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Pianeta Terra (santa). Il magistero del "latinorum" e di "Mammona" ("Deus caritas est", 2006) di papa Ratzinger non è il magistero né di Atene, né di Gerusalemme né di Roma nè della Mecca, e non di Amore ("Charitas")!!!

ECUMENISMO DI GUERRA. UN "OREMUS" PER I "PERFIDI" GIUDEI E PER I "VIOLENTI" MUSULMANI. La Pasqua politica del 2008. Un commento di Furio Colombo - a cura di pfls

martedì 25 marzo 2008 di Maria Paola Falchinelli
[...] Il Papa - lo abbiamo detto e lo ricordiamo - è allo stesso tempo il capo di una grande religione e di un piccolo potentissimo Stato. Le conseguenze di ogni gesto, in entrambi i ruoli, hanno, come tutti sanno, un peso molto grande. E’ un peso che cade due volte sulla delicata e instabile condizione internazionale. In un primo senso una delle tre grandi religioni monoteiste celebra se stessa come la sola unica e vera, e presenta Magdi Allam come qualcuno che ha visto la luce e si è (...)

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> ECUMENISMO DI GUERRA. UN "OREMUS" PER I "PERFIDI" GIUDEI E PER I "VIOLENTI" MUSULMANI. La Pasqua politica del 2008. ---- Un atto «sfacciatamente strumentale», che coincide con una furiosa campagna anti-islam (di Giovanni Franzoni).

venerdì 28 marzo 2008


-  Il battesimo di Allam in «universovisione» e poi il discorso di pasqua contro gli ebrei
-  La crociata di papa e Corriere: «Ebrei e islamici, convertitevi!»
*

di Giovanni Franzoni

Un atto «sfacciatamente strumentale», che coincide con una furiosa campagna anti-islam

Riprendiamo questo articolo dal quotidiano Liberazione del 25-3-2008

Sabato notte il papa ha battezzato il giornalista del «Corriere» Magdi Allam. Sotto i riflettori dei Media. Allam ha scritto sul suo giornale di avere abbandonato l’Islam perché l’Islam è «fisiologicamente violento». Domenica il papa ha chiesto agli ebrei di convertirsi. Tra i politici italiani, nessuno sente il bisogno di opporsi a questo ritorno al medioevo. Noi sì. E sentiamo anche il bisogno di aprire, su questo, una discussione.

In un mondo immerso fino al collo nella menzogna, nella sporcizia e nell’interesse privato spregiudicatamente perseguito a spese di chi è più debole e disarmato, c’è indubbiamente bisogno di conversione all’onestà e alla dedizione al bene comune.

Se poi apparteniamo ad una area culturale, politica o religiosa, dovremo seriamente impegnarci in un impietoso esame di coscienza per sapere se siamo stati coerenti ai principi etici che sono stati alle fondamenta della nostra appartenenza e della nostra identità pubblicamente professata.

Da qui il bisogno di convertirci, rivedendo con rigore i nostri comportamenti e facendoci aiutare sia da chi ci sta accanto come solidale nel nostro cammino, sia da chi ci guarda, per così dire, dall’esterno.

Secondo una antica prassi liturgica, il giorno di inizio della Quaresima, stagione per i cristiani dedicata appunto all’esame di coscienza e alla conversione, il celebrante della liturgia, impone ai fedeli le ceneri sulla fronte dei fedeli, esortandoli a ricordarsi che "cenere siamo e cenere ritorneremo" e pertanto dobbiamo porci sulla via del ravvedimento.

Il papa, uomo fra gli uomini e cristiano fra i cristiani, non si sottrae a questa prassi liturgica e quindi, all’inizio della Quaresima, i nostri telegiornali hanno visto il cardinale celebrante imporre le ceneri al papa e indirizzargli questo severo messaggio: "Convertiti e credi nell’evangelo!".

E’ lecito pensare che come il papa ed i pastori delle varie chiese, e con essi tutti i membri delle comunità religiose, debbono convertirsi all’insegnamento di Gesù, così gli ebrei debbono convertirsi alla Torah, gli islamici al Corano, gli induisti a Mahavira e a Gandhi, i buddisti al darma dell’Illuminato. Coloro che non hanno una "norma normante" di origine religiosa, troveranno nella loro coscienza e negli esempi dei loro padri e delle loro madri, da Socrate a Susan Weil, la preziosa traccia alla conversione.

* Il dialogo, Venerdì, 28 marzo 2008


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