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TERREMOTO IN CINA. Una forte scossa di magnitudo 7,8 gradi Richter ha colpito il sud-est della Cina ed è stato avvertito da Pechino fino a Shanghai, Taiwan e la capitale thailandese Bangkok - a cura di pfls

venerdì 16 maggio 2008 di Maria Paola Falchinelli
Ansa» 2008-05-16 20:12
CINA, WEN JIABAO: E’ UN’ECATOMBE
Il bilancio delle vittime del terremoto di lunedì scorso è di 22.069 per tutta la Cina. Le persone ancora sepolte sotto le macerie sono circa 14.000. I senzatetto nella zona del Sichuan, secondo il governo locale, sono oltre 4,8 milioni.
Intanto una forte scossa di assestamento a Lixian, nel Sichuan, ha provocato l’ interruzione delle comunicazioni e gravemente danneggiato alcune strade. Secondo alcune fonti sono rimaste sepolte (...)

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> TERREMOTO IN CINA. --- Una settimana dopo il terremoto l’intera Cina si ferma per lutto. Tre giorni di lutto nazionale. Bandiere a mezz’asta, ferma la torcia olimpica.

martedì 20 maggio 2008


-  Alle 14.28 tre minuti di silenzio in ricordo delle migliaia di vittime
-  Tre giorni di lutto nazionale. Bandiere a mezz’asta, ferma la torcia olimpica

Una settimana dopo il terremoto l’intera Cina si ferma per lutto

-  Il bilancio aggiornato parla di 71mila tra morti e dispersi
-  Duecento soccorritori travolti da fiume di fango
*

PECHINO - Tenendo in mano dei fiori bianchi, simbolo scelto per commemorare le migliaia di vittime del devastante sisma che ha messo in ginocchio l’area sud-occidentale del Paese, grandi e piccini si sono fermati per tre minuti in tutta la Cina. A Beichuan, epicentro del sisma, anche i soccorritori, riconoscibili dalle tute arancioni, e i soldati in divisa si sono irrigiditi sull’attenti, mentre, in mancanza di sirene, suonavano i clacson delle auto.

Per tre giorni la Cina si ferma in segno di lutto e piange le sue vittime. Bandiere a mezz’asta, stop al tour della torcia olimpica, sospesi gli spettacoli di intrattenimento, borse chiuse; e alle 14.28 del pomeriggio (le 8.28 in Italia), sette giorni esatti dal terremoto, il Paese intero si è fermato in silenzio per tre minuti, in ricordo delle vittime.

L’ultimo bilancio, fornito da un portavoce del governo, parla di oltre 34mila morti confermati e oltre 245mila feriti, ma le autorità di Pechino nei giorni scorsi avevano anticipato un verdetto ancora più pesante, ovvero che il sisma ha ucciso oltre 50.000 persone. Il computo finale, però, potrebbe essere ancora più tragico visto che stamane il governatore del Sichuan ha reso noto che soltanto nella provincia epicentro del terremoto risultano morte, seppellite o disperse 71.000 persone.

Al disastro bisogna aggiungere l’ennesima tragedia che ha coinvolto circa 200 soccorritori che sono stati travolti da un fiume di fango nella provincia di Sichuan. Lo ha riferito l’agenzia Xinhua, senza precisare quanti siano stati tratti in salvo.

Oggi con una solenne cerimonia trasmessa in diretta televisiva, i soldati cinesi hanno innalzato come ogni giorno la bandiera nella piazza di Tiananmen e poi l’hanno abbassata a mezz’asta. Bandiere a mezz’asta anche a Hong Kong e nelle ambasciate cinesi all’estero.

Per la prima volta il governo ha decretato tre giorni di lutto nazionale per un disastro naturale. Il percorso della torcia, che oggi doveva raggiungere la città di Jiazing, nella provincia orientale di Zhehiang, per continuare il 20 e il 21 a Shanghai, sarà rimandato fino a giovedì. Chiuse anche le borse di Shanghai e Shenzen e i future sulle materie prime a Shanghai, Zhengzhou e Daliaran sospenderanno temporaneamente le contrattazioni.

Mentre il governo ha corretto la misurazione della magnitudo del terremoto che ha sconvolto la provincia del Sichuan (non più 7,8 gradi della scala aperta di Richter, ma 8 gradi), ancora si trovano persone vive sotto le macerie: due donne (una 61enne nella contea di Beichuan e l’altra, 50enne, nella città di Deyang) sono estratte ancora in vita dopo quasi una settimana dal sisma.

Intanto adesso il Paese fronteggia il rischio epidemia: il ministro della Sanità ha detto che finora non si sono registrati focolai ma gli sforzi si concentrano su un piano di disinfestazione a tappeto. Nella zona, oltre a 200.000 tra militari e poliziotti, lavorano 37.000 membri del personale sanitario tutto cinese; e da venerdì, quattro giorni dopo la tragedia, sono arrivate anche le équipe d’emergenza inviati da Giappone, Singapore, Corea del Sud e Russia, che hanno sofisticate tecnologie per la ricerca delle persone sepolte vive. Ieri sono arrivati in Cina anche gli aiuti umanitari disposti dal governo italiano.

Ma le piogge annunciate per questa settimana dal servizio meteorologico nazionale potrebbero complicare le operazioni di soccorso. Come è accaduto a circa 200 soccorritori rimasti sepolti da una ondata di fango. Gli uomini erano operai impegnati nel ripristino delle comunicazioni stradali nel Sichuan, travolti da diverse frane negli ultimi tre giorni. Lo ha reso noto Dai Dongchang, funzionari del ministero dei Trasporti.

Oggi il presidente Hu Jintao, ha visitato la località di Shifang, la quarta in cui si reca da quando venerdì è arrivato nella zona del disastro, dando il cambio al premier Wen Jiabao, rientrato a Pechino per coordinare le operazioni di soccorso.

* la Repubblica, 19 maggio 2008.


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