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TRASFORMARE LA CHIESA. Messaggio della Voice of the Faithful (VOTF) in occasione della visita di Papa Benedetto XVI negli Stati Uniti - a cura di pfls

sabato 5 aprile 2008 di Maria Paola Falchinelli
[...] A tutti i fedeli cattolici, Voice of The Faithful inoltra questo invito: in virtù del vostro battesimo, siete un popolo sacerdotale. E’ arrivato il tempo di alzarsi e parlare. Per amore della nostra chiesa, oggi dovete fare la vostra parte per la crescita e il benessere della nostra chiesa.
Col vostro aiuto possiamo riuscirci!
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CHI E’ VOICE OF (...)

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> TRASFORMARE LA CHIESA. Messaggio della Voice of the Faithful (VOTF) in occasione della visita di Papa Benedetto XVI negli Stati Uniti - --- PAPA: ATTESA ED EMOZIONE TRA I CATTOLICI D’AMERICA. UN VIAGGIO NEL TRAMONTO DELL’AMERICA DI BUSH (Ansa)

domenica 13 aprile 2008

PAPA: ATTESA ED EMOZIONE TRA I CATTOLICI D’AMERICA (di Luciano Clerico)

WASHINGTON - Di sicuro lo aspetta un’America "inquieta". Ma se per i cattolici americani quella in corso sia una fase di crisi oppure di rinnovamento, neppure gli studiosi del mondo cattolico Usa lo sanno dire. L’unico dato certo è che tutti attendono papa Benedetto XVI con emozione e grandi aspettative. I principali quotidiani americani, dal New York Times al Washington Post, presentano così oggi l’imminente visita del Papa, e sottolineano quanto e come l’America cattolica sia oggi una terra di contraddizioni. Da un lato negli Stati Uniti i cattolici sono cresciuti. Negli ultimi 30 anni, soprattutto grazie all’ immigrazione ispanica, sono aumentati di 20 milioni, erano 48,7 milioni nel 1975, sono 64,8 milioni 2005. Dall’altro, però, è diminuito il numero di coloro che vanno a messa ogni settimana (erano quasi il 70% nel 1965, sono poco sotto il 50% oggi). Ancora: da un lato, la figura del Papa viene vista come quella di una guida spirituale assoluta; dall’altro sono molti coloro che lo criticano per le sue posizioni su temi come aborto, gay, donne-sacerdote.

Da un lato la partecipazione alla fede viene espressa in termini molto emotivi e spirituali; dall’altro però - come sottolinea oggi sul Washington Post monsignor Lorenzo Albacete, teologo di Comunione e Liberazione molto vicino a Papa Benedetto XVI - manca una riflessione seria sulla fede come elemento capace di distinguere "tra ciò che è vero e ciò che non lo è". E’ in questi termini che l’America attende il Papa, in un misto di curiosità ed emozione, desiderio di ’evento’ ma anche bisogno di raccoglimento. "In Vaticano c’é ammirazione per la religiosità americana - spiega Albacete - ma ci si chiede anche se la religiosità americana sia abbastanza forte. Sembra essere, dal punto di vista del Vaticano, più spirituale ed emotiva che non una seria domanda su ciò che è vero e ciò che non lo è". E’ anche per questo che Benedetto XVI ha scelto l’America per il suo ottavo viaggio internazionale. Non solo: l’ha scelta anche perché - come rileva il Washington Post - nonostante i cattolici Usa rappresentino solo il 6% dei fedeli nel mondo, sono considerati troppo importanti per quella che il Papa considera essere "la vera sfida di questo tempo: dimostrare che la modernità non deve schiacciare la fede religiosa". Benedetto XVI troverà tra i cattolici americani anche dissensi. Un sondaggio WP-ABC ha riscontrato questo "sentimento diffuso" sui temi della sessualità e dell’aborto: il 63% dei cattolici (contro il 55% di tutti gli americani adulti) ritiene che le coppie omosessuali dovrebbero avere le stesse protezioni legali di quelle eterosessuali; il 62% si dice favorevole all’aborto (contro il 57% degli americani). Nello stesso tempo, però, la maggioranza dei cattolici americani (54%) è favorevole alla pena di morte, e solo il 37% si dice contro, il 9% dice di non avere un’opinione. Sono queste percentuali, e il delicato tema degli scandali sessuali che inducono molti osservatori a parlare di America ’inquieta’. (luciano.clerico@ansa.it).

UN VIAGGIO NEL TRAMONTO DELL’AMERICA DI BUSH (di Elisa Pinna)

CITTA’ DEL VATICANO - Si lascia alle spalle un’ Italia che si risveglia da un voto dove la Chiesa cattolica ha fatto sentire la sua voce, e sbarca a Washington per cominciare un viaggio in cui religione e politica finiranno inevitabilmente per intrecciarsi sul grande palcoscenico mediatico americano. Papa Ratzinger parte martedi’ 15 aprile per una visita di sei giorni negli Stati Uniti, con tappe nella capitale e a New York, segnate da appuntamenti importanti per contenuti, solenni nella forma, simbolici per il loro messaggio al mondo: dai colloqui alla Casa Bianca all’intervento davanti all’Assemblea delle Nazioni Unite, dagli incontri con i vescovi e il clero, per chiudere lo scandalo della pedofilia, alla visita alla sinagoga di East Manhattan, dopo le polemiche con gli ebrei sulla preghiera del Venerdi’ Santo, fino all’invocazione di pace nel cratere di Ground Zero. Sara’ il primo ospite straniero ad essere accolto da George W. Bush ai piedi della scaletta dell’aereo nella Andrews Air Force Base, nel pomeriggio, ora americana, di martedi’: un privilegio motivato dal presidente americano con il fatto che nel Papa vede ’’Dio’’, e con lui condivide l’idea di una politica ispirata ai valori e alle indicazioni dell’Onnipotente. Benedetto XVI sara’ anche il primo pontefice a visitare Washington nel pieno della campagna per le presidenziali di novembre.

Prima di lui, solo Giovanni Paolo II aveva fatto una tappa a Fairbanks, in Alaska, nel 1984, in un anno elettorale: si era trattato pero’ di una sosta tecnica di poche ore in un viaggio verso paesi asiatici. Anche se le intenzioni di Ratzinger sono di dedicare la sua missione al tema ’’Cristo, nostra speranza’’, ogni sua parola finira’ per essere letta e interpretata per le ripercussioni che potra’ avere sull’elettorato cattolico e cristiano in generale, sia nell’imminente resa dei conti tra Hillary Clinton e Barack Obama per la nomination democratica, sia, piu’ a lunga scadenza, nel voto finale. Il 16 aprile, giorno del suo ottantunesimo compleanno, Ratzinger comincera’ la sua giornata pubblica sul prato della Casa Bianca, dove sara’ salutato nuovamente da George Bush e dalla moglie Laura, onorato da 21 salve di cannone, dagli inni nazionali vaticano e americano suonati da una banda vestita in costumi del XVIII secolo, e festeggiato da una folla di 5 mila persone, tra cui, chissa’, potrebbe affacciarsi anche qualche candidato presidenziale. Quello nello Studio Ovale, sara’ poi l’ultimo incontro ufficiale tra il Papa e il presidente uscente. Nel colloquio - ha annunciato la Casa Bianca - i due leader proseguiranno il loro dialogo su ’’fede e ragione’’ e sui loro ’’scopi comuni’’: su aborto, famiglia, coppie gay, ricerche sulle staminali, Benedetto XVI e Bush la pensano alla stessa maniera. Piu’ spigolosi gli argomenti di politica internazionale, in particolare l’Iraq, dove la minoranza cristiana rischia di essere sterminata nel mattatoio interreligioso seguito ad una guerra fortemente osteggiata dalla Santa Sede e da Giovanni Paolo II. Ratzinger tornera’ a chiedere protezione per i cristiani iracheni e ad esprimere le sue preoccupazioni per i futuri assetti del Medio Oriente, dove il pluralismo religioso (con la presenza dei cristiani) sembra destinato a scomparire.

L’altro evento di grande rilievo del viaggio statunitense avverra’ a New York il 18 aprile, quando Benedetto XVI, terzo papa dopo Paolo VI e Giovanni Paolo II, parlera’ dal podio dell’assemblea generale dell’Onu, davanti a 3 mila diplomatici e osservatori in rappresentanza di 192 nazioni. Il suo, ha anticipato il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone, sara’ ’’un messaggio di riconoscimento del valore del ruolo delle Nazioni Unite’’ e, al tempo stesso, ’’sull’unita’ e l’indivisibilita’ dei diritti umani fondamentali, che affondano le loro radici nella natura dell’uomo creato ad immagine di Dio’’. Contro il ’’relativismo etico’’ che domina - a suo avviso - il dibattito negli organismi internazionali, Ratzinger ammonira’ il mondo che tra i diritti dell’uomo non possono rientrare le legittimazioni dell’aborto o dell’eutanasia, o decisioni prese a colpi di maggioranza contro il ’’disegno’’ di Dio. Tra gli incontri con i religiosi statunitensi, il piu’ atteso e’ quello della mattina del 19 aprile (terzo anniversario di pontificato): la messa con il clero della East Coast nella cattedrale di St. Patrick a Manhattan.

