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ITALIA. Memoria della Liberazione e della Legge dei nostri Padri e delle Madri Costituenti....

PACIFICAZIONE, COSTITUZIONE E NUOVO GOVERNO: RESTITUIRE LA PAROLA "ITALIA" AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, GIORGIO NAPOLITANO, E ALL’INTERO PARLAMENTO. Forza! VIVA, VIVA L’ITALIA - a cura di Federico La Sala

lunedì 16 giugno 2008 di Maria Paola Falchinelli
[...] 25 aprile 2008. ITALIA: LA PAROLA RUBATA. Una sollecitazione (del 2004 e del 2003) ad uscire dal sonnambulismo, oggi e finalmente
La Costituzione - le "regole del gioco" e il dialogo, quello vero ...
ALL’ITALIA NEL MONDO. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA OFFESO E RIDOTTO AL SILENZIO. A TUTTI I CITTADINI E A TUTTE LE CITTADINE TOLTA "LA PAROLA": ITALIA. CHE SCEMPIO!!! IL LENTO E SOTTILE "AVVELENAMENTO DEI POZZI" DELLA DEMOCRAZIA E IL SONNO DI TUTTE LE SUE ISTITUZIONI CULTURALI, (...)

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> PACIFICAZIONE, COSTITUZIONE E NUOVO GOVERNO: RESTITUIRE LA PAROLA "ITALIA" AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, GIORGIO NAPOLITANO, E ALL’INTERO PARLAMENTO. Forza ITALIA ... L’Italia vive il momento più difficile della sua storia recente. Colpa del degrado morale che coinvolge classe dirigente e cittadini (dottor Vincenzo Barlotti - Capaccio-Paestum, SALERNO).

domenica 27 aprile 2008

Ansa» 2008-04-26 20:53

’ITALIANI INCIVILI’, MEDICO CHIEDE DANNI ALLO STATO

CAPACCIO-PAESTUM (SALERNO) - La Svezia: è questa la terra promessa sognata da Vincenzo Barlotti, il medico salernitano che ha chiesto allo Stato italiano, alla Regione Campania e al comune di Capaccio un indennizzo di 2 milioni di euro per "l’alta sofferenza, il disordine e il degrado in cui sono costretto a vivere", come si legge nell’esposto presentato alla Procura della Repubblica di Salerno. Nato a Capaccio 49 anni fa, sposato con due figli, in servizio nel pronto soccorso dell’ ospedale "San Luca" di Vallo della Lucania, nel Cilento, il sogno del dottore Barlotti é quello di impiegare il risarcimento milionario per rifarsi una vita quanto più lontano possibile "dal caos e dall’ inciviltà di questa nostra povera Italia". La Svezia, dunque, famosa nel mondo per i suoi servizi e la civiltà della sua gente, magari un po’ freddina, "ma molto più civile della nostra italica stirpe". "La Svezia sarebbe l’optimum - esordisce Vincenzo Barlotti - L’Italia vive il momento più difficile della sua storia recente. Colpa del degrado morale che coinvolge classe dirigente e cittadini. La fuga da questo Paese è, al momento, l’unica via d’uscita percorribile". Fuga che dovrebbe essere a spese del "nostro ingrato Paese". Due milioni di euro, non un centesimo in meno. "Avrei dovuto chiedere il doppio. Non c’é prezzo per quello che ho patito in tutti questi anni, nonostante il mio lavoro lo abbia svolto sempre con dedizione, passione e onestà." Provocazione, o il dottore è davvero convinto di poterla spuntare? Pare infatti che Barlotti abbia già contattato un legale che seguirà la vicenda giudiziaria. "Ci sto pensando seriamente. Comunque sì, è innanzitutto una provocazione. Certo, sono curioso di sapere come andrà a finire". Del resto, il medico salernitano non è nuovo a gesti eclatanti. Il 2 giugno del 2005, a esempio, decise di correre, in scarpette e pantaloncini, la "retromarcia Capaccio-Paestum", una manciata di chilometri percorsi al contrario, a passo di gambero, per protestare contro il malgoverno e la corruzione. "Mi svegliai all’alba e percorsi il tragitto a marcia indietro. Tra i partecipanti ero il solo, ma tagliai regolarmente il traguardo". Ad assistere alla performance pochi curiosi, che l’anno dopo e nel 2007 sono diventati centinaia di fan affezionati. E poi, sempre nel 2007, una denuncia alla Procura della Repubblica per denunciare quello che lui definisce "lo scandalo dei corsi di aggiornamento". "Denunciai l’assoluta inutilità dei corsi organizzati dall’Asl Salerno 3, frequentati con passione da pochi coraggiosi che regolarmente fanno i conti con un esercito di medici chiassosi e disinteressati, se non quando si tratta di ritirare l’attestato di partecipazione". Si potrebbe, allora, avanzare il sospetto che la fuga dall’Italia abbia il sapore della resa, o peggio ancora, del tradimento, ma lui nega, e torna alla carica. "Non mi aspetto alcun risarcimento. Continuerò a lottare nella mia terra fino alla fine. Continuerò a puntare il dito contro la corruzione dilagante e a lagnarmi verso chi insozza le nostre strade gettando immondizia o una semplice carta di caramella. Ma se lo Stato, per assurdo, mi desse ragione, allora sarei davvero tentato a lasciare tutto e ricostruire altrove una vita diversa, per il bene mio e soprattutto dei miei figli". L’iniziativa del chirurgo di Capaccio Scalo ha avuto il consenso del presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), Amedeo Bianco: "Un atto provocatorio che riflette, però, un malessere diffuso nella classe medica".


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