapevolezza dei più giovani». «Arrestare tanti boss mafiosi e disarticolare i clan, liberare pezzi del territorio, restituire il Mezzogiorno allo sviluppo e al lavoro, questo è quello che questo governo ha voluto fare. Quindi - ha aggiunto - non siamo con le mani in mano, però non c’è dubbio che è una lotta lunga, difficile, e la si vince soltanto se c’è una nuova cultura, una nuova spinta che viene dalla società». «Qui a Bari, oggi, deve essere protagonista soltanto la lotta alla mafia»: ha risposto così e non ha voluto fare dichiarazioni politiche.

Al corteo ha partecipato anche il presidente della regione Puglia Nichi Vendola. «Le mafie furono e sono un’ipoteca drammatica per lo sviluppo del Mezzogiorno, la compromissione della classe dirigente e l’inibizione delle libertà. Noi affidiamo a queste meravigliose generazioni il testimone di una battaglia fondamentale che tiene viva la memoria». «La memoria dei nostri martiri e dei nostri eroi è per noi anche la bussola per orientarci nel presente e nel futuro. Che Punta Perotti sia un simbolo della legalità - ha spiegato Vendola - è un fatto. Lo è perchè l’illegalità non è soltanto violazione della legge ma anche del comune senso della bellezza. Il Sud è pieno di questo genere di stupri alla memoria collettiva, di violenze al bene comune. La nostra è una battaglia per ripubblicizzare questi beni».

* l’Unità, Pubblicato il: 15.03.08, Modificato il: 16.03.08 alle ore 8.48


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