Qui, per la prima volta da Papa, Ratzinger parlera’ dello scandalo dei preti pedofili negli Stati Uniti, una vicenda che ha seguito come Prefetto della Congregazione per la Fede e sui cui spesso lo si accusa di aver taciuto. Ne parlera’ sopratutto con i sacerdoti americani, che hanno vissuto in prima persona quella catastrofe morale (ed economica, dati i risarcimenti pagati) per la Chiesa statunitense, su cui si allungano ancora le ombre dei sospetti. A loro - ha detto ancora il card. Bertone - chiedera’ una purificazione collettiva. Tra gli ultimi momenti della visita del Papa ci sara’ infine la tappa a ’’Ground Zero’’, luogo dove sorgevano le Torri gemelle, abbattute nell’attentato dell’11 settembre 2001. Qui nessun discorso: solo una preghiera di pace, con l’auspicio di una conversione degli stessi terroristi, da recitare davanti ad un gruppo di superstiti e di parenti delle vittime di quel terribile giorno. E poi, ancora nella visita del Papa , ci saranno messe con decine di migliaia di fedeli, gadget e curiosita’ di ogni tipo, dall’orsetto Ben agli skateboards in suo onore, fino a una cena di gala organizzata dai Bush la sera del 16 aprile alla Casa Bianca per il compleanno di Ratzinger. Il Papa ha ringraziato, ma ha fatto sapere di preferire il riposo in nunziatura. Niente paura: il party si terra’ lo stesso, anche senza il festeggiato.

BERTONE, PAPA NON TEME MINACCE TERRORISMO, E’ SERENO

Il Papa e’ ’’molto tranquillo e sereno’’ per il viaggio negli Stati Uniti che sta per compiere, pur sapendo che ci sono state ’’minacce’’, come del resto era tranquillo per il viaggio in Turchia, preceduto da altrettante minacce. Lo spiega il cardinale Tarcisio Bertone ai microfoni di Radio vaticana, interpelallato sulle ’’minacce che sono arrivate, ad esempio, dal mondo islamico’’. Il cardinale rileva anche la ’’fiducia nei mezzi di protezione’’ approntati dagli Stati Uniti. Alla Radio il segretario di Stato del Papa spiega poi i motivi della ’’divaricazione’’ presente nel cattolicesimo americano tra valori affermati e stile di vita concretamente vissuto.

’’Voi pensate - ha risposto il card. Bertone a una domanda sulle minacce al Papa - ad un altro viaggio del Santo Padre: ricordate il viaggio in Turchia? Era stato preceduto da minacce ed accompagnato da minacce. Anche adesso, non v’e’ dubbio, ci sono minacce. Devo dire che il Santo Padre era molto tranquillo e sereno in occasione di quel viaggio, ed anche adesso e’ molto tranquillo e sereno. Noi abbiamo fiducia anche nei mezzi di protezione che il Governo provvedera’, naturalmente, a sistemare in ogni punto di passaggio del Santo Padre, cosi’ come e’ accaduto anche in Turchia. Pero’ dobbiamo dire che c’è molta gente al mondo, molte comunita’ cattoliche cristiane, soprattutto contemplative, che pregano in modo speciale per questo viaggio del Santo Padre, e quindi ci affidiamo alla protezione di Dio anzitutto. E vorrei dire: ci affidiamo alla protezione degli angeli - il Papa e’ devoto agli angeli custodi - che non mancheranno di accompagnare il Papa anche in questo viaggio’’.

Alla domanda se il Papa negli Stati Uniti avra’ un messaggio anche per quegli americani che su punti come il divorzio o la contraccezione si stanno allontanando dal cattolicesimo, il card. Bertone osserva che ’’C’e’ sempre una divaricazione, in genere, nelle comunità cristiane e cattoliche occidentali. Ma e’ naturale: una cosa e’ la fede, nei suoi elementi fondamentali, una cosa è realizzare, in se stessi, nelle proprie famiglie, nella societa’, un progetto morale che e’ esigente. E’ chiaro che ilPapa e’ preoccupato della defezione di membri, o di strati della Chiesa cattolica negli Stati Uniti o in altre Nazioni. Il Papa lancia un messaggio innanzitutto di carattere, direi, intellettuale. Da’ prima di tutto le ragioni della fede e le ragioni della speranza, una speranza ben fondata ed affidabile’’.

* Ansa» 2008-04-13 20:01


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