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"Vicisti, Galilaee" (Keplero, 1611). In memoria di Giordano Bruno....

U.F.O. ... E UFFA !!! FINALMENTE QUALCUNO IN VATICANO APRE LE FINESTRE SUL COSMO. NON ESISTE SOLO DIO E NON ESISTONO SOLO I TERRESTRI, ESISTONO ANCHE GLI EXTRATERRESTRI. NON SIAMO SOLI.... - a cura di pfls

mercredi 14 mai 2008 par Maria Paola Falchinelli
[...] "Come esiste una molteplicità di creature sulla terra, - afferma padre Funes - così potrebbero esserci altri esseri, anche intelligenti, creati da Dio. Questo non contrasta con la nostra fede, perché non possiamo porre limiti alla libertà creatrice di Dio. Per dirla con San Francesco, se consideriamo le creature terrene come ’fratello’ e ’sorella’, perché non potremmo parlare anche di un ’fratello extraterrestre’ ? Farebbe parte comunque della creazione" [...]
"VICISTI, GALILAEE" ! PER (...)

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> U.F.O. ... E UFFA !!! FINALMENTE QUALCUNO IN VATICANO APRE LE FINESTRE SUL COSMO. NON ESISTE SOLO DIO E NON ESISTONO SOLO I TERRESTRI, ESISTONO ANCHE GLI EXTRATERRESTRI. NON SIAMO SOLI.... - Il teologo-astronomo Funes : anche loro potrebbero godere della misericordia del Padre (di Luigi Accattoli)

mercredi 14 mai 2008

potrebbero esserci altri esseri creati da Dio »

-  Il Vaticano apre agli extraterrestri
-  « Si può credere in Dio e in E.T. »

Il teologo-astronomo Funes : anche loro potrebbero godere della misericordia del Padre *

CITTÀ DEL VATICANO - « È possibile credere in Dio e negli extraterrestri. Si può ammettere l’esistenza di altri mondi e altre vite, anche più evolute della nostra, senza per questo mettere in discussione la fede nella creazione, nell’incarnazione e nella redenzione ». Lo afferma il capo degli astronomi vaticani, il gesuita argentino José Gabriele Funes, 45 anni, doppia laurea in teologia e in astrofisica. Non c’è da sospettare che un qualche giornalista abbia forzato le sue parole, perché l’intervista è dell’Osservatore Romano. Né è la prima volta che Funes azzarda simili affermazioni. Nonostante tali convinzioni, egli è stato posto a capo della Specola vaticana da papa Ratzinger nel 2006. « Come esiste una molteplicità di creature sulla terra - ha detto ancora il padre Funes - così potrebbero esserci altri esseri, anche intelligenti, creati da Dio. Questo non contrasta con la nostra fede, perché non possiamo porre limiti alla libertà creatrice di Dio ». Obiezione vertiginosa : ma da chi sarebbero stati redenti questi alieni ? Risposta fredda del-l’astrofisico e teologo : « Non è detto che essi debbano aver bisogno della redenzione. Potrebbero essere rimasti nell’amicizia piena con il loro Creatore ».

Ma se questi extraterrestri fossero peccatori ? Tranquilli : « Anche loro, in qualche modo, avrebbero la possibilità di godere della misericordia di Dio, così come è stato per noi uomini ». Per Funes si può credere a « Dio creatore » e accettare l’ipotesi del big bang che è « la migliore spiegazione dell’origine dell’universo che abbiamo finora » e « non è in contraddizione con la fede : è ragionevole ». Così egli combina la Bibbia e il telescopio : « Da astronomo io continuo a credere che Dio sia il creatore dell’universo e che noi non siamo il prodotto della casualità ma i figli di un padre buono, il quale ha per noi un progetto d’amore. La Bibbia fondamentalmente non è un libro di scienza » e dunque « non si può chiedere alla Bibbia una risposta scientifica ». Non è la prima volta - si capisce - che un uomo di Chiesa si avventura su questo terreno. Già il gesuita predecessore di Funes alla Specola, George Coyne, aveva definito come « temeraria e presuntuosa » in più occasioni « l’idea che non esistano altri esseri viventi al di fuori della Terra ». Non c’è una posizione del magistero cattolico in questa materia avventurosa. L’inizio di un dibattito tra i teologi risale agli anni Cinquanta, quando molto si parlava di Ufo e si sognavano imminenti contatti con altre stirpi intelligenti.

Il padre Raimondo Spiazzi, domenicano, e il padre Gino Concetti, francescano, avevano già espresso idee somiglianti a quelle del padre Funes, per restare ad autori ospitati dall’Osservatore Romano. Possibilista in materia si era detto a suo tempo persino padre Pio, gran santo ma non certo teologo né cultore di astrofisica. A chi faceva obiezioni una volta ebbe a rispondere : « Vorresti che l’onnipotenza di Dio si limitasse al piccolo pianeta Terra ? ».

Luigi Accattoli

* Corriere della Sera, 14 maggio 2008


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