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LA CORTE DI CASSAZIONE SULLE COPPIE DI FATTO. Non c’è alcuna differenza tra sposi e conviventi in quanto anche le coppie di fatto sono una vera e propria famiglia - a cura di pfls

jeudi 22 mai 2008 par Maria Paola Falchinelli
[...] il richiamo alla famiglia contenuto nell’art. 572 c.p. ’’deve intendersi riferito ad ogni consorzio di persone tra le quali, per strette relazioni e consuetudini di vita, siano sorti rapporti di assistenza e solidarietà per un apprezzabile periodo di tempo, ricomprendendo questa nozione anche la ’famiglia di fatto’’’.
Ciò che importa, insomma, è che si tratti ’’di un rapporto tendenzialmente stabile, sia pure naturale e di fatto, instaurato fra due persone con legami di reciproca (...)

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> LA CORTE DI CASSAZIONE SULLE COPPIE DI FATTO. ---- Milano non è la prima città ad istituire il registro delle unioni civili (di Jolanda Bufalini - Unioni civili, si riparte dal voto di Milano)

samedi 28 juillet 2012

Unioni civili, si riparte dal voto di Milano

di Jolanda Bufalini (l’Unità, 28 luglio 2012)

Una maratona di 11 ore e mezzo per far rientrare Milano nell’alveo più proprio della sua cultura laica, pragmatica, riformista, inclusiva, « un provvedimento amministrativo di buon senso, degno di una capitale europea », dice Paola Concia. Milano non è la prima città ad istituire il registro delle unioni civili, con il suo carico di valenza simbolica e di accesso ai servizi comunali. Sono una ottantina le città che l’hanno preceduta e, fra queste, Torino, Genova. A Napoli, ieri quattro coppie di fatto, fra le quali una gay hanno detto il loro « sì » firmando il registro nella sala della giunta di palazzo San Giacomo.

Milano, però, oltre ad aver voltato pagina rispetto agli anni oscurantisti delle giunte di centro destra, nota Aurelio Mancuso (Equality), rilancia il tema della legge nazionale. Anche per il modo in cui si è arrivati al voto : un compromesso che ha consentito all’ala liberal del Pdl di votare a favore e ai cattolici dissidenti del Pd di astenersi.

Compromesso che le associazioni Glbt non disprezzano affatto, considerando il voto milanese un « passo avanti di civiltà ». Sottolineano, con il sindaco Pisapia, che non si tratta né di matrimonio gay né della sua anticamera, anzi la parlamentare omosessuale Paola Concia polemizza : « Pretestuoso e demagogico cercare di affossare il provvedimento, come se questi signori, non sapessero che c’è una prerogativa esclusiva del legislatore nazionale ». E, proprio per questo, « è necessario arrivare al più presto possibile all’approvazione di una legge nazionale, che dia diritti certi e concreti a tutti i cittadini omosessuali italiani ».

L’Arcigay milanese Marco Morti chiede al Pd di chiarire le sue posizioni : « In questa occasione in maggioranza i contrari non erano determinanti, ma cosa sarebbe successo a livello nazionale ? ». Anche Ivan Scalfarotto, vicepresidente Pd, mette in guardia il partito dal preoccuparsi di questioni terminologiche come quella che ha portato ad espungere dal testo milanese l’espressione « famiglia anagrafica » che indica nella burocrazia comunale, per esempio, le convivenze degli studenti : « La politica che fa questo teatrino sui termini è una politica che racconta una società che non esiste più ».

Ignazio Marino si augura che il voto di Milano influenzi il dibattito del Pd : « È nel solco di quanto dichiarato recentemente da Bersani. Il nostro esempio su questo tema dovrebbe essere la modernità, rappresentata da Obama e Hollande. Nel resto d’Europa, ben 20 Paesi, dal Portogallo, alla Finlandia, dalla Francia alla Germania, alla cattolicissima Irlanda e alla Slovenia, hanno adottato normative che garantiscono e tutelano i diritti di tutte le coppie, comprese quelle omosessuali. Per il Pd è fondamentale operare scelte sempre più chiare ed innovatrici, altrimenti le sue esitazioni diverranno la sua più grande debolezza ».

Per l’assessore milanese alla cultura Stefano Boeri « il percorso sull’eguaglianza di genere va proseguito e accelerato fino ad arrivare a una legge nazionale che riconosca libertà di matrimonio anche alle coppie gay ». Il problema vero, per Marino « è chiarire che i diritti non sono una concessione. In Italia non solo non ci si è occupati di unioni civili ma anche di altri settori cruciali per la vita dei cittadini. Pensiamo alla ricerca, alle cellule staminali, al fine vita, alla legge 40, agli ospedali pubblici e all’applicazione della legge 194 ». Cose non contingenti e altrettanto importanti dello spread.

Il tema delle urgenze economico-sociali è agitato da qualche esponente Fli, come Briguglio, forse preoccupato delle relazioni con l’Udc : « Le unioni civili non disegnano il profilo di Fli, soprattutto in questo momento di disperazione economica e sociale in cui le priorità mi sembrano francamente altre ». Ma non la pensano così né Chiara Moroni né Flavia Perina, che attacca Alemanno : « Invece di cavalcare posizioni di retroguardia, dovrebbe riflettere su un dato : « Roma capitale del diritto, è stata espropriata da Milano » e considera « maturi i tempi per una legge che disarmi gli opposti estremismi e trovi soluzioni di tipo europeo ».

Il voto trasversale di Milano ha agitato le acque anche nel Pdl, per Gasparri il voto di Milano « è una farsa », mentre Alessandra Mussolini si augura « che altre città ne seguano l’esempio ».


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