Inviare un messaggio

In risposta a:
L’antropologia non è una "andro"pologia - e nemmeno una "andragathia" (’ndrangheta)!!! I soggetti sono due, e tutto è da ripensare....

SULL’ATTACCO DEL PAPA ALLA 194, LA DICHIARAZIONE DELLA PASTORA LETIZIA TOMASSONE, VICE PRESIDENTE DELLE CHIESE EVANGELICHE IN ITALIA (FCEI) - a cura di pfls

martedì 13 maggio 2008 di Maria Paola Falchinelli
[...] "È esplicito questa volta, nelle parole del papa, il motivo per cui la gerarchia cattolica fa risalire alla legge sull’aborto ogni violenza e degradazione della società occidentale. Si tratta semplicemente del rifiuto che le decisioni etiche siano "affidate al giudizio del singolo". L’etica, per lui, deve stare invece nelle mani della gerarchia, la quale meglio conosce quale sia il bene di ognuno e di ognuna! A partire da questo disconoscimento della maggiore età delle cittadine e (...)

In risposta a:

> SULL’ATTACCO DEL PAPA ALLA 194, LA DICHIARAZIONE DELLA PASTORA LETIZIA TOMASSONE ---- Legge 194, la minaccia delle troppe obiezioni (di Silvia Ballestra)

domenica 23 ottobre 2011

Legge 194, la minaccia delle troppe obiezioni

di Silvia Ballestra (l’Unità, 23.10.11)

Un diritto conquistato, acquisito e in via di estinzione: il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza sancito dalla legge 194. L’allarme arriva dai ginecologi della «Laiga», (Libera Associazione Italiana Ginecologi per l’ Applicazione della 194) ed è chiaro e semplice: i medici che praticano l’aborto nelle strutture pubbliche italiane non sono più di 150, mentre la percentuale di obiettori supera il 70 per cento. A farla breve, tra cinque anni in Italia sarà impossibile abortire legalmente in strutture pubbliche, cioè si cancellerà un diritto e si affosserà una legge che ha dato eccellenti risultati (aborti entro la dodicesima settimana più che dimezzati dal 1982).

Perché accade questo? Possibile che tutte le obiezioni di coscienza abbiano solide radici morali o religiose. Certo che no. Con i non obiettori costretti a rispondere da soli alla domanda di interventi, infatti, accade che chi obietta abbia più possibilità di carriera, promozioni più facili, agevolazioni, promozioni più veloci, complici le gerarchie sanitarie.

Naturalmente intervenire sarebbe semplice e basterebbe qualche minimo ritocco alla legge. Per esempio continuare a garantire ai medici (e anestesisti, paramedici, ecc.) il diritto all’obiezione di coscienza, vincolandolo però ad alcune condizioni (scatti meno frequenti, minor retribuzione, limitate possibilità di carriera). Potremmo in questo modo salvaguardare un diritto che ha salvato la vita a molte donne e al tempo stesso non è un dettaglio verificare la sincerità di tante scelte «morali» che nascondono dietro le sbandierare convinzioni pro-vita le loro egoistiche aspirazioni pro-carriera.


Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Titolo:

Testo del messaggio:
(Per creare dei paragrafi separati, lascia semplicemente delle linee vuote)

Link ipertestuale (opzionale)
(Se il tuo messaggio si riferisce ad un articolo pubblicato sul Web o ad una pagina contenente maggiori informazioni, indica di seguito il titolo della pagina ed il suo indirizzo URL.)
Titolo:

URL:

Chi sei? (opzionale)
Nome (o pseudonimo):

Indirizzo email